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Firenze, l ' ignobile corollario di uno sfratto PDF Stampa E-mail
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Tuesday 06 December 2005
SFRATTATA A FIRENZE NONOSTANTE L¹ASSEGNAZIONE DI UN ALLOGGIO.
SPINTONATO A FORZA PER TRE RAMPE DI SCALE IL SEGRETARIO PROVINCIALE DEL
SUNIA.
ASSESSORE COGGIOLA, ANCHE PER LA DIGNITA¹ DEL COMUNE DI FIRENZE, FAI COME
SANDRO MEDICI!


La notizia sta rimbalzando ­ diffuso dai redattori di alcuni quotidiani
presenti allo sfratto-  e indigna. Stamattina in Via Stibbert 11 una anziana
signora è stata sfrattata, nonostante che ­ con lettera di impegno ­
l¹assessore alla casa Paolo Coggiola avesse assicurato alla signora entro il
20 gennaio 2006 un alloggio pubblico.
Tracotanza nei confronti dell¹assessore, che è stato trattato in malo modo,
durezza di comportamento dell¹ufficiale giudiziario.
Terenzio Tecleme, che si trovava ad assistere la sfrattata e tentava, come
altre volte una mediazione, è stato di peso allontanato per tre rampe di
scale.
Stamani non era stato predisposto un presidio, confidando il Sunia nella
trattativa, nè era stato avvisata la Rete Anti Sfratto.
Episodio gravissimo che esige non solo una solidarietà nei confronti di chi
ha subito violenza, perché di questo si tratta; bisogna che
l¹Amministrazione Comunale agisca in modo dignitoso, non avallando una tale
tracotanza padronale.

Chiediamo al Sindaco di emanare sull¹alloggio sgomberato un immediato
provvedimento temporaneo di requisizione, reintegrando nell¹uso la signora
sfrattata fino all¹assegnazione pubblica.

E¹ un atto necessario per chi oggi è senza alloggio ma anche per dare un
segnale a tutta la proprietà immobiliare a cui non va permesso di offendere
le stesse istituzioni.

E COMUNQUE CHIAMIAMO ALL¹ATTIVAZIONE DI MASSA ANTI SFRATTO TUTTA LA RETE DI
SOLIDARIETA¹.
Non passeranno!


Firenze 02.12.05

UNIONE INQUILINI DI FIRENZE
MOVIMENTO DI LOTTA PER LA CASA

*****


Firenze, l¹ignobile corollario di uno sfratto.

