.: Italia Alternativa :.
.: Friday 10 October 2008 :.
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| Lettera a Francesco Rutelli |
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| Thursday 20 October 2005 | ||||||||
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vi allego la classica "Lettera a..." scritta da
Sullo su Carta che stavolta si fa da parte e lascia lo spazio ad un'altra lettera, oggetto i CPT, scritta ed inviata a Francesco Rutelli da Francesco Lauria, un iscritto alla Margherita anche attivo nel suo partito. Se siete interessati a seguirne gli sviluppi, il blog di francesco è "leradicieleali.blog.tiscali.it". Vedete che anche laddove uno pensa che ci sia terra bruciata in realtà.... m. Lettera a Francesco Rutelli Questa lettera non l'ho scritta io, ma Francesco Lauria. Chi sia lo scoprirete leggendo il suo messaggio, che è in sostanza indirizzato a Francesco Rutelli, presidente della Margherita. Il tema sono i Centri di permanenza temporanea (Cpt). Qualche volta è bene lasciare la parola ad altri. Giusto per far vedere che la immediata chiusura di quei lager non è una fissazione di estreme sinistre, "nonglobal" e altri mostri. E che a fare lo slalom, sul tema, non è solo Livia Turco- (Pierluigi Sullo) Cari amici /e, un paio di mesi fa il sottoscritto insieme ad altre quattro persone, Luca Rizzo Nervo, Monica Manfredi, Silvia Marcuz, Luca Barbari ha inviato una lettera aperta a Francesco Rutelli su guerra, sicurezza e CPT. La lettera ha avuto una vasta eco sulla stampa, e le pagine del blog "leradicieleali" su cui era stata pubblicata sono state visitate da un migliaio di persone in pochi giorni. Ebbi modo di parlarne brevemente con Rutelli in Via delle Fratte egli mi promise una solerte risposta che non è mai pervenuta. Mi disse solo i CPT non sono cancellabili, vanno ben gestiti. Non si possono prendere posizioni "ideologiche". Non so, dopo l'importante inchiesta svolta dall'Espresso a Lampedusa se le sue parole sarebbero le stesse. A chi, in quanto ideatore dell'iniziativa politica, mi ha tacciato di ideologico ed irrealista (oltre a Rutelli una bella fetta dei "moderati" dei Giovani della Margherita) ricordo che io ho vissuto (vi frequentavo l'Università) per oltre cinque anni a Gorizia. In questi anni Gorizia è stata e, visti i vari rinvii alla libera circolazione delle persone dell'Europa a 25, è la porta di Schengen. Abbiamo vissuto tra 2000 e 2003 un flusso immenso e sconvolgente di decine e decine di migliaia di migranti provenienti dai Balcani, dalla Turchia, dall'Iran, dal Bangladesh... Era un flusso notturno, di quelli che, paradossalmente, si possono ignorare anche in una cittadina di 35mila abitanti. Ma in città vi era come in tutte le città anche una immigrazione stanziale. Con questi migranti abbiamo costituito insieme a giovani di centrosinistra (organizzati e non), centri sociali, due sacerdoti, giovani delle parrocchie, scouts, universitari, gente comune, un Forum Permanente e ci siamo confrontati con una amministrazione di centro destra intollerante e incapace di concepire minimamente l'immigrazione come un'opportunità (problematica quanto si vuole) in una città che in trent'anni è passata da cinquantamila a trentacinquemila abitanti. Poi nell'estate 2002 l'inaspettata e da noi molto favorita (eleggemmo due consiglieri comunali legati al Forum) vittoria del centro sinistra. Parallelamente abbiamo scongiurato l'apertura di un CPT (Centro di Permanenza Temporanea) ipotizzato dal Ministro di centrosinistra Enzo Bianco nel 2000 e aperto insieme alla Caritas un centro di accoglienza (in collaborazione con la questura, ma aperto) in cui tra l'altro centinaia di persone, molti giovani, molti universitari si sono fatti le osse ed esperienza passando notti importanti delle loro vite ad accogliere un'umanità variegata che passava dalla neonata macedone, al barbiere palestinese, al gruppo di kurdi, ad un medico iraniano ad un ladro di auto romeno e così via... E' stata un'immensa e corale oltre che propositiva ed impegnativa lotta. Tutto questo è cambiato negli ultimi due anni. Nonostante l'opposizione (non sempre adeguata per la verità) di Comune, Provincia e Regione si sta ultimando a Gradisca d'Isonzo (paese a pochi chilomtri da Gorizia) un immenso CPT, il tutto nella totale segretezza e mancanza della più minima trasparenza. Per aver divulgato le planimetrie del centro (peraltro avute dal sindaco di Gradisca d'Isonzo) due ragazzi della Rete Anti CPT sono stati incriminati per "divulgazione di segreto di stato", le loro case sono state perquisite i loro computer sequestrati. Quello che vorrei far capire alla Margherita, a larga parte dei Ds (in primis Livia Turco) è che i CPT vanno proprio IDEOLOGICAMENTE combattuti. Essi sono un indebolimento grave della nostra democrazia. Sono luoghi di sofferenza e al tempo stesso di anticostituzionalità, fuggono dalle telecamere e sono protette come fortezze. Perchè devono vivere del nostro silenzio. Il sociologo Marco Deriu, scrisse nel 2002 per la rivista da me diretta, "EUROPA PLURALE", un bellissimo articolo intitolato "al mercato della paura". Sì perchè i pacchetti terrorismo, i CPT, la guerra oltre ad essere ingiustizie pervasive sono anche dei grandissimi business. Chiudere i CPT è un passo anche per DEMOCRATIZZARE LA NOSTRA "DEMOCRAZIA". E' il rimettere in discussione la nostra non comunità fondata sulla paura e l'esclusione. Francesco Lauria
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