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aftermayday - comunicato cantiere 2 maggio 05 PDF Stampa E-mail
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martedì 03 maggio 2005
comunicato del cantiere, milano - lunedì 2 maggio 2005

All'indomani dell'Euromayday :

L'euromayday 2005 ha confermato la moltitudinaria insorgenza dei precari.
Una mayday da quest'anno davvero europea che ha attraversato le piazze di milano e di altre 20 città in tutta Europa. A Milano 100mila precarie e precari, arrivati da tutta italia con le reti protagoniste sui diversi territori
delle mobilitazioni precarie, migranti, cognitarie, delle lotte contro la guerra per la generalizzazione dei diritti.

A milano quindi una mobilitazione che ha dimostrato quanto sia potente il motore di una insorgenza nuova,
nettamente radicale, radicalmente alternativa, di fatto ormai europea e di vocazione globale
ricca al di là di ogni veto e paletto di un ventaglio di pratiche differenti,
da quelle delle vernici e dei coriandoli messi sui bancomat a quelle delle telecamere tirate giù.

All'indomani di questo aspetto della euromayday, un indubbio successo di cui tutti ora, come è anche normale che sia, si spartiscono
non bisogna però dimenticare quelle difficoltà tutte politiche che hanno attraversato il percorso.

La continua opera di messa in discussione della natura radicale dell'euromayday
esemplificata nel fatto di essere naturalmente nettamente alternativa a piazza san giovanni,
cosa più volte da alcuni messa in discussione nelle poco appassionanti assemblee di preparazione della mayday italiana,
radicalità che infine si è dovuto ogni volta difendere e riaffermare.

Il sabotaggio strisciante al percorso euromayday, sopratutto evidente, almeno a milano,
nelle scarse mobilitazioni verso l'euromayday e nella scarso entusiasmo riempire di senso, percorsi e pratiche i giorni del countdown,
fino anche esemplificato nel fatto dei manifesti questa volta, a differenze degli anni precedenti, stampati in poche migliaia di copie vista la scarsa richiesta.

Le manovre volte a snaturare di fatto la mayday organizzando riunioni convocate all'ultimo minuto
sclerotizzate su pre-costruite alleanze volte non a cercare soluzioni reali ma a costruire un terreno ideale
a una dinamica non costruttiva ma distruttiva e alla ricerca dello scazzo attraverso la pratica di proposte improponibili e di veto,
quale ad esempio quella per cui a due giorni della euromayday ci è mancato un soffio che rifondazione finisse in testa alla mayday
mentre per decisione non condivisa da tutti e quindi affermata in modo subdolo, preordinato e prepotente lo spezzone cognitario e migrante
ovvero una gran parte di studenti di milano e anche provenienti da altre città dovevano essere confinati idealmente e fisicamente
fuori dal corteo, ovvero fuori dallo spezzone delle realtà di movimento relegati tra lo spezzone del sindacalismo e quello dei partiti in coda alla parade.

In una parade del cui successo da parte nostra mai c'è stato dubbio, in cui si materializzano non dal nulla
ma come diretto risultato della continuità di percorsi e di discorso migliaia di precarie e precari
il problema del dove stare non nasce rispetto alla questione della corposità degli spezzoni,
in quanto quando la moltitudine insorge invade tutto e tutti, è in testa, in coda,
va addirittura a riempire i vuoti di chi in percorsi come l'euromayday ci sta più per coltivare questioni di convenienza che terreni reali.

Tanto meno il problema del dove stare è frutto di beghe semplicemente locali,
in quanto posto come atto di forza e di insopportabile arroganza sopratutto evidente quando in porta ticinese alle 14
cordoni di persone di oltre 50 anni, ta cui diversi milanesi, usando persone provenienti da altre città, hanno inscenato dei cordoni
provando a separare il camion studentesco, pre-cognitario e pirata da quello dei migranti che già si era accodato nella parade,
ovvero provando a separare con la forza 2 percorsi che erano in piazza assieme, costruendo una scena insensata
volta a imporre con un atto di forza quel veto in parte già annunciato ma non per questo accettabile
in cui ci siamo trovati davanti anche persone che non conoscevamo e che non capivamo e non capiamo il perchè sbarrassero la strada a noi e al nostro camion.

