.: Italia Alternativa :.
.: Friday 29 August 2008 :.
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| Bologna 2 agosto 1980 per non dimenticare. Saluti rossi. |
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| Wednesday 06 August 2008 | ||||||||
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DA RIVOLUZIONE COMUNISTA giornale Nr. 8/12 -agosto-dicembre1980 LA STRAGE DI BOLOGNA Il massacro alla stazione di Bologna apre l'autunno di fuoco degli industriali e dei banchieri, tesi a imporre i licenziamenti in massa, la riduzione dei salari, il governo militare. Nessun dubbio sulla matrice fascista e statale del massacro. Si levi un'ondata di protesta proletaria contro lo squadrismo nero e lo Stato protettore. Guai a impaurirsi o tentennare di fronte al terrore statale o alla Sua variante nera. Ingaggiare la guerra di classe contro, padroni, Stato, seminatori di stragi, a salvaguardia delle condizioni di vita e dello sviluppo proletario. Organizzarsi nei comitati di difesa di classe, in ogni fabbrica e in ogni quartiere. Organizzarsi nel partito rivoluzionario. ------------ E' questo il titolo,un vero e proprio compendio, della presa di posizione espressa attraverso un volantino, dal nostro Esecutivo subito dopo l'attentato. Stiamo scrivendo a quattro mesi circa di distanza dalla sanguinosa ecatombe (bilanc. definit. 85 morti e 200 feriti).Fino ad oggi nessuna traccia dei ben riconoscibili seminatori di morte: i giudici di Bologna "brancolano nel buio" ! Una dimostrazione ulteriore, questa, della stretta convivenza tra organi giudiziari, reparti speciali e servizi segreti dello Stato. I famigliari delle vittime non finiranno di subire umiliazioni se lo sviluppo della lotta proletaria non scioglierà certi nodi: se non metterà sotto processo lo Stato, i suoi apparati speciali, le sue squadre "irregolari"; ecc. Rivoluzione Comunista si è mossa e si sta muovendo su una chiara linea di lotta al marciume politico-statale e di organizzazione delle masse proletarie contro le tendenze di sviluppo dell'economia di guerra. E chiede sostegno e appoggio su questa linea. Prima di riportare, e col dovuto risalto, questa presa di posizione, dobbiamo menzionare la intensa, estesa, mobilitazione messa subito in atto dal nostro raggruppamento. Il 2 agosto pomeriggio, nonostante il clima feriale, le sedi di Milano e di Busto Arsizio sono nei quartieri e nelle piazze con manifesti, ta-ze-bao e spikeraggi. Il 3 il raggruppamento organizza interventi a Bologna. Il 4 attua piccole manifestazioni a Bologna e Torino. Il 5, il 6, il 7, il 9, articola una serie di azioni capillari a Bologna, Genova, Busto A. Milano (da Baggio a Sesto San Giovanni, dalle fabbriche dei nostri nuclei operai ai punti di concentrazione operaia). Questi i sintetici dati della nostra mobilitazione. Ecco ora il testo della presa di posizione. Compagni, proletari, donne, giovani, sabato 2 agosto[1980], alle 10,25, uno scoppio terrificante disintegra un’intera ala della stazione ferroviaria di Bologna (quella delle sale di attesa del ristorante tavola fredda). E’ un massacro di uomini, donne, bambini; della massa di gente che gremisce la stazione. Fino a questo momento(disponiamo delle notizie della sera del 2) si parla di circa 80 morti e di 200 feriti. Nel dare notizia, la radio e la televisione parlano di “sciagura” (alludendo allo scoppio allo scoppio di una caldaia o ad una fuga di gas) e non danno peso alla rivendicazione del massacro, che viene fatta subito dopo, dal gruppo fascista NAR. Solo in serata esse lasciano trapelare la probabilità dell’attentato. Questo massacro è il frutto naturale di un tipico attentato reazionario, fascista e statale, attuato con una bomba ad alto potenziale, collocata, com’è costume dei “ bombardieri” neri e di Stato, in mezzo ai proletari, dove c’è la gente del popolo; ed in mezzo ai ferrovieri (una categoria operaia da tempo in agitazione). Nella sua fredda logica assassina questo ultimo