.: Italia Alternativa :.
.: Friday 21 November 2008 :.
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| Resoconto seconda riunione "Comunisti Uniti Lazio" |
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| Tuesday 12 August 2008 | ||||||||
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Resoconto seconda riunione "Comunisti Uniti Lazio" Scritto da Comunisti Uniti Lazio venerdì 08 agosto 2008 Si è tenuta Domenica 3 Agosto a Roma una seconda riunione tra compagne e compagni che stanno sostenendo nel Lazio l'Appello “COMUNISTE E COMUNISTI: COMINCIAMO DA NOI”. Tenendo conto del particolare periodo di ferie pensiamo di poter affermare che il dibattito è stato ben riuscito e partecipato. Vi hanno preso parte molti compagni (del PdCI, dell’area dell’Ernesto del PRC, del MCC, ma anche di non appartenenti ad alcuna organizzazione politica) e fra questi parecchi giovani, tutti impegnati, nel rispetto della storia e dell’identità politica di ciascuno, alla costruzione oggi di una “Casa Comune” di tutti i comunisti ovunque collocati preludio necessario all’apertura di una “Costituente Comunista” che porti all’obiettivo di un Partito unitario in cui si possano ritrovare le migliaia di compagne e compagni ora divisi per via dell´attuale diaspora del movimento comunista italiano. In circa tre ore di dibattito sono stati affrontati principalmente i due temi all’ordine del giorno, strettamente connessi fra loro: 1. analisi della fase post-congressuale di PdCI e PRC (il dopo Salsomaggiore ed il dopo Chianciano); 2. prossime iniziative politiche unitarie dell’Appello. Anello di congiunzione di tutti gli interventi è stata la presa d’atto che i due Congressi ci riconsegnano due partiti in cui, pur a differenti livelli, sono arretrate le fallimentari posizioni governiste degli ultimi anni alle quali si deve, in larga parte, il crollo di riconoscimento politico-sociale dei comunisti* in Italia come testimonia l’esito delle ultime elezioni di aprile (ma non solo). E perciò, alla luce di questo percorso di riconquista dell´unità e dell´autonomia dei comunisti, può essere reputato sicuramente positivo il fatto che dal congresso del PRC emerga una linea sicuramente “più a sinistra”, che non si limita più a promuovere soltanto un´opposizione di classe attiva alle politiche berlusconiane, ma rivendica anche una totale alternatività al progetto del PD a livello nazionale. Idem per un PdCI che rompe coi progetti della costruzione di una sinistra moderata subalterna alle posizioni del PD ed è attento alla necessità di unificare i comunisti. Positive le aperture, più o meno esplicite, verso le forze comuniste e anticapitaliste esterne a questi due partiti soprattutto se non saranno concepite come meri tentativi di “annessione”. Per tutto quanto detto, invece, molto negativo sarebbe se questi due Partiti dopo i congressi scegliessero di richiudersi nuovamente in sé stessi, abbandonando e annullando le spinte all’Unità uscite allo scoperto dalla propria base e non solo, con l’Appello Comunisti Uniti (che dichiara apertamente di aspirare alla ricostruzione di un progetto di una Casa Comune per tutti i compagni e le compagne ovunque collocati/e). Non solo. Sarebbe fortemente controproducente dare l’impressione di aver sostenuto questo Appello a semplice uso interno dei due rispettivi Partiti e/o col fine di costruire un’alleanza valida solo per le prossime elezioni europee quando, ormai da troppo tempo, le compagne ed i compagni chiedono uno sforzo in più: l’Unità strategica delle e dei Comunisti e la riqualificazione di un progetto nazionale di trasformazione anticapitalista partendo da contenuti di lotta e programmi di classe. Il fatto che per alcuni non sia praticabile dall’oggi al domani la costituzione di una Costituente Comunista - in cui le componenti politiche attualmente esistenti superino tutte le differenze, che tutt’ora permangono, e si “sciolgano” per la costruzione di un unico soggetto politico unitario - non significa che non sia necessario da subito costruire momenti politico-organizzativi che vadano verso questo obiettivo ormai ineludibile. Per questo motivo nella precedente riunione abbiamo prefigurato e proposto un percorso intermedio “a doppia appartenenza” (una sorta di “cantieri unitari”) in cui ciascun compagno, pur mantenendo la propria identità organizzativa nei percorsi politici in cui crede, parallelamente si impegni lealmente in un ambito comune di costruzione di strategie unitarie (e non solo per coordinarsi su semplici iniziative estemporanee). Un ambito aperto alla partecipazione di tutti e perciò rivolto non solo ai compagni ed alle compagne nel PRC e nel PdCI, ma anche