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COMUNICATO STAMPA > FIRMATO A GENOVA IL MANIFESTO PER RILANCIARE IL PROCESSO COSTITUENTE EUROPEO
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COMUNICATO STAMPA > FIRMATO A GENOVA IL MANIFESTO PER RILANCIARE IL PROCESSO COSTITUENTE EUROPEO |
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| COMUNICATO STAMPA > FIRMATO A GENOVA IL MANIFESTO PER RILANCIARE IL PROCESSO COSTITUENTE EUROPEO |
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| Monday 05 December 2005 | ||||||||
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COMUNICATO STAMPA FIRMATO A GENOVA IL MANIFESTO PER RILANCIARE IL PROCESSO COSTITUENTE EUROPEO DOPO I NO FRANCESE E OLANDESE LA PRIMA "CONVENZIONE DEI CITTADINI EUROPEI" SI È CHIUSA NEL CAPOLUOGO LIGURE CON GLI INTERVENTI DI MERCEDES BRESSO, LAURA CIMA, PIER VIRGILIO DASTOLI, TANA DE ZULUETA, ANDREW DUFF, MONICA FRASSONI, ROBERTO MUSACCHIO, VALDO SPINI E MARTA VINCENZI LANCIATA LA RACCOLTA DI UN MILIONE DI FIRME SU TUTTO IL TERRITORIO DEL VECCHIO CONTINENTE PER CHIEDERE AL PARLAMENTO EUROPEO UN'INIZIATIVA FORTE PER SALVARE LA COSTITUZIONE. Il presidente dell'Unione europea dei federalisti Mercedes Bresso e quello del Movimento federalista europeo Guido Montani hanno presentato stamattina nel capoluogo ligure, di fronte a centinaia di esponenti della società civile, della cultura, della politica e dell'economia, e ai rappresentanti delle istituzioni Laura Cima, Pier Virgilio Dastoli, Tana De Zulueta, Andrew Duff, Monica Frassoni, Roberto Musacchio, Valdo Spini e Marta Vincenzi, il Manifesto europeo elaborato dalla Convenzione delle cittadine e dei cittadini europei per rilanciare il processo costituente europeo dopo i no francese e olandese. Aprendo i lavori Guido Montani ha sottolineato che <<i Governi nazionali e la Commissione europea hanno vergognosamente rinunciato a qualsiasi iniziativa per salvare la Costituzione europea, contrabbandando come pausa di riflessione la totale mancanza di una strategia. Questa Convenzione dei cittadini vuole offrire un'alternativa dal basso al vuoto lasciato dalle istituzioni>>. Particolare rilievo ha assunto la presenza del parlamentare europeo Andrew Duff, uno degli autori del progetto di risoluzione sul rilancio del processo costituente attualmente allo studio del Parlamento europeo. <<L'unica istituzione che può realmente prendere l'iniziativa in questa crisi senza precedenti è il Parlamento europeo, il solo legittimo rappresentante dei cittadini europei. Non possiamo abbandonare il sogno della Costituzione, né accettare che venga spezzettata in una serie di trattati, senza alcuna ispirazione unitaria>>. Secondo la senatrice Tana De Zulueta, <<la Costituzione europea era un buon compromesso, ma il no francese e olandese pone l'Europa di fronte a una scelta radicale tra metodo federalista e intergovernativo, che da quel momento non sono più conciliabili>>. Per Roberto Musacchio, parlamentare europeo: <<Ci vuole una Costituzione europea, ma non questa Costituzione. Bisogna ripartire dal basso perché la crisi è anche di tutti i governi e di tutti i partiti nazionali>>. Il deputato Valdo Spini ha chiesto che <<il nuovo governo italiano che uscirà dalle elezioni del 2006 convochi un vertice dei Paesi che avranno ratificato la Costituzione europea (a partire da Italia, Germania e Spagna), perché non si può accettare che chi ha ratificato non conti e chi non ha ratificato abbia comunque ragione>>. Spini ha inoltre proposto che <<i Paesi dell'euro si diano al più presto anche una politica economica comune, e diano avvio a un piano di sviluppo come quello di Delors, perché solo con strumenti come questi si può riconquistare il cuore dei cittadini alla causa europea>>. Per la parlamentare europea Marta Vincenzi, <<la responsabilità delle ratifiche grava sul Consiglio europeo, ma il Parlamento di