I protagonisti:
Un¹anziana signora, l¹esecutore dello sfratto, un ufficiale giudiziario
zelante, la polizia sbrigativa nell¹eseguirlo, un sindacalista trascinato
giù dalle scale, una stampa di centro sinistra pavida e compromessa.
I fatti. Succede in Via Stibbert, zona ottocentesca ai piedi di colli
coperti da parchi e ville. Ma qui ancora per poco tempo vivono delle persone
senza mezzi, anziani fiorentini emarginati dalla più assurda speculazione
immobiliare.
E¹ il caso di Maria Giannelli, 68 anni, che ieri è stata ³accompagnata²
fuori dall¹abitazione con i vestiti che aveva indosso e la borsetta. Tutto
il resto sotto chiave. Ieri sera non aveva un luogo dove andare a dormire.
³Dormirò in cima alle scale, alla porta dietro la quale ci sono le mie
cose².
Sulla vicenda sono intervenuti con un comunicato l¹Unione Inquilini e il
Movimento di Lotta per la casa, che parlano di un ³episodio gravissimo² e
invitano il sindaco ad ³emanare sull¹alloggio sgomberato un immediato
provvedimento temporaneo di requisizione reintegrando nell¹uso la signora
sfrattata fino all¹assegnazione di un alloggio pubblico².
Perché era questo l¹impegno scritto del Comune che non ha evitato questa
violenza.
Ma andiamo avanti.
Come mai siamo arrivati a questo sgombero? Perché la Rete Antisfratto non
era stata attivata; dell¹emergenza ne era a conoscenza solo un sindacato, il
Sunia, collegato alla CGIL, che confidava nel dialogo con la proprietà e
nell¹efficacia della mediazione comunale. Invece il sindacalista, segretario
provinciale del Sunia, andato da solo a sostenere la mediazione, s¹è visto
preso di peso e trascinato per tre rampe di scala, strattonato e poi per
tutta la giornata in stato di choc.
C¹era un giornalista, un certo Fatucchi, cronista di un quotidiano
prestigioso, La Repubblica, supporto del centro sinistra, ferocemente ostile
a Berlusconi, ma molto amico del sindaco di Firenze. Vede tutto, si indigna,
scriverà un pezzo; Fatucchi viene minacciato dal proprietario e
dall¹avvocato del padrone; gli si intima di non scrivere nulla. Pare che ­
ma questa è notizia ufficiosa ­ che nella vicenda sia coinvolto anche un ex
magistrato.
Il giorno dopo un quotidiano locale, con una tiratura limitata  racconta
abbastanza estesamente il fattaccio; sulla Repubblica si fa fatica a trovare
traccia; solo un trafiletto, piccolo piccolo e non firmato con questo
titolo: ³ Coggiola² (sarebbe l¹assessore alla casa): ³Strana mancanza di
diponibilità². Poi ³ Il Comune le garantisce casa ma la sfrattano lo
stesso². La cronaca secca secca. Venti righe su una colonnina.
Sei pagine, piene di foto, commenti, dichiarazioni sono invece riservata
alla storica partita di domenica prossima, tra Fiorentina e Juventus; con
scontri possibili, rischi di crisi dirigenziali, il sindaco che ammonisce e
via dicendo.
E domani però La Repubblica avrà altre pagine altrettanto, se non più
importanti per la vita di questo quotidiano; pagine e pagine di inserzioni
immobiliari, affittasi e vendesi, a prezzi di capogiro, con la sequenza
riquadrata di immobiliari di rango o meno note; tutto a pagamento.
Non c¹è spazio per una ³cattiva stampa² per questi interessi; il centro
sinistra delle persone per bene ha il cuore di pietra; o peggio, un
portafoglio pieno di carte di credito. Ma i lettori di Repubblica sono
tanti, non solo quelli passati al cinismo un po¹ snob, che quando parlano di
giustizia si riferiscono solo a quella cui deve essere sottoposta il rivale
di centro destra, coprendo tutta l¹altra parte. Ci sono le persone perbene,
che non comprano magari i quotidiani dell¹estrema, acquistano Repubblica per
stato di necessità Š e non trovano niente che possa indirizzarle la loro
coscienza verso una solidarietà pericolosa.
Mi sono dilungato su questo caso perché è esemplare; è feroce la voglia di
lucrare su tutto, e questo è abbastanza scontato, ma è invischiante il
regime che si atteggia a progressista e non lo è.
L¹ingiustizia non fa notizia, ma forse nemmeno la resistenza pacifica; che
si vuole allora per penetrare in quella fortezza mediatica? Lo scontro, la
resistenza attiva, uno scenario da periferia in fiamme?
E questo vale non solo per la lotta per la casa. Lo stesso giorno 150.000
operai metalmeccanico sfilavano in corteo per le strade di Roma, per
richiedere un modestissimo aumento salariale, tanto per arrivare quasi alla
fine del mese. Declassato il corteo in pagine interne, dedicato poco spazio
dalle Televisioni con qualche flash subito coperto da una serie di
sciocchezze. Si chiedeva alcuni giorni fa Giorgio Cremaschi, segretario
della FIOM (sindacato metalmeccanico della CGIL) se ­ per farsi sentire e
farsi rispettare non era il caso di cambiare metodi di lotta, e sono gli
stessi giorni della durissima resistenza di un¹intera popolazione alpina (la
Valle Susa nel Piemonte dove si svolgeranno tra poche settimane le Olimpiadi
della neve) contro un colossale scempio ambientale per un traforo di 50
chilometri e un costo di 15 miliardi d¹euro!
Ma non è solo ­ e non soprattutto - per esistere sui media che si pongono
tali . Diventa intollerabile la contraddizione tra il bisogno crescente di
sicurezza sociale e ambientale e la corsa verso una crescita che distrugge
tale sicurezza, arricchisce a dismisura i già ricchi e precarizza in modo
radicale gli altri. Cresce la sensazione in attivisti dei movimenti di lotta
sociale, come io sono, che si preparano tempi molto più duri. Noi stessi, io
tra questi, come le persone che rappresentiamo, vorremmo vivere in un onesto
benessere e all¹interno di comunità pacificate e tolleranti, ma questo viene
represso e irriso; al suo posto viene diffuso ­ anche nelle istituzioni
internazionali - un modello insano, fatto di precarietà e di sfrenata
concorrenza, che deve coinvolgere anche i ceti più poveri.
Sono passato come vedete dallo sfratto di  Via Stibbert ai prossimi convegni
ed incontri; mi è venuto naturale. Davvero tutto si tiene, ha lo stesso
segno.
Ecco, mi pare che il tempo delle analisi stia davvero scadendo e si entri in
un ciclo di resa dei conti, una resa dei conti epocale tra i popoli nella
terra in cui vivono e i nemici dei Popoli e della Terra.



Vincenzo Simoni, segretario nazionale dell¹Unione Inquilini
Firenze, 3 dicembre 2005.
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