alle altre organizzazioni politiche comuniste oggi esistenti che condividano questo spirito unitario. Queste ultime, infatti, sembrano oggi limitarsi a proposte di “convergenza tattica” tra sigle solo su questo o quel punto, quando non scivolano addirittura nell’autoreferenzialità vera e propria, promuovendo, al massimo, degli “intergruppi” che, oltre ad essersi già dimostrata una strada fallimentare, tagliano fuori di fatto le migliaia di compagni e compagne senza appartenenza e non costruiscono momenti che possano durare nel tempo. Non pensiamo sia il momento di tirare il sasso e nascondere la mano. Pur mantenendo, in questa fase, ognuno la propria identità e autonomia politico-organizzativa c’è bisogno di scelte più coraggiose e di meno calcoli di rendita politica. Seminare il terreno per una fase costituente significa proprio questo: avere il coraggio e la voglia di sintonizzarsi sulla stessa lunghezza d’onda (se non su tutto quantomeno su alcuni precisi punti fermi teorici e pratici condivisi), ognuno dalla postazione del proprio ambito d’appartenenza, spingendo nella stessa direzione della riunificazione nelle lotte e in strutture unitarie che raccolgano e moltiplichino le forze di tutti i comunisti oggi dispersi (nel PRC e nel PdCI in primis, ma anche in Sinistra Critica, Rete dei Comunisti, MCC, PCL, PdAC, nelle varie organizzazioni e coordinamenti comunisti da tempo extraparlamentari per scelta, nelle migliaia di individualità politiche che non si riconoscono più nelle componenti comuniste organizzate esistenti). Pertanto chiediamo a tutti e tutte coloro che hanno sostenuto fino ad oggi l’Appello Comunisti Uniti di rilanciarlo e promuoverlo in ogni angolo del paese. Per non ripetere gli errori del passato pensiamo, infatti, che bisogna approfittare della inevitabile ripresa dell’opposizione e della lotta contro le politiche reazionarie di Berlusconi e Confindustria per costruire una piattaforma anticapitalista che sappia rappresentare stabilmente, in questa fase presumibilmente non breve, gli interessi delle classi sfruttate e che sappia riconnettere le idee del comunismo alle aspirazioni di queste ultime. Molteplici saranno le occasioni da non perdere per ricostruire sul campo la credibilità persa dai comunisti nel nostro paese nei confronti del sentimento popolare diffuso. Dalle mobilitazioni contro la manovra finanziaria, per la difesa ed il rilancio del contratto nazionale e dei salari. Fino a quelle contro la precarietà ed il carovita, in difesa dei diritti dei lavoratori immigrati e contro le politiche razziste e securitarie del governo Berlusconi, a fianco dei movimenti in lotta per la difesa dell’ambiente e per il diritto alla casa. Per arrivare alla difesa dei diritti democratici residui oggi attaccati e al sostegno del diritto allo studio. Fino alle future manifestazioni contro le basi militari e al fianco dei popoli che resistono, contro le missioni italiane all’estero e le guerre imperialiste sia se sostenute dagli USA che dalla UE. Se c’è la volontà politica di trovare percorsi di unità e lotta, terreni da dove cominciare non mancano di certo. Nella precedente riunione del 12 Luglio già emerse come “la riunificazione dei comunisti o passa da un programma autonomo, da un’indipendenza ideologico-culturale e da un’organizzazione comunista che riconnetta anche a livello di sentimento di massa le idee e le prospettive del socialismo e del comunismo nel XXI Secolo, oppure verranno ripetuti all’infinito gli errori del passato quando è stato fin troppo palese il ruolo subalterno delle comuniste e dei comunisti (appoggio ai governi filo-padronali e “neo-liberisti” dei Padoa-Schioppa e dei Dini; governismo a tutti i livelli ed a tutti i costi; creazione della Sinistra Arcobaleno, “stampella borghese”, di cui le dirigenze dei due partiti ufficiali portano gran parte delle responsabilità; assunzione del paradigma della compatibilità e della concertazione in luogo dell'anticapitalismo e del conflitto di classe)” e su questa traccia sono stati individuati alcuni terreni di lavoro che, già da Settembre, dovrebbero vedere i compagni e le compagne di Roma e del Lazio che sostengono questo Appello come protagonisti/e di una “stagione nuova” di mobilitazioni, confronti, iniziative pubbliche. Per contribuire alla scrittura di questa “agenda autonoma” dei comunisti, ed al rafforzamento di un coordinamento unitario per la mobilitazione sulle questioni politiche e sociali, vengono pertanto avanzate alcune proposte per essere presenti attivamente in alcuni appuntamenti autunnali già previsti con modalità da verificare collettivamente nei prossimi incontri del gruppo nei primi giorni