.: Italia Alternativa :.
.: Friday 05 September 2008 :.
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| Dai contratti allo sciopero generale - assemblea oggi 22 novembre a Roma |
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| Tuesday 22 November 2005 | ||||||||
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PER LO SCIOPERO GENERALE DEL 25 NOVEMBRE PER IL SALARIO CONTRO LA PRECARIETA’ Il processo di ristrutturazione che ha caratterizzato il mondo del lavoro negli ultimi decenni ha ridotto il peso politico e contrattuale delle categorie operaie trasformando il processo di produzione e la stessa materia del produrre. Queste ristrutturazioni si sono tradotte in processi di: - delocalizzazione in aree d'Europa, Asia e America Latina dove la manodopera costa assai meno; - estinzione, in Italia, della cosiddetta grande industria di cui oggi non restano che gli ultimi brandelli di FIAT; - precarizzazione dei posti di lavoro che restano. La precarizzazione si esprime sia nelle “nuove” (stile primi ‘900) forme contrattuali che nei processi di esternalizzazione – è emblematico, per fare un esempio, che mentre gli addetti all’industria metalmeccanica si riducevano di 400.000 unità il settore artigianale metalmeccanico cresceva di circa 250.000 unità (da 526.000 nel 1981 a circa 780.000 nel 2001). Ad aggravare questo quadro la crisi del settore metallurgico (si veda AST di Terni come ultimo caso) anche peggiore di quello meccanico. E se i metalmeccanici classici piangono, quelli che dovrebbero essere i settori più avanzati della categoria (informatici e telematici) non hanno alcun motivo per ridere (la lista delle aziende informatiche in crisi è abbastanza eloquente: Finsiel, Getronics, Ibm per citare le più grandi, o la drammatica situazione di Vitrociset). Né i settori dei servizi hanno caratteristiche differenti: sempre lavoro precario, sempre bassi salari, sempre assenza di garanzie per le lavoratrici ed i lavoratori. Va da se che questi processi abbiano un pesante riflesso negativo sia sulle condizioni di vita e di sicurezza sia sul salario. Esiste dunque una questione salariale. Le richieste economiche dell’attuale stagione contrattuale (metalmeccanici, TLC, pubblico impiego, commercio solo per citare i più grandi) risultano perciò allo stesso tempo insufficienti ma proprio per questo irrinunciabili. Esiste dunque una questione precarietà. L’introduzione della legge 30, dopo il famigerato pacchetto Treu, ed il suo recepimento all’interno dei rinnovi contrattuali è solo l’ultimo tassello di un processo che ha visto ridurre, nell’arco di 20 anni, il lavoro a tempo indeterminato dal 90% circa della forza lavoro a poco più del 50%. Oggi per i nuovi assunti ottenere un contratto a tempo indeterminato, specie nei settori avanzati e nelle qualifiche operaie, è una sorta di terno al lotto. Esiste dunque una questione sicurezza. Va da sé che la precarietà, il ricatto sul lavoro degli immigrati, i bassi salari e gli alti ritmi, l’estensione della giornata lavorativa sono le cause della costante crescita degli incidenti gravi sul lavoro: oltre 4 morti al giorno dichiarati. Esiste dunque una questione contrattuale. Queste condizioni rendono sempre più deboli le lotte delle lavoratrici e dei lavoratori ed al contempo riducono il numero degli stessi interessati all’esito dei rinnovi dei contratti nazionali: che interessa agli interinali assunti a settimana in questa o quella fabbrica, ai contrattualizzati a progetto a cui il ccnl non si applica ed alle altre svariate tipologie incerte sulla categoria di appartenenza nel corso dei mesi (quando non delle settimane) e privi di ogni rappresentanza? L’imminente sciopero generale del prossimo 25 novembre costituisce un occasione per iniziare a costruire una strategia complessiva di offensiva per rispondere alle questioni citate e conquistare nuove condizioni di vita e di lavoro. Oggi l’autorganizzazione delle lavoratrici e dei lavoratori è ancora debole, ma esperienze come la lotta delle lavoratrici e dei lavoratori precari di Atesia, proprio qui a Roma, rappresentano un esempio ed uno stimolo per la costruzione di un movimento generale di lotta, ed è per questo che si impone la necessità di rinnovare momenti di confronto e coordinamento fra le lavoratrici ed i lavoratori qualunque sia la loro tipologia contrattuale. Vogliamo dunque confrontarci per: - RIVENDICARE FORTI AUMENTI SALARIALI; - OPPORCI ALLA PRECARIETA’ COMINCIANDO DAL CANCELLARE LA FAMIGERATA LEGGE 30/2003 ED IL PACCHETTO TREU; - COSTRUIRE UNA NUOVA POLITICA DEI RINNOVI DEI CONTRATTI NAZIONALI, A PARTIRE DA QUELLO METALMECCANICO, PER SOTTRARCI ALLE SEGRETERIE DI CGIL-CISL-UIL SEMPRE ATTENTE AGLI INTERESSI DELLE IMPRESE ANZICHE’ A QUELLI DELLE LAVORATRICI E DEI LAVORATORI. PER QUESTO INDICIAMO UNA ASSEMBLEA DELLE LAVORATRICI E DEI LAVORATORI MARTEDI 22 NOVEMBRE 2005 ALLE ORE 18.00 PRESSO LA SEDE DEL Coordinamento dei lavoratori e lavoratrici di Roma Ovest via Passino 20 - GARBATELLA (metro B) 3 novembre 2005 COORDINAMENTO METALMECCANICI ROMANI COORDINAMENTO LAVORATRICI E LAVORATORI ROMA OVEST
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