attentato sintetizza e supera la atrocità della strage di piazza Fontana del 1969 (Milano) e di quelle di Brescia e del treno Italicus ( a S. Benedetto Val di Sembro) del 1974. E’ fin troppo chiaro, contro ogni interpretazione interessata che si rifiuta di capire o si rifugia nell’ “allucinamento” o la “follia”, il significato politico di questo eccidio. E’ un “progrom”, di mano fascista, manovrato dal potere statale, diretto a generare paura e psicosi nelle masse proletarie al fine di far passare la politica dei licenziamenti di massa programmati dai grossi gruppi industriali (Fiat, Montefibre, Snia, ecc.), l’ulteriore riduzione dei salari, la restrizione dei consumi alimentari, l’aumento della disoccupazione; e consolidare il governo militare. Altro che “destabilizzare” la situazione politica, come rimasticano i segretari dei partiti parlamentari, stabilizza la violenza statale, il controllo militare, l’autoritarismo statale. Questo massacro apre “l’autunno di fuoco” degli industriali e dei banchieri, che, coi licenziamenti di massa, la riduzione dei salari, il prelievo forzoso sulle buste paga, cercano di salvaguardare i loro profitti, i pacchetti azionari, vogliono un governo che sia all’altezza della situazione, più aspra, di scontro sociale che si sta determinando. E’ uno spintone alle forze di destra a prepararsi a questo scontro; a mettere a tacere i dissenzienti del loro campo che ritardano, con le loro esitazioni, il cammino dello Stato autoritario e lo sviluppo dell’economia di guerra verso cui è arrivata l’Italia e il sistema imperialistico nel suo insieme. Potremo avere, nei prossimi giorni, questo o quel particolare sul potenziale della bomba (o delle bombe) collocata nella sala di attesa di seconda classe; questa o quella ipotesi sugli attentatori (NAR); ma ciò non potrà intaccare il giudizio sulla matrice fascista e statale del massacro, sul suo inconfondibile significato controrivoluzionario, terroristico anti-proletario. Guai ai proletari, ai giovani, alle donne; guai alle masse salariate, a non trarre le debite conseguenze da questa ennesima strage e a stemperarsi in esecrazioni verbali o in ripetizioni stantie di antifascismo democratico. L’unico modo di essere ANTIFASCISTI è lottare contro lo Stato cosiddetto “democratico”, i suoi commessi di destra e di sinistra (fascisti e democratici); battersi contro il controllo militare per la difesa degli interessi proletari, per l’iniziativa politica e l’organizzazione autonoma proletaria. Non si deve dimenticare che la realtà d’oggi è una realtà militarizzata e che il governo Cossiga-Craxi è già un governo che si regge sui militari (Dalla Chiesa ecc.). Si levi, quindi, un’ondata di protesta proletaria, da ogni fabbrica e da ogni quartiere, contro i padroni, Stato squadrismo nero e seminatori di stragi. Non impaurirsi, né tentennare, di fronte al terrorismo statale e alla sua variante nera; ma ingaggiare la guerra di classe, proletaria e rivoluzionaria, contro questi apparati dell’imperialismo della putrefazione e della violenza sanguinaria. ORGANIZZARSI NEI COMITATI DI DIFESA DI CLASSE. ORGANIZZARSI NEL PARTITO RIVOLUZIONARIO. APPOGGIARE, SOSTENERE, LE INIZIATIVE DI LOTTA E LA LINEA POLITICA DI RIVOLUZIONE COMUNISTA! Milano, 3 agosto 1980. P.zza Morselli, 3 cicl.in. prop. L’esecutivo milanese e centr. di Rivoluzione Com. ------------------ Edizione a cura di: RIVOLUZIONE COMUNISTA SEDE CENTRALE: P.za Morselli, 3 - 20154 Milano- e-mail: Indirizzo e-mail protetto dal bots spam , deve abilitare Javascript per vederlo http://digilander.libero.it/rivoluzionecom/ ------------------------------------------------------------- "La premessa anticipatoria del governo Cossiga": Il fermo di polizia…. SULLE MISURE STRAORDINARIE Comunicato dell'Esecutivo Centrale 14-15 dicembre 1979, emesso e diffuso il 16 successivo. Il governo consegna i centri industriali del Nord alla divisione dei carabinieri "Pastrengo", affidandone il comando