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lunedì 10 ottobre 2005
A circa due anni dall\'attuazione della riforma Biagi, credo sia giunto il
momento di fare il punto sulla situazione agonizzante e talvolta
parossistica nella quale versa il mondo del lavoro nel nostro paese.
La legge 30, pur non essendo essa sola responsabile di tutte le storture che
caratterizzano l\'odierno sistema lavoro italiano, venne presentata come un
farmaco miracoloso in grado di coniugare una ritrovata competitività
dell\'imprenditoria nostrana, con il benessere dei lavoratori più flessibili
e felici, il tutto attraverso un\'iniezione di modernità assoluta che ci
poneva ai vertici nel mondo per quanto concerne la materia.
Oggi possiamo affermare con sicurezza che la rivoluzione del mercato lavoro
da molti ritenuta indispensabile, nell\'ambito della quale la riforma Biagi
ha dato un corposo contributo, è andata ben al di là di quanto potessero
supporre gli stessi sostenitori della flessibilità esasperata.
In realtà più che di un mercato nell\'accezione propria del termine (dove
s\'incontrano chi compra e chi vende) si tratta di una sorta di bazar,
variopinto e colorato, all\'interno del quale tutti tentano di vendere
qualcosa, ma ben pochi sembrano disporre dei soldi necessari all\'acquisto,
nonostante i prezzi siano da saldo di fine stagione.

Sono nate come funghi le agenzie interinali, con un tasso di proliferazione
sconosciuto nel regno animale.
Le agenzie interinali, una specie di mutazione genetica delle antiche
strutture di selezione del personale, che attecchiscono come zecche sulle
spalle ammorbidite dai maglioncini di cachemire degli imprenditori e su
quelle ricoperte da indumenti molto meno chic della massa sempre più
imponente di coloro che sono alla disperata ricerca di un\'occupazione.
Le agenzie interinali, piccole (nello spirito) grandi (nei numeri)
sanguisughe alle quali è stato permesso di monopolizzare ogni centimetro
quadrato delle pubblicazioni, cartacee e non, dedicate alla ricerca lavoro.
Le agenzie interinali, di proprietà dei grandi gruppi bancari, assicurativi
ed industriali, i quali hanno fiutato al volo la prospettiva di facili
guadagni ai quali aggiungere un controllo sempre più diretto sulle
prospettive di quelle persone che oggi si ama definire \"risorse umane\"
quasi si trattasse di semplici oggetti di consumo da usare e poi cestinare
allorquando non risulta più remunerativo il loro sfruttamento.

Le agenzie interinali possiedono uffici eleganti, quasi sempre nel centro
delle città, hanno nomi accattivanti, spesso parlano inglese, talvolta
promettono molto, alcune cercano d\'ispirare fiducia, altre sprizzano
ottimismo da tutti i pori.
Si passa dalla macabra aggressività di \" Heads Hunters\" alla quasi
monastica e rassicurante \" Opera Labori\" dalla bonaria e comprensiva \"
Umana \" all\'avveniristica \" Space Work \".
Per chi ama l\'iperattività e la persegue come traguardo di vita la rosa
risulta ampia ed assai variegata. Si può scegliere fra l\'anglosassone \"
Work & Work \" e l\'italianissima \" Lavoropiù \" la stakanovista \"
Obiettivo Lavoro \" e la \" Start \" che se rappresenta una partenza viene
voglia di mettersi le mani nei capelli immaginando quale possa essere il
punto di arrivo.
Si attraversa l\'aperto maschilismo di \" Men at Work \" e \" Manpower \" il
pacato comunitarismo di \" Team Work \" e la sublimazione della filosofia
Unieuro di \" GEVI ( generazione vincente) \" che non si trattasse di quella
del 68 lo si era in fondo capito subito.
Alcune levano subito dal capo dell\'aspirante risorsa ogni cattiva illusione
che possa per errore albergarvi. \" Ad Interim \" e se con il latino avete
qualche difficoltà di traduzione perchè a scuola stavate sempre a
filosofeggiare con la vicina di banco \" A Tempo \" che più chiaro di così
non si potrebbe dirlo. Se poi amate espandere i vostri confini c\'è \"
Eurointerim \" per sottolineare il fatto che le disgrazie non sono esclusivo
appannaggio di casa nostra.
Nel caso qualcuno avesse ancora degli irragionevoli dubbi può contattare \"
Quandoccorre Interinale \" che chiarisce in maniera oltremodo esaustiva il
concetto che lavorerai finchè ci servi e non un giorno di più.
Per tornare alle reminescenze intelletualoidi da liceo classico c\'è \"
Flessolabor \" nel qual caso è severamente vietato togliere la prima l.
\" Sinterim \" \" Tempor \" e \" Temporary \" rendono perfettamente l\'idea
della precarietà di qualcosa che sta già per finire pur non essendo ancora
neppure iniziato.
Ma c\'è anche il messaggio rassicurante di \" Easy Job \" che ti dice che
non è poi così difficile ed in fondo in fondo a sopravvivere qualche mese ce
la puoi fare, quello complice che ti strizza l\'occhio di \" Lavoro Mio \"
una porta spalancata verso il futuro puoi trovarla da \" Openjob \" ed i
fans di Eta Beta possono deliziarsi con la lampadina di \" Idea Lavoro \".
Quanto mai italiana e quasi simile ad uno slogan del ventennio \" Italia
Lavora \" a singhiozzo e con stipendi da fame aggiungerei, nonchè con
l\'ausilio dell\' Istat che è riuscita a leggere perfino una diminuzione
della disoccupazione nel periodo economicamente più nero da almeno 40 anni a
questa parte; ma i numeri si sa danno adito a qualsiasi funambolica
rappresentazione degli stessi.