di settembre: • sostenere lo Sciopero Generale indetto dal Sindacalismo di Base per il 17 Ottobre su salario, precarietà, pensioni e sicurezza sul lavoro; • appoggiare le eventuali iniziative delle opposizioni nella CGIL in difesa del Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro anche in eventuali Referendum per il NO di fronte ad accordi-bidone che dovessero essere presentati ai lavoratori; • sostenere le prossime mobilitazioni dei lavoratori immigrati per il diritto alla cittadinanza nella consapevolezza della necessità di costruire piattaforme unitarie coi lavoratori italiani in quanto entrambi appartenenti alla medesima classe di sfruttati del nostro paese; • sostenere con forza le vertenze già aperte sia sul lavoro che sul territorio (per esempio contro gli esuberi in Alitalia ed in Telecom oppure contro la costruzione del Corridoio Roma-Latina e la Turbogas ad Aprilia) ed appoggiare le esperienze di organizzazione dal basso e di “mutuo soccorso” che si sono create su questi terreni; • appoggiare le mobilitazioni preannunciate all’Università contro gli attacchi al diritto all’istruzione e contro le privatizzazioni e le aziendalizzazioni degli atenei che verrebbero così completamente subordinati agli interessi della Confindustria; • aderire alla manifestazione nazionale proposta da PdCI e PRC per ottobre per rilanciare l’opposizione sociale al Governo Berlusconi dando visibilità massima alla proposta dell’Appello Comunisti Uniti e dei cantieri unitari. Inoltre si propone di sperimentare dei terreni di iniziativa comune di questo gruppo locale di sostenitori dell’Appello Comunisti Uniti: • costruendo momenti di mobilitazione contro il Carovita nei mercati dei quartieri dove siamo presenti con massicci volantinaggi (il prezzo del pane, per esempio, ha subito un rincaro del 25%); • promuovendo unitariamente alcuni momenti di dibattito ed analisi politica per ricostruire una cassetta degli attrezzi comune utile per comprendere e intervenire nella realtà dello sfruttamento oggi. Prendendo atto della non praticabilità immediata della precedente proposta di un campeggio a settembre, raccogliamo l’invito a un incontro nazionale reso pubblico dai sostenitori dell’Appello in Campania, già strutturatisi in un locale “Cantiere per la Costituente Comunista”, per un incontro nazionale che sopperisca alla mancanza di comunicazione e coordinamento nazionale tra le migliaia di sostenitori dell’Appello delle differenti regioni. Come da loro comunicato: “... poiché le esigenze di incontro, di conoscenza, di discussione, di confronto e, possibilmente, di un coordinamento tra noi permangono, stiamo lavorando ad organizzare un incontro per la fine di settembre o i primi di ottobre a Napoli. Pensiamo ad un paio di giorni (sabato e domenica) di discussioni tematiche. Sarà nostro impegno fare in modo che i compagni interessati a partecipare possano farlo con ospitalità a bassissimo costo.” Su questo rinnoviamo la richiesta ai gestori delle mailing list e del sito www.comunistiuniti.it di attivarsi per mettere in contatto i vari “nodi” regionali che già oggi raccolgono centinaia di compagne e compagni di differenti provenienze e storie politiche, e che condividono questa voglia di una svolta e di spinta all’unità. Rimangono validi e rafforzati i seguenti punti enucleati nel precedente resoconto: - Ci impegniamo, come gruppo del Lazio, a rimanere in contatto anche in questi mesi estivi (attraverso la mailing list e non solo) per coordinarci da subito in eventuali mobilitazioni contro il governo Berlusconi, contro gli attacchi ai diritti del movimento dei lavoratori o degli immigrati. - Ci impegniamo, nello spirito unitario che abbiamo dichiarato, anche a riconvocarci a Roma nei primissimi giorni di Settembre con tutti quei compagni della lista del Lazio che non hanno potuto partecipare oggi per strutturare questo percorso nella nostra Regione, con una riunione che stavolta convocheremo pubblicamente in luogo da decidere. - Chiediamo ai gestori delle liste e del sito che vengano informati di ogni iniziativa e riunione intraprese tutti i firmatari dell'Appello e non solo gli iscritti nelle mailing list. - Ci assumiamo l’impegno di rendere sempre pubblici i resoconti delle riunioni e degli incontri per favorire il massimo dell'estensione e del coinvolgimento delle iniziative che scaturiranno da questo Appello. Come nello spirito dichiarato nell'Appello: Comunisti Uniti, ripartendo dai militanti del PRC e del PdCI, ma anche da tutte quelle comuniste e comunisti che sono sparsi ovunque e ovunque organizzativamente collocati. Roma, 3 Agosto 2008
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