al generale Dalla Chiesa ed istituendo prefetture militari. Decreta il fermo di polizia e un "nuovo codice" da galera permanente. Progetta altre misure soffocatrici dirette a statalizzare il comportamento delle masse. È una tappa avanzata nella militarizzazione della vita sociale a difesa degli interessi imperialistici, degli industriali e dei banchieri, del profitto e della rendita. Creare, sviluppare, rafforzare gli strumenti di difesa proletaria. Stabilizzare i comitati di difesa di classe nelle fabbriche, nei cantieri, nelle scuole. Sostenere, potenziare il partito rivoluzionario. Nella notte tra il 14 ed il 15 dicembre il consiglio dei ministri, ha adottato una serie di "misure straordinarie", "rivolte" - come ha detto Cossiga nel comunicato letto alla TV - "a rafforzare la difesa dello Stato". Riassumiamo, sulla base delle scarne notizie date dal citato comunicato e dalla stampa, il contenuto di queste "misure straordinarie". Nel complesso, lo "storico" consiglio dei ministri ha varato due decreti-legge e tre disegni di legge. Dei due primi provvedimenti, che entrano in vigore immediatamente, uno contiene "norme di coordinamento delle forze di polizia"; l'altro "norme di tutela dell'ordine democratico". I tre disegni di legge contemplano: 1) "norme contro la criminalità terroristica"; 2) "incorporamento di unità di leva nella pubblica sicurezza"; 3) "norme di reclutamento di ufficiali di pubblica sicurezza". 1°) DAL PO IN SU COMANDA IL GENERALE DALLA CHIESA - Questo il contenuto del primo provvedimento (più gli atti di nomina). A) Il "nucleo antiterrorismo" viene sezionato in due: i reparti del centro-sud entrano nei ranghi del SISDE; quelli del nord nella divisione dei carabinieri "Pastrengo" con sede a Milano, avente potere in Lombardia, Piemonte, Liguria, Veneto, Trentino-Alto Adige, Friuli Venezia Giulia. A capo di questa divisione, che conta 25.000 uomini e che assume il ruolo di armata "anti-guerriglia" è posto il generale Dalla Chiesa. B) Milano, Torino, Genova vengono considerate "zone sensibili"; da sottoporre, cioè, a costante controllo militare. C) A prefetto di Genova viene preposto il generale di divisione dei carabinieri Edoardo Palombi. Il questore di Roma Emanuele De Francesco, viene nominato prefetto di Torino. Enzo Vicari, prefetto di Pavia, viene posto alla prefettura di Milano. Il generale di brigata dei carabinieri, Alberto De Lellis, sostituisce Dalla Chiesa nella vigilanza esterna delle carceri. D) Tutte le forze di polizia sono immediatamente coordinate da due organismi: a) dal comitato nazionale dell'ordine e della sicurezza pubblica; composto dal direttore generale di P.S., dai comandanti dei C.C. e G.d.F., dal direttore delle carceri e da alti magistrati e funzionari; b) dall'ufficio di coordinamento, vero organo operativo a disposizione del ministro dell'interno, composto da burocrati delle stesse specialità. E) Inoltre, Cossiga ha comunicato di avere costituito il 13 dicembre, nell'ambito del comitato esecutivo per i servizi di informazione e sicurezza (CESIS), un "gruppo di analisi e valutazioni del fenomeno del terrorismo". 2°) IL NUOVO CODICE DA GALERA PERMANENTE - Questo il contenuto del secondo provvedimento. A) Chiunque verrà sospettato di attività "sovversiva" potrà essere fermato per 48 ore e tenuto in carcere per 96 ore anche se non ha violato alcuna legge (fermo di polizia). B) La polizia potrà perquisire (rastrellare) interi caseggiati se sospetta che dentro si nasconda un elemento "sovversivo". C) È stabilita la pena dell'ergastolo per chi uccide a "fini eversivi" e per chi uccide magistrati o appartenenti alle forze dell'ordine. D) Tutti i reati compiuti per "finalità terroristiche" ed "eversive" subiranno un aumento di pena fino alla metà. Inoltre sono accompagnati da una "aggravante speciale" che impedisce ogni comparazione con qualsiasi attenuante. E) Per i predetti reati è previsto il mandato di cattura obbligatorio; non può essere concessa la libertà provvisoria; sono aumentati i termini per la scarcerazione automatica. F) Per polizia e giudici cade qualsiasi limite all'intercettazione telefonica (legalizzazione piena della prassi di polizia da tempo in atto). G) È prevista una "speciale attenuante" con sensibile riduzione della pena, per chi confessa o denuncia i propri compagni di azione. 