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Solidarietà a la marmitta sgombrata |
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lunedì 29 agosto 2005 |
La mattina del quattro agosto 2005 la polizia
ha sgomberato
l'occupazione socioabitativa La Marmitta di via Gaetano Martino, le
ruspe hanno poi demolito l'edificio nel giro di poche ore
per
permettere l'inizio dei lavori del nuovo centro benessere che verrà
costruito al suo posto.
Evidentemente per l'ennesima
volta le presunte autorità tutelano gli
interessi capitalistici a scapito di chi ha intrapreso un percorso di
lotta che passa per l'appropriazione di
un luogo inutilizzato da anni.
Chi si prende la casa e autogestisce uno spazio sociale per
l'Amministrazione conta ovviamente molto meno di chi mette in
circolo
denaro grazie all'apertura di nuove attività commerciali. Peccato però
che gli stessi personaggi si ritrovino puntualmente a parlare
del
disagio sociale e della risoluzione dei problemi della gente solo
durante la campagna elettorale.
Da diverso tempo è in atto
una campagna di sgomberi dei posti occupati
e sappiamo bene che la linea dura promessa dal prefetto Serra è un
attacco diretto contro chi è
deciso a risolvere i propri bisogni in
modo radicale e collettivo, soprattutto nei confronti di chi non è
predisposto alla trattativa delle proprie
posizioni politiche e che non
accetta quindi di stare al gioco di spostarsi da un luogo all'altro
come fa più comodo al Comune.
In un periodo in cui il costo della vita e l'insoddisfazione crescono
l'Amministrazione della città con azioni simili cerca di rendere
chiara
la propria posizione nei confronti di chi decide di risolvere i propri
problemi autonomamente ed in modo diretto, anche perché ha paura che
il
fenomeno possa dilagare e quindi fuoriuscire dai binari che sono stati
finora predisposti per lasciare margini di contrattazioni politiche tra
i
partiti e chi vive nel disagio.
Lo sgombero de La Marmitta è un altro passo compiuto dall'apparato
repressivo per mantenere l'ordine
sociale prestabilito dalla classe al
potere.
Sta a tutti noi che ci troviamo dall'altra parte della barricata
organizzarci per fare un
passo avanti anche noi nella costruzione di
percorsi di lotta nuovi che condividano lo spirito autonomo e
anticapitalista dei compagni sgomberati.
Il problema della casa, visto il prezzo degli affitti a Roma, e quello
della costruzione di una socialità non relegata al mero
scambio
economico non sono cose che si possono risolvere dando il voto a
qualche sciacallo. Organizziamoci per riprenderci quello che ci stanno
rubando
giorno per giorno.
Comitato di lotta Quadraro
Comitato Antagonista Roma Sud
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