.: Italia Alternativa :.
.: Friday 10 October 2008 :.
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| Firenze, l ' ignobile corollario di uno sfratto |
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| Tuesday 06 December 2005 | ||||||||
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SFRATTATA A FIRENZE
NONOSTANTE L¹ASSEGNAZIONE DI UN ALLOGGIO. SPINTONATO A FORZA PER TRE RAMPE DI SCALE IL SEGRETARIO PROVINCIALE DEL SUNIA. ASSESSORE COGGIOLA, ANCHE PER LA DIGNITA¹ DEL COMUNE DI FIRENZE, FAI COME SANDRO MEDICI! La notizia sta rimbalzando diffuso dai redattori di alcuni quotidiani presenti allo sfratto- e indigna. Stamattina in Via Stibbert 11 una anziana signora è stata sfrattata, nonostante che con lettera di impegno l¹assessore alla casa Paolo Coggiola avesse assicurato alla signora entro il 20 gennaio 2006 un alloggio pubblico. Tracotanza nei confronti dell¹assessore, che è stato trattato in malo modo, durezza di comportamento dell¹ufficiale giudiziario. Terenzio Tecleme, che si trovava ad assistere la sfrattata e tentava, come altre volte una mediazione, è stato di peso allontanato per tre rampe di scale. Stamani non era stato predisposto un presidio, confidando il Sunia nella trattativa, nè era stato avvisata la Rete Anti Sfratto. Episodio gravissimo che esige non solo una solidarietà nei confronti di chi ha subito violenza, perché di questo si tratta; bisogna che l¹Amministrazione Comunale agisca in modo dignitoso, non avallando una tale tracotanza padronale. Chiediamo al Sindaco di emanare sull¹alloggio sgomberato un immediato provvedimento temporaneo di requisizione, reintegrando nell¹uso la signora sfrattata fino all¹assegnazione pubblica. E¹ un atto necessario per chi oggi è senza alloggio ma anche per dare un segnale a tutta la proprietà immobiliare a cui non va permesso di offendere le stesse istituzioni. E COMUNQUE CHIAMIAMO ALL¹ATTIVAZIONE DI MASSA ANTI SFRATTO TUTTA LA RETE DI SOLIDARIETA¹. Non passeranno! Firenze 02.12.05 UNIONE INQUILINI DI FIRENZE MOVIMENTO DI LOTTA PER LA CASA ***** Firenze, l¹ignobile corollario di uno sfratto. I protagonisti: Un¹anziana signora, l¹esecutore dello sfratto, un ufficiale giudiziario zelante, la polizia sbrigativa nell¹eseguirlo, un sindacalista trascinato giù dalle scale, una stampa di centro sinistra pavida e compromessa. I fatti. Succede in Via Stibbert, zona ottocentesca ai piedi di colli coperti da parchi e ville. Ma qui ancora per poco tempo vivono delle persone senza mezzi, anziani fiorentini emarginati dalla più assurda speculazione immobiliare. E¹ il caso di Maria Giannelli, 68 anni, che ieri è stata ³accompagnata² fuori dall¹abitazione con i vestiti che aveva indosso e la borsetta. Tutto il resto sotto chiave. Ieri sera non aveva un luogo dove andare a dormire. ³Dormirò in cima alle scale, alla porta dietro la quale ci sono le mie cose². Sulla vicenda sono intervenuti con un comunicato l¹Unione Inquilini e il Movimento di Lotta per la casa, che parlano di un ³episodio gravissimo² e invitano il sindaco ad ³emanare sull¹alloggio sgomberato un immediato provvedimento temporaneo di requisizione reintegrando nell¹uso la signora sfrattata fino all¹assegnazione di un alloggio pubblico². Perché era questo l¹impegno scritto del Comune che non ha evitato questa violenza. Ma andiamo avanti. Come mai siamo arrivati a questo sgombero? Perché la Rete Antisfratto non era stata attivata; dell¹emergenza ne era a conoscenza solo un sindacato, il Sunia, collegato alla CGIL, che confidava nel dialogo con la proprietà e nell¹efficacia della mediazione comunale. Invece il sindacalista, segretario provinciale del Sunia, andato da solo a sostenere la mediazione, s¹è visto preso di peso e trascinato per tre rampe di scala, strattonato e poi per tutta la giornata in stato di choc. C¹era un giornalista, un certo Fatucchi, cronista di un quotidiano prestigioso, La Repubblica, supporto del centro sinistra, ferocemente ostile a Berlusconi, ma molto amico del sindaco di Firenze. Vede tutto, si indigna, scriverà un pezzo; Fatucchi viene minacciato dal proprietario e dall¹avvocato del padrone; gli si intima di non scrivere nulla. Pare che ma questa è notizia ufficiosa