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Contro l'attacco di Governo, Chiesa e forze clerico-fasciste al diritto di aborto
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| Contro l'attacco di Governo, Chiesa e forze clerico-fasciste al diritto di aborto |
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| martedì 11 ottobre 2005 | ||||||||
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CONTRO GOVERNO E CHIESA CHE SPADRONEGGIANO SUI NOSTRI CORPI SCATENIAMO LA NOSTRA RIBELLIONE Il diritto di aborto non si tocca lo difenderemo con la lotta Ancora una volta, per l’ennesima volta, le donne sono state il bersaglio privilegiato di una società maschilista, reazionaria e moderno-fascista. L’ultimo attacco è stato sferrato dall’ordinanza del Ministro della salute Storace che ha sospeso la sperimentazione della RU486 all’ospedale Sant’Anna di Torino, in seguito all’ispezione di due funzionari del Ministero i quali sostengono di aver riscontrato delle irregolarità nei trattamenti a cui si sono sottoposte le prime pazienti. La pillola abortiva, cosiddetta RU486, introdotta in via sperimentale in Italia nel 2005 nel solo ospedale torinese dopo cinque anni di dura battaglia, permetteva alle donne italiane, come già da tempo alle francesi, alle svizzere e a molte altre, di abortire legalmente in modo farmacologico, senza il trauma di un intervento chirurgico, con l’assunzione di due pastiglie che, provocando il distaccamento dell’embrione dalle pareti dell’utero, permettono l’espulsione del feto entro 4 ore. Non dimentichiamo che per una donna quella dell’aborto è sempre una decisione difficile e dolorosa, altro che facile contraccezione! come si è permesso di accusare l’Osservatore Romano. L’aborto terapeutico rispetta maggiormente il corpo femminile evitando il dolore fisico e psichico di un’operazione chirurgica. Gli ispettori hanno fondato le loro accuse sul caso di una donna che non ha rispettato il periodo di degenza previsto in ambulatorio e ha avuto una “presunta” emorragia che poteva mettere a rischio la sua stessa salute, parere nettamente contrario a quello dei medici, i quali sostengono non solo che la paziente non correva alcun rischio ma che non vi era stata alcuna emorragia, solo delle lievi perdite. I funzionari hanno trasformato in certezza quella che è solo una probabilità che riguarda il 5% dei casi. E’ evidente come anche quest’ultima presa di posizione sia l’ennesima azione concreta del governo di riprendere con forza l’attacco al diritto di aborto e di colpire ancora più pesantemente le donne e il loro diritto alla libertà di scelta, in particolare le donne proletarie che non hanno le stesse risorse finanziarie delle donne benestanti (che si possono invece permettere di “scappare” all’estero), costringendole ad un Moderno Medioevo, come dimostrano gli incentivi e le leggi create a favore dell’istituzione della “Sacra Famiglia” che relegano la donna al solo ruolo di madre-curatrice del focolare-moglie remissiva piegata al destino di un’oppressione “naturale” secondo un’ ideologia maschilista che impedisce alla donna di prendere in mano la propria vita, per non parlare dell’ipocrita pararsi dietro l’obiezione di coscienza dei sempre più numerosi medici negli ospedali pubblici e il conseguente aumento degli aborti clandestini. Gravissima è poi la rinnovata e chiara discesa in campo politico, a fianco del governo, della Chiesa, che col documento-base del Sinodo dei vescovi di questi giorni si è messa subito in moto per sfoderare apertamente le sue armi “dettando legge” in vista delle prossime elezioni: NO ALL’ABORTO, È PECCATO VOTARE CHI LO SOSTIENE, LA LEGGE VA CAMBIATA! Contro il Governo Berlusconi, contro la Chiesa nel suo insieme, da Ratzinger a Ruini, contro la falsa opposizione dei partiti di centro sinistra Trasformiamo la nostra rabbia in forza per lottare! Denunciamo la sudditanza delle istituzioni politiche al potere ecclesiastico! Lottiamo contro la concezione piccolo-borghese che ci vuole semplici incubatrici di altre vite, prive di qualsiasi dignità personale! Lottiamo contro il maschilismo, le violenze sessuali e l’oppressione familiare! Riappropriamoci della capacità di scegliere della nostra vita! Riappropriamoci dei nostri corpi! Chiamiamo tutte le donne ad organizzarsi con noi per costruire una campagna di mobilitazione a sostegno dei diritti delle donne Indirizzo e-mail protetto dal bots spam , deve abilitare Javascript per vederlo per contatti:340/8429376 Palermo,8/10/05
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