Proviamo ora ad addentrarci nelle bacheche delle agenzie interinali, quelle
fisicamente appese alle vetrine delle stesse, quelle stampate sulle
pubblicazioni cartacee e quelle virtuali che compaiono sui loro siti
internet.
Proviamo ad esplorare quella fucina di opportunità che sta facendo crollare
in Italia la disoccupazione, mentre il resto d\'Europa (Germania in testa)
arranca verso tassi sempre più alti.

Scopriamo che c\'è una grossa richiesta di \" Dialogatori \" ma ci sfugge
quale possa essere l\'esatta mansione degli stessi e poi viene richiesta
un\'età massima di 25 anni e comprovata esperienza nel campo, che
trattandosi di dialogo credo appartenga ad ogni essere umano che non abbia
avuto la sventura di nascere muto.
Si richiede un \" Collaboratore polivalente \" max 30 anni con esperienza
(nella collaborazione o nella polivalenza?) per mesi 1.
Si ricercano 40, avete letto bene, 40 in onore all\'abbondanza, \" Operatori
di call center outbound \" che tradotto in linguaggio volgare significa
esecutori di proposte telefoniche di offerte commerciali, ma scopriamo
approfondendo l\'argomento che la paga di 300 euro mensili copre a malapena
i costi di viaggio e più che di un salario si tratta di un rimborso spese.
E\' richiesto un \" magazziniere \" ma l\'entusiasmo per avere finalmente
trovato un lavoro normale viene subito stemperato dal fatto che il
magazziniere con contratto di 1 mese deve possedere conoscenza
dell\'inglese, diploma, esperienza ed avere max 25 anni.
Ci soffermiamo sulla richiesta di un \" Alesatore con esperienza
movimentazioni bordo macchina \" qui il contratto è di 3 mesi ma risulta
veramente difficile capire di quale lavoro si tratti.
Ugualmente incomprensibile nella nostra ignoranza è la domanda di 3 \"
Animisti fonderia di II fusione, uso mescolatori a pala radente spara anime,
smontaggio e montaggio di casse anima, esperienza pratiche fusione e
formatura anime \" per contratto di mesi 1.
Dopo aver attraversato la richiesta di 5 \" Hostess di cassa \" bella
presenza max 25 anni, contratto di mesi due, un \" Operatore cuoco per
servizi educativi \" due \" Mulettisti con esperienza su muletto elettrico
\" uno \" Sbavatore \" e 5 \" Carropontisti \" ci soffermiamo sulla
richiesta di uno \" Specialist risk management \" con contratto di mesi 3, è
richiesta la laurea, ottima conoscenza inglese e tedesco, esperienza
quinquennale nel ruolo, max 30 anni e ci domandiamo per quale arcana ragione
un siffatto ragazzo prodigio dovrebbe inseguire un\'occupazione precaria
trimestrale.
Troviamo anche richiesta di un \" Life sales manager bankinsurance \" e 3 \"
Business solution aggregator \" ma la domanda di \" 1+1 a.d.e.s.f/o.s.s. \"
c\'induce a desistere da ogni ulteriore contatto con il mondo
dell\'interinale.