che nella vicenda sia coinvolto anche un ex magistrato. Il giorno dopo un quotidiano locale, con una tiratura limitata racconta abbastanza estesamente il fattaccio; sulla Repubblica si fa fatica a trovare traccia; solo un trafiletto, piccolo piccolo e non firmato con questo titolo: ³ Coggiola² (sarebbe l¹assessore alla casa): ³Strana mancanza di diponibilità². Poi ³ Il Comune le garantisce casa ma la sfrattano lo stesso². La cronaca secca secca. Venti righe su una colonnina. Sei pagine, piene di foto, commenti, dichiarazioni sono invece riservata alla storica partita di domenica prossima, tra Fiorentina e Juventus; con scontri possibili, rischi di crisi dirigenziali, il sindaco che ammonisce e via dicendo. E domani però La Repubblica avrà altre pagine altrettanto, se non più importanti per la vita di questo quotidiano; pagine e pagine di inserzioni immobiliari, affittasi e vendesi, a prezzi di capogiro, con la sequenza riquadrata di immobiliari di rango o meno note; tutto a pagamento. Non c¹è spazio per una ³cattiva stampa² per questi interessi; il centro sinistra delle persone per bene ha il cuore di pietra; o peggio, un portafoglio pieno di carte di credito. Ma i lettori di Repubblica sono tanti, non solo quelli passati al cinismo un po¹ snob, che quando parlano di giustizia si riferiscono solo a quella cui deve essere sottoposta il rivale di centro destra, coprendo tutta l¹altra parte. Ci sono le persone perbene, che non comprano magari i quotidiani dell¹estrema, acquistano Repubblica per stato di necessità Š e non trovano niente che possa indirizzarle la loro coscienza verso una solidarietà pericolosa. Mi sono dilungato su questo caso perché è esemplare; è feroce la voglia di lucrare su tutto, e questo è abbastanza scontato, ma è invischiante il regime che si atteggia a progressista e non lo è. L¹ingiustizia non fa notizia, ma forse nemmeno la resistenza pacifica; che si vuole allora per penetrare in quella fortezza mediatica? Lo scontro, la resistenza attiva, uno scenario da periferia in fiamme? E questo vale non solo per la lotta per la casa. Lo stesso giorno 150.000 operai metalmeccanico sfilavano in corteo per le strade di Roma, per richiedere un modestissimo aumento salariale, tanto per arrivare quasi alla fine del mese. Declassato il corteo in pagine interne, dedicato poco spazio dalle Televisioni con qualche flash subito coperto da una serie di sciocchezze. Si chiedeva alcuni giorni fa Giorgio Cremaschi, segretario della FIOM (sindacato metalmeccanico della CGIL) se per farsi sentire e farsi rispettare non era il caso di cambiare metodi di lotta, e sono gli stessi giorni della durissima resistenza di un¹intera popolazione alpina (la Valle Susa nel Piemonte dove si svolgeranno tra poche settimane le Olimpiadi della neve) contro un colossale scempio ambientale per un traforo di 50 chilometri e un costo di 15 miliardi d¹euro! Ma non è solo e non soprattutto - per esistere sui media che si pongono tali . Diventa intollerabile la contraddizione tra il bisogno crescente di sicurezza sociale e ambientale e la corsa verso una crescita che distrugge tale sicurezza, arricchisce a dismisura i già ricchi e precarizza in modo radicale gli altri. Cresce la sensazione in attivisti dei movimenti di lotta sociale, come io sono, che si preparano tempi molto più duri. Noi stessi, io tra questi, come le persone che rappresentiamo, vorremmo vivere in un onesto benessere e all¹interno di comunità pacificate e tolleranti, ma questo viene represso e irriso; al suo posto viene diffuso anche nelle istituzioni internazionali - un modello insano, fatto di precarietà e di sfrenata concorrenza, che deve coinvolgere anche i ceti più poveri. Sono passato come vedete dallo sfratto di Via Stibbert ai prossimi convegni ed incontri; mi è venuto naturale. Davvero tutto si tiene, ha lo stesso segno. Ecco, mi pare che il tempo delle analisi stia davvero scadendo e si entri in un ciclo di resa dei conti, una resa dei conti epocale tra i popoli nella terra in cui vivono e i nemici dei Popoli e della Terra. Vincenzo Simoni, segretario nazionale dell¹Unione Inquilini Firenze, 3 dicembre 2005.
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