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Torino: foto dello spezzone anarchico al corteo No Tav del 17 dic. PDF Stampa E-mail
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Wednesday 21 December 2005
Foto dello spezzone anarchico alla manifestazione No Tav del 17 dicembre a Torino a questi indirizzi:

http://italy.indymedia.org/news/2005/12/950760.php

http://italy.indymedia.org/news/2005/12/950859.php

http://italy.indymedia.org/news/2005/12/950880.php


Di seguito il volantino distribuito in piazza dalla FAI Torinese

Nessuna tregua contro il TAV

Il popolo NO TAV oggi è in piazza perché lo ha scelto, decidendo in prima persona, in assemblea, senza alcuna mediazione politica istituzionale. La lotta che da anni i valsusini stanno sostenendo contro chi vuole devastare il loro territorio ha saputo conquistare anche la giornata di oggi con la ferma determinazione di chi sa che le proprie ragioni non han bisogno dei manganelli della polizia per trovare ascolto.
Una terra è difesa dal suo popolo contro chi vuole violarla e con questo appropriarsene. Come agli albori del capitalismo, recintare e far proprio un campo significa affermare il dominio su coloro che del campo, nel campo, vivevano. Significa appropriarsi non solo di un lembo di terra, ma delle vite che da quella terra han tratto e traggono nutrimento, delle vite che quella terra sostiene.
Ma il campo di Venaus e l'intera Valle Susa non sono dei signori dell'Alta Velocità, né dei politici a libro paga, né di quegli idioti in divisa armati di manganello che odiano il popolo quando è libero perché ricorda loro quanto sono servi. Il campo di Venaus è del popolo che se lo è ripreso in pieno giorno quando gli fu sottratto da vigliacchi che per vergogna si muovono meglio solo di notte.
La forza di questa lotta sta nella capacità di essere autonoma dai poteri istituzionali, sta nella capacità di agire senza la tutela di sindaci o presidenti di comunità montane a cui tutti i giorni, soprattutto oggi, chiede conto della loro appartenenza a quelle istituzioni che compatte si sono schierate contro di essa: Presidente della Repubblica, Parlamento, Governo, Regione, Provincia, Comune di Torino. Chiede conto di un tavolo di trattativa che ha il marchio netto della truffa.
Questo popolo non ha bisogno di tutele e di tutori, non certo di quei tutori del disordine statale che vorrebbero soffocare con manganelli, processi e galera i gesti di libertà di coloro che ieri oggi e domani nelle strade e nelle piazze gridano la loro opposizione ad un sistema che rapina, distrugge, uccide. Giudici che hanno sulla coscienza la morte di due anarchici morti in galera, poliziotti e carabinieri ancora sporchi del sangue dei manifestanti di Genova che agiscono come truppe di occupazione: questo è lo Stato nella Valle di Susa, a Torino e in Italia.
Non si tratta con gente del genere, la vita e la libertà non sono oggetto di trattativa. Il nostro tavolo è la strada e la piazza: ci provino lor signori ad arrestare la lotta di un popolo.
Tregua olimpica per far cosa? Per consentire a chi vuol portarsi via la Val Susa di presentarsi come buon padrone di casa? Fermare i lavori fino a maggio? Ma se comunque prima di allora non sarebbero davvero iniziati! Ma chi vogliono prendere in giro?
Oggi la gente della Val Susa, come ieri i partigiani, lottano contro l'oppressione e la barbarie, contro l'uso dei beni comuni a fini privati, contro l'interesse di pochi per la vita, la libertà, la dignità di tutti. La loro lotta è la nostra, perché vogliamo che ciascuno possa prendere in mano il proprio destino, decidendo in prima persona, senza padroni e senza padrini. Senza i padroni del Tav, senza i padrini della politica asservita ai grandi interessi dei soliti noti.
Il fatto è che i signori del TAV e i loro servitori, prigionieri della loro sete di denaro e rapina, non si sono accorti che la loro storia è ormai al tramonto, anche se, come tutte le bestie con le spalle al muro, sono più aggressivi e pericolosi, terrorizzati dal senso della loro fine.
È iniziata un'altra storia, quella di un popolo che sa conquistarsi la libertà ogni giorno, non solo in Val Susa, la storia di un popolo che abbatte i recinti e le frontiere e sa camminare con passo sicuro e a testa alta, senza padroni e tutori politici. Un popolo libero e vivo, quel popolo che siamo tutti noi oggi!

Sarà dura!

I compagni e le compagne della Federazione Anarchica Torinese - FAI
Corso Palermo 46 - ogni giovedì dopo le 21,15
011 857850
338 6594361
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