In realtà cercare un lavoro tramite le bacheche (virtuali o non) delle
agenzie interinali, così come una volta lo si cercava sul giornale è impresa
impossibile al limite dell\'autolesionismo.
Per avere una minima speranza, sempre che si abbia meno di 35 anni, occorre
iscriversi presso le agenzie stesse, presentare loro il proprio curriculum,
sperando sia il più possibile specialistico e comprenda dei mestieri ancora
in voga, magari avere qualche piccola raccomandazione di amici o parenti
presso il personale dell\'agenzia stessa o meglio ancora presso qualche
sindacato che farà da intermediario.
Poi occorre aspettare, accettare di perdere il proprio tempo seguendo gli
inutili corsi di formazione ai quali l\'agenzia ci consiglierà caldamente di
partecipare anche se non hanno nulla a che fare con il nostro percorso
lavorativo e che generalmente si svolgono nelle sue sedi, indi accettare il
primo lavoro che l\'agenzia propone, anche se la sede dello stesso risulta
molto lontana da casa nostra e le spese di viaggio si porteranno via buona
parte del misero salario, anche se si tratta di un lavoro per il quale non
siamo portati. In caso contrario l\'agenzia ci depennerà e non riceveremo
più telefonate.

Concludendo questa riflessione il mondo del lavoro che troviamo intorno a
noi risulta estremamente precarizzato e ricco di contraddizioni.
La maggior parte della richiesta si concentra o su mansioni estremamente
specialistiche per le quali occorre specifica esperienza o sui lavori di
call center il più delle volte sottopagati e con richieste di disponibilità
orarie al limite della decenza.
L\'età massima per aspirare a lavorare si sta livellando sempre più verso il
basso e la prospettiva di occupazione è mediamente intorno ai 3 mesi.
La richiesta di requisiti per il candidato continua ad aumentare in maniera
esponenziale fino alla pretesa del diploma e della conoscenza della lingua
inglese nel caso di un operaio generico, di comprovate esperienze triennali
per giovani massimo venticinquenni. La laurea, l’età inferiore ai 30 anni ed
un’esperienza pluriennale nel ruolo sono diventate ormai prerogative di
qualunque posizione appena superiore a quella impiegatizia.

La quasi totalità dei giovani e di coloro che hanno perso un lavoro a tempo
indeterminato o si sono visti costretti dal mercato a cessare la propria
attività imprenditoriale sono oggi costretti a rivolgersi alla fiera
dell\'interinale, ma con quali prospettive?
Innanzitutto quella di non potere mantenere nè se stessi nè tantomeno
un\'eventuale famiglia, poichè purtroppo ogni persona necessita di mangiare
tutti i giorni e non ad interim, nè può pagare l\'affitto o il mutuo 3 mesi
si e 3 no ed allo stesso modo le bollette e quant\'altro.
In secondo luogo chi lavora temporaneamente non può neppure fruire del
credito al consumo per il quale banche e finanziarie richiedono la busta
paga di un lavoro a tempo indeterminato.
Per non parlare del percorso pensionistico che procedendo ad intermittenza
costringe il lavoratore a pagare dei contributi, senza avere la minima
speranza che essi un giorno si tradurranno in pensione.

Era davvero necessario tutto cio? Quali benefici potrà mai portare al paese
immolare ogni giorno che passa un numero maggiore d\'italiani, sull\'altare
di una flessibilità esasperata che non ha alcuna ragione d\'essere,
condannandoli ad un presente da inferno?
L\'impressione palpabile è che la riforma Biagi abbia dato il colpo di
grazia ad un sistema lavoro che versava già in una grave crisi ed occorra
porre rimedio ad una situazione che sta degenerando, creando nuova povertà e
togliendo ogni potere d\'acquisto e talvolta di sopravvivenza ad una larga
fascia della popolazione.
La sensazione è che di un problema così grande e complesso nessuno purtroppo
abbia politicamente intenzione di farsi carico.
Il centro sinistra ed il mondo sindacale dal quale sarebbe stato logico
attendersi battaglie inerenti a queste tematiche, continuano a sottacere
l\'argomento e propongono di scendere in piazza contro la riforma della
legge elettorale, nonchè di partecipare alle primarie per rafforzare Romano
Prodi nel suo ruolo di leader, senza rendersi conto di quanto la gente, i
lavoratori, i giovani, siano lontani anni luce da certe amenità, persi come
sono nel ben più grave problema che attanaglia il loro quotidiano, un
problema che giorno dopo giorno li sta trasformando in persone ad interim le
quali rischiano di perdere anche la propria dignità.

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