Strasburgo non può fare finta di niente dopo i no referendari, e deve proporre fin da ora degli emendamenti per rendere possibile la ratifica anche da parte dei francesi e degli olandesi>>. Pier Virgilio Dastoli, direttore della rappresentanza in Italia della Commissione europea, ha sostenuto la continuazione delle ratifiche nazionali e ha sottolineato l'importanza delle Convenzioni dei cittadini come questa di Genova, e della nuova posizione del Governo tedesco sulla Costituzione. La coordinatrice dell'Intergruppo federalista della Camera dei Deputati, Laura Cima, ha sostenuto il ruolo dei parlamenti nazionali, che sono sensibili interpreti delle aspettative dei propri cittadini. La parlamentare europea Monica Frassoni ha rivendicato il ruolo costituente dell'Assemblea di Strasburgo, l'esigenza di tutelare il modello sociale europeo, e di una forte iniziativa, anche a livello mondiale, per garantire uno sviluppo compatibile con la salvaguardia dell'ambiente, due temi senza i quali sarà impossibile riconquistare il consenso dei cittadini. Chiudendo la Convenzione Mercedes Bresso, presidente dell'Unione europea dei federalisti e della Regione Piemonte, ha sottolineato che: <<1) I soggetti "federatori" dell'Europa devono essere i cittadini europei e il parlamento di Strasburgo; 2) è un preciso dovere dei governi completare le ratifiche della Costituzione europea; 3) la società civile e le forze politiche che maggiormente credono nell'Europa devono impegnarsi nella raccolta di un milione di firme per chiedere al Parlamento europeo di convocare un'assise con i parlamenti nazionali, allo scopo di emendare la Costituzione; 4) la nuova Costituzione dovrà essere ratificata attraverso un referendum europeo, da tenersi in contemporanea con le elezioni continentali del 2009>>. <<Il Manifesto verrà diffuso in tutta Europa e sarà arricchito in occasione delle prossime riunioni della Convenzione dei cittadini europei a Vienna e a Parigi, rispettivamente nella primavera e nell'autunno del prossimo anno>>. PER ULTERIORI INFORMAZIONI GUIDO MONTANI, PRESIDENTE DEL MOVIMENTO FEDERALISTA EUROPEO +39 347 14 07 760, GIORGIO ANSELMI, SEGRETARIO GENERALE DELL'MFE +39 340 87 40 616, MAURIZIO MONERO, RESPONSABILE UFFICIO STAMPA +39 347 41 51 602; E-MAIL Indirizzo e-mail protetto dal bots spam , deve abilitare Javascript per vederlo ; WEB: http://www.citizensconvention.net MANIFESTO EUROPEO delle cittadine e dei cittadini europei riuniti nella Convenzione di Genova L'umanità si trova oggi di fronte ad una scelta cruciale. Nonostante la fine della guerra fredda, conflitti e guerre continuano a mietere migliaia di vite. La proliferazione delle armi atomiche e di distruzione di massa non si è affatto arrestata. Il terrorismo internazionale è una realtà quotidiana. I continui appelli alla solidarietà internazionale non riescono a scalfire il divario tra ricchi e poveri. La natura rischia di essere divorata da una civiltà che minaccia tutte le forme di vita sulla terra, se i problemi del mutamento del clima, del progressivo esaurimento delle risorse non rinnovabili, dell' inquinamento dell'acqua, della deforestazione, e della perdita della biodiversità, non saranno risolti. Chi governa la globalizzazione? Le organizzazioni internazionali che, nel secondo dopoguerra, a cominciare dall'ONU, avrebbero dovuto creare un ordine mondiale di pace e di cooperazione sono tuttora prive di autonomi poteri. In verità, sono rimaste un semplice strumento al servizio delle grandi e delle piccole potenze. Devono essere riformate radicalmente. Mai come oggi suonano attuali le parole di Kant: "La violazione del diritto avvenuta in un punto della Terra è avvertita ovunque." Nessun popolo, nessuna minoranza, nessun essere umano deve subire la volontà del più forte. Libertà, eguaglianza e fraternità devono divenire il fondamento dell' unione di tutti i popoli e di tutti gli