.: Italia Alternativa :.
.: lunedì 07 luglio 2008 :.
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| Viva il blocco d'ottobre degli studenti e dei precari |
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| venerdì 21 ottobre 2005 | ||||||||
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Le
occupazioni degli studenti e dei precari si estendono. Si va al blocco di Roma del 25 ottobre contro la legge Moratti contro l'ennesima porcheria sociale del
neoliberismo. C'è qualcosa di estremamente nuovo in atto. Cosa? Finalmente la coscienza ha fatto un salto, finalmente ci si è accorti che i rettori , la loro conferenza nazionale la crui e i sindacatini corporativi ciurlavano nel manico, facevano il doppio gioco. Finalmente ci si è accorti che buona parte dell'opposizione parlamentare anche lei ciurlava nel manico. La legge Moratti sarebbe passata in questa specie di grande coalizione informale che realmente ci governa assestandoci diretti in faccia ora col sinistro ora col destro braccio. Ma stavolta non sarà così. Il vero soggetto, lo sterminato mare del nuovo sfruttamento, lo sterminato mare del precariato ha cominciato ad agitarsi approfittando anche delle tardive chiamate a manifestare di quelli che coi loro percorsi corporativi avevano già fallito l'obiettivo di contrastare la legge. E' il corpo sociale sfruttato che direttamente comincia a ergersi contro il nemico. Gli studenti e i precari contro i baroni di tutti i colori. Si va a una scadenza generale di tutti non di alcune soggettività, una scadenza nazionale. Il precariato diffuso, disgregato disperso comincia a raggruppansi in una vera lotta nazionale, politica, di classe quant'altre mai. Cancellare i ricercatori è un traguardo antico dei baroni. Erano 20.000 posti di lavoro normato che avevamo imposto con le lotte assieme alle lotte degli elettrici dei clinici e paramedici, dei lavoratori e insegnanti della scuola e di tanti altri settori. In ognuno di questi settori avevamo sconfitto la volontà disgregatrice dei padroni del vapore e dello stato dentro a un ciclo di lotte generale, in cui avevamo imposto la scuola e l'università per tutti, la sanità come un diritto, lo statuto dei diritti dei lavoratori, centinaia di migliaia di posti di lavoro, aumenti consistenti di salario e un sacco di altre cose costate lotte dure con migliaia di arresti, con processi galera e anche diversi compagni caduti. E adesso, in quest'ondata piduista i baroni di tutti i colori passano all'incasso. Non tolgono solo un ruolo, tolgono ai giovani la speranza di un futuro decente, li lasciano in balia di sordide conventicole. Finalmente si capisce che non c'è altro da fare che lottare davvero, senza pagliacciate virtuali fiancheggiatrici dei partiti della disfatta, fiancheggiatrici dei gamberi rossi. Gli studenti delle scuole superiori e delle università di Roma che lunedì e martedì andranno sotto e bloccheranno, attueranno il blocco di Roma, il blocco di ottobre sono tutti noi. Se la repressione li toccherà toccherà tutti noi e bisognerà essere pronti dovunque ad estendere la lotta fuori dalle scuole e dall'università e cacciare con una scadenza generale di movimento non solo la Moratti ma anche Berlusconi e le sue guerre. Il 25 novembre poi sarà un altra data, se non ci si arriverà prima, per saldare il dissenso e la rabbia studentesca a quella dei lavoratori tutti. Bisogna adesso unire tutti gli studenti e tutte le scuole e le università. Per la scuola pubblica, per la difesa dei servizi pubblici, contro il massacro neoliberista, contro la guerra. Avanti! E' l'ora di andare avanti!
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| Ultimo aggiornamento ( venerdì 04 novembre 2005 ) | ||||||||
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