.: Italia Alternativa :.
.: venerdì 16 maggio 2008 :.
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| 21/10: Giornata per il vitto e l'alloggio |
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| mercoledì 26 ottobre 2005 | ||||||||
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Vitto e alloggio - Gli
occupanti contro l'assessorato alla casa e la mensa universitaria Venerdì 2 ottobre, giornata nazionale di mobilitazione studentesca, gli studenti dellefacoltà occupate di Lettere, Scienze Politiche e Giurisprudenza sono scesi in piazza con la volontà di proseguire i percorsi di lotta contro la negazione del diritto allo studio nella città di Bologna. Alle ore 10 ci siamo ritrovati in P.za Maggiore insieme ai collettivi di M.A.O., Passepartout e Habit-Azione e occupato la sede dell'assessorato alla casa, ponendo con determinazione la volontà di un confronto con l'assessoreAmorosi,la cui sola risposta alla questione casa è stata data a suon di sgomberi epolizia.All'assessore volevamo chiedere la pubblicazione immediata dell'elenco dellecase sfitte e l'introduzione degli studenti e dei precari senza reddito fisso nelle graduatorie di assegnazione delle case pubbliche. Ancora una voltal'assessore ha evitato il confronto, rifiutando anche di venire ad ascoltare le nostre rivendicazioni in una delle facoltà occupate. Per questo abbiamo deciso di rilanciare con un appuntamento di contestazione e interruzione del Consiglio Comunale per lunedì 24 alle 17, unendo le rivendicazioni legate al diritto alla casa all'indignazione per lo sgombero dei migranti del Lungoreno messo inattodue giorni fa dall'amministrazione Cofferati. Alle 13 il Drago Cinese, alla testa di un corteo studentesco, ha guidato un'iniziativa di riappropriazione nella mensa universitaria, dichiarando il proprio diritto, e quello di tutti gli studenti, a mangiare a prezzi ragionevoli.Il Drago Cinese ha offerto agli studenti un pasto totalmente gratuito, di cui si ritiene pienamente soddisfatto, e per questo ringrazia i dipendenti della mensa. Per festeggiare ha poi condotto gli studenti in Piazza Verdi, con un corteo interno alla zona universitaria. Il Drago Cinese ritiene inaccettabile dover pagare 5,80 euro per un pasto (la mensa universitaria di Bologna è la più cara d'Italia) e contesta l'esternalizzazione della mensa a un'azienda privata come la Concerta. Queste due iniziative sono solo l'inizio di un percorso di azioni volte a sollevare il problema del diritto allo studio all'università di Bologna. Pretendiamo risposte chiare in merito alle questione del diritto alla casa edegli studentati, degli spazi per gli studenti, della mensa, delle tasseuniversitarie, dei numeri chiusi, del costo di libri di testo e trasporti. Per questo invitiamo il rettore Calzolari e il presidente dell'Arstud Capponi a un confronto serrato su questi temi, lunedì alle 15 in Aula 3 della facoltà diLettere e Filosofia Occupata. LA CASA E? UN DIRITTO! L?AFFITTO UNA RAPINA! Nella giornata di mobilitazione nazionale degli studenti di venerdì 21 ottobre 2005 scenderemo in piazza per affermare che non siamo più disposti ad assistere in silenzio alla sottrazione di ricchezza che subiamo quotidianamente. Una città universitaria, Bologna, che trae gran parte della sua ricchezza dalla massa di studenti che quotidianamente la vive: dalle tasse universitarie ai trasporti, dai libri ai bisogni più elementari come il cibo e l?abitare si calcola che siano all?incirca 1.600.000 gli euro che ogni giorno si riversano nelle casse di amministrazione comunale, negozianti , università e padroni di casa. Ma nessuna di queste ricchezze torna a noi studenti in nessuna forma. Particolarmente drammatica è la situazione dell?abitare: sappiamo che ci sono a Bologna circa 7000 case sfitte di proprietà del comune e di privati. Queste case vengono lasciate vuote nonostante le migliaia di persone che a Bologna ne avrebbero bisogno: circa 5600 sono le persone che da anni aspettano, avendone diritto secondo gli stessi criteri stabiliti dall?amministrazione, l?assegnazione di una casa da parte del comune; altre migliaia sono coloro a cui non è nemmeno riconosciuto questo fondamentale diritto. Infatti studenti, precari e gran parte dei migranti non possono accedervi perché questi criteri escludono ad esempio tutti coloro che non hanno contratti di lavoro a tempo indeterminato; come dire: proprio chi ne ha più bisogno non ne ha diritto. Per di più è costantemente sotto attacco chi, occupando una casa, promuove la riappropriazione di questo diritto negato, ripristinando la vivibilità di case che altrimenti resterebbero, per mancanza di fondi e di volontà politica, vuote ad ammuffire. Attacco portato da un lato tramite una campagna diffamatoria a mezzo stampa, dall?altro tramite la sistematica esclusione di chi occupa dalle graduatorie per l?assegnazione. Dalle assemblee degli studenti emerge la determinata volontà di rivendicare la fine della precarietà abitativa: Immediata pubblicazione dei dati in possesso dell?assessorato alla casa riguardanti il patrimonio di edilizia residenziale pubblica lasciato inutilizzato. Censimento delle proprietà abitative private inutilizzate. Introduzione di studenti e precari all?interno delle liste di assegnazione di alloggi pubblici, dalle quali sono attualmente esclusi proprio a causa della loro impossibilità di accedere ad un reddito continuativo, che gli impedisce di garantire un costante pagamento dell?affitto. Eliminazione dal regolamento per la disciplina della gestione degli alloggi pubblici dell?articolo che prevede che chi, in stato di necessità, occupa una casa debba essere escluso dalle graduatorie di assegnazione degli alloggi pubblici.
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