individui del Pianeta. Per questo, le regole della democrazia vanno applicate non solo all'interno degli stati, ma anche nei rapporti tra gli stati, cominciando dalla riforma democratica dell'ONU. I governi nazionali già si esprimono nella Assemblea generale dell'ONU. Anche i cittadini del mondo dovrebbero avere un'assemblea nella quale far sentire la loro voce. L'Europa può portare uno specifico contributo al futuro dell'umanità. Tra le rovine e le macerie del vecchio ordine mondiale, si scorgono i germi del nuovo mondo. La Comunità europea, fondata nel dopoguerra tra le nazioni che avevano insanguinato il Continente ed il mondo, è riuscita a pacificare l'Europa e a garantire un progressivo benessere ai suoi popoli, prima, nella parte occidentale e, poi, in quella orientale, diffondendo la democrazia e lo Stato di diritto sino ai confini dell'Asia. Tuttavia, l'Unione europea è un progetto incompiuto. La democrazia, costretta entro gli angusti limiti degli stati nazionali, è in crisi. Il populismo e la demagogia guadagnano crescenti consensi. Il nazionalismo ritorna sotto nuove forme in un'Europa sempre in bilico tra l'unità e la divisione. Occorre trasformare l'Unione in una comunità democratica di nazioni democratiche, dunque in una Federazione europea. Le cittadine e i cittadini europei chiedono una Costituzione che consenta all'Unione di parlare al mondo con una sola voce, in particolare nel Consiglio di Sicurezza dell'ONU, con un proprio governo, responsabile di fronte al Parlamento europeo. Chiedono una Costituzione che riconosca la pace come valore fondante dell'Unione, che faccia avanzare il progresso sociale e garantisca i diritti fondamentali ad ogni individuo, compreso il diritto ad una cittadinanza di residenza. Noi domandiamo inoltre la creazione di un servizio civile europeo, che rafforzi l'identità dei cittadini europei. Il compito dell'Europa nel mondo è di promuovere un nuovo ordine mondiale, fondato sulla pace, la giustizia, la cooperazione con i paesi poveri e lo sviluppo sostenibile. I governi hanno il dovere democratico di concludere le ratifiche nazionali. Nel caso in cui non riescano a portare a termine le ratifiche entro il 2006, la Convenzione delle cittadine e dei cittadini europei chiede al Parlamento europeo di rilanciare il processo costituente su nuove basi. Il Parlamento europeo deve chiedere una Convenzione costituente, composta dai rappresentanti del Parlamento europeo e dei parlamenti nazionali, con il mandato di elaborare una nuova Costituzione, e deve organizzare degli incontri con i cittadini europei e dei forum con i parlamentari nazionali. La nuova Costituzione dovrà essere sottoposta ad un referendum consultivo europeo, in occasione delle elezioni europee del 2009, e dovrà entrare in vigore solo se approvata da una doppia maggioranza di cittadini e di stati. Un altro mondo è possibile. Un'altra Europa è possibile. La Convenzione delle cittadine e dei cittadini europei non si scioglierà sino a che non avrà raggiunto i suoi obiettivi. Nel 2006, gli appuntamenti includono Vienna e Parigi. Genova, 3-4 dicembre 2005 Il Movimento federalista europeo (MFE) è stato fondato a Milano il 27 e 28 agosto 1943 da un gruppo di antifascisti raccolti intorno ad Altiero Spinelli. I principi sulla base dei quali esso è nato sono contenuti nel Manifesto di Ventotene, elaborato nel 1941 dallo stesso Spinelli, con la collaborazione di Ernesto Rossi e Eugenio Colorni. L'analisi e le proposte politiche contenute nel Manifesto si basano sulla presa di coscienza della crisi dello stato nazionale, ritenuto la causa principale delle guerre mondiali e dell'affermazione del nazifascismo, e sulla convinzione che solo il superamento della sovranità assoluta degli Stati attraverso la creazione della Federazione europea avrebbe assicurato la pace in Europa.
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