A smentire tutti questi giochi e svariate a noi incomprensibili paure una parade che nei suoi momenti centrali, quelli moltitudinari e straordinari,
è stata appunto complessivamente un enorme successo, anche per quanto riguarda quel temutissimo spezzone cognitario,
numeroso, moltitudinario, ricco di percorsi, studenti medi, universitari, cognitari, precari, migranti,
denso oltre che di persone anche di pratiche reali di copyriot, contro il controllo sociale, gli interessi di guerra, i cpt e le deportazioni,
arricchito da una dinamica di comunicazione e sinergia tra la piazza di milano e tutte le euromayday parades gemelle attraverso
ad esempio uno strumento quale quello quello di una diretta radio europea no-stop di 10 ore
che è stato non un fatto virtuale ma vero strumento di azione comune e condivisione.

Tutte queste considerazioni non prescindono dalle dinamiche che ieri si sono viste ai margini della euromayday, cioè prima e dopo.
Rispetto a queste, così come riteniamo che sia valido per tutti il fatto che ciascuno risponde di quello che fa,
noi rispondiamo e sscriviamo in merito ai fatti che ci riguardano direttamente e che ci siamo vissuti.

Sul prima ci riferiamo ai fatti delle 14 in porta ticinese, fatti che riteniamo complessivamente e per tutti spiacevole
ema rispetto al cui contesto politico riponiamo i ragionamenti di cui abbiamo già scritto sopra.

Sul dopo ci riferiamo ai fatti delle 20 in piazza castello, cioè ad un fatto inaccettabile, eseguito sotto forma di agguato premeditato,
(abbiamo infatti scoperto dopo essere stato annunciato già diverse ore prima su diverse frequenze radio).
Una aggressione organizzata frutto di una sorta di rappresaglia tra l'altro compiuta non a mani nude ma con oggetti e arnesi senza dubbio
volti a fare male anzitutto alle, poche, persone presenti e in generale volto anche a provocare danni anche economici
attaccando in diversi modi oltre che i presenti anche le strutture e gli strumenti di comunicazione, per danni di oltrre 6 mila euro,
danni ingenti per una realtà in tutto e per tutto autorganizzata.
Un modo che per chiunque ne sia stato testimone sicuramente rappresenta una scena incredibile e fuori da ogni contesto politico
modo che va al di là di ogni possibile scazzo tra realtà e facente parte di una regia vigliaccamente organizzata
contro chi tra l'altro ne ignorava il motivo, il capo d'imputazione attribuitoci.
Fatto che ribadiamo per noi incomprensibile, inaccettabile. Fatto che mai noi avevamo visto verificarsi tra compagni della nostra generazione.
Fatto su cui stiamo riflettendo ed invitiamo tutti a fare una riflessione profonda.

Questi sono gli aspetti positivi a negativi della euromayday sui quali senza dubbio riflettere,
fermo restando che tutto questo non ci fa dimenticare il percorso in avanti oltre il primo maggio,
quali ad esempio quelle questioni uscite dall'assemblea nazionale, convocata a milano lo scorso 30 aprile dalla rete per il reddito sociale e i diritti,
e cioè la questione delle campagne contro la repressione dei movimenti, la sperimentazione di percorsi di organizzazione sindacale e sociale,
anche articolate territorialmente e quindi capaci di aprire e sostenere forme di riappropiazione di diritti, gli appuntamenti e le mobilitazioni per questo in costruzione.

Questi sono i fatti, bisogna imparare a distinguere le chiacchere dai fatti, e sopratutto le voci frutto di leggende metropolitane.
cantiere/milano
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