.: Italia Alternativa :.
.: lunedì 07 luglio 2008 :.
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| Inferno carceri. |
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| venerdì 09 settembre 2005 | ||||||||
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08/09/2005 - Radio Città Aperta Inferno carceri. Pestaggio a Rebibbia e trasferimenti di massa di detenuti da Regina Coeli a Palesrmo Roma Trasferiti ad oltre 600 chilometri di distanza, in istituti di reclusione della Sicilia, non per esigenze di custodia cautelare ma perché il carcere in cui erano detenuti era sovraffollato oltre ogni limite. E' quanto accaduto, nei giorni scorsi, a oltre cinquanta detenuti del carcere romano di Regina Coeli, trasferiti in Sicilia perché tra il 26 e 27 agosto nel carcere romano c'erano 1008 detenuti, numero che ha superato di gran lunga la "capienza tollerabile" pari a 960 detenuti. A denunciare l'accaduto è il Garante regionale dei diritti dei detenuti Angiolo Marroni secondo cui «quella del sovraffollamento è una circostanza confermata anche dai dati nazionali, che evidenziano una crescita negli ingressi in carcere ad agosto, in controtendenza rispetto agli anni scorsi. Il sistema ha raggiunto un livello di saturazione non solo a Roma, ma in tutto il Lazio». Secondo dati non ufficiali, a giugno nelle carceri di tutto il Lazio c'erano circa 5.900 detenuti. A Regina Coeli poi, fanno notare dall'Ufficio del Garante, i lavori di adeguamento agli standard europei di alcune sezioni della struttura, se da un lato ha migliorato le condizioni di vita dei detenuti, dall'altro ha diminuito la capienza generale del carcere. Nel caso specifico il Garante dei diritti dei detenuti Angiolo Marroni ha evidenziato che con questo tipo di trasferimenti, «il DAP sistematicamente viola il principio della territorialità della pena stabilito dall'articolo 30 dell'Ordinamento Penitenziario». Al di là dell'aspetto formale, inoltre, il trasferimento in istituti di altre regioni provoca problemi di non poco conto per i detenuti: «difficoltà di avere rapporti regolari con i genitori, congiunti e figli - ha detto - e difficoltà di rapporti con i propri legali, oltre a quella di vedersi letteralmente sradicati da un ambiente tutto sommato più familiare per arrivare in un luogo del tutto sconosciuto con tutte le incognite del caso». Sul pestaggio avvenuto a Rebibbia contro un detenuto, l'assessore regionale Luigi Nieri ha dichiarato che "è gravissimo l'episodio denunciato dal garante Manconi". La legalità e il diritto non devono restare fuori dalle porte dei penitenziari. L'isolamento della violenza deve esser perseguito senza remore o tergiversamenti. L'episodio è tanto più sorprendente, qualora fosse corrispondente al vero, in quanto avviene in un istituto ben diretto e aperto al territorio che conosco bene per averlo più volte visitato . Penso che sia opportuno che si faccia rapidamente luce sul caso. E' importante che chiunque abbia le prerogative istituzionali per svolgere l'attività di monitoraggio lo faccia. Per questo nelle prossime settimane continuerò, come previsto, nel giro di visite nelle carceri del Lazio". rca
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