3°) SARÀ REATO ANCHE LEGGERE UN VOLANTINO - Il primo dei tre disegni di legge, da noi sopra elencati, prevede. A) Verrà punita la detenzione di documenti attinenti al "terrorismo"e all'"eversione". B) Costituisce reato la diffusione di documenti di questo tipo. C) L'inasprimento delle pene per gli imputati di reati di associazione. D) Il parere contrario del pubblico ministero sospenderà le decisioni di scarcerazione e di libertà provvisoria emanate dal giudice istruttore. E) Sono stabilite misure di vigilanza contro chi viene messo in libertà provvisoria. Sono queste solo una parte delle "misure straordinarie", adottate dal consiglio dei ministri nella "storica" notte tra il 14 e il 15 dicembre. Il governo Cossiga può passare alla storia, non per essere stato il primo governo europeo a ratificare l'impianto dei missili americani Cruise e Pershing 2, ma per aver portato a completamento la militarizzazione della vita sociale in Italia. Nella risoluzione del 10° Congresso, dei primi di novembre scorso, ricapitolando le tappe percorse dalla militarizzazione della vita sociale così delineavamo questo processo: "La militarizzazione della vita sociale si è, finora, manifestata in tre aspetti principali. Dapprima come controllo preventivo, poliziesco, di massa. In un secondo tempo come coazione al lavoro (precettazione). In terzo e ultimo tempo come impiego di reparti dell'esercito in compiti di polizia". Ora bisogna aggiungere quest'ultimo aspetto: la trasformazione dei reparti specializzati di repressione in armata contro-rivoluzionaria; l'unificazione formale nell'arma dei carabinieri (e nello stato maggiore di questa), del comando direttivo e operativo di tutti i corpi e reparti di repressione e controrivoluzione (P.S., G.d.F., ecc.); l'instaurazione della reggenza militare sui centri industriali del paese (Milano, Torino, Genova). Con ciò la militarizzazione sociale raggiunge la pienezza. L'Esecutivo Centrale di Rivoluzione Comunista denuncia queste "misure straordinarie" come codificazione della linea autoritaria, compendiata il 29 novembre, dal comandante dei carabinieri Corsini. Denuncia il governo Cossiga, interprete di questa linea, per il lurido pretesto di giustificare questi provvedimenti autoritari come contromisura alle azioni armate dei gruppi clandestini (riferimento all'incursione nella scuola manageriale della Fiat a Torino di "Prima Linea"). È una volgare menzogna. Altro che lotta al terrorismo; qui siamo di fronte al terrorismo aperto dello Stato imperialistico per soffocare le masse proletarie e salvaguardare, così, gli interessi della grande finanza, degli industriali e dei banchieri, degli speculatori e degli sfruttatori! Non a caso sono stati sottoposti a reggenza militare i centri operai del Nord! Rivoluzione Comunista denuncia, in particolare, il fermo di polizia come la misura più autoritaria, disposta - in ordine di tempo - dalla "democrazia parlamentare". Ed osserva che con esso non solo il sospetto diventa reato; ma ogni proletario, ogni giovane che si discosta dal modello di condotta statale, rischia di trovarsi in galera da un momento all'altro. Fermo di polizia e pene feroci attestano il livore reazionario del marciume parlamentare; che, comunque, non potrà sfuggire alla propria bancarotta; e, alla fine, alla resa dei conti col proletariato. Di fronte alla gelida determinazione degli agenti dello stato imperialistico (del governo e dei partiti parlamentari, del padronato e degli apparati di repressione) è necessaria una inflessibile volontà di lotta rivoluzionaria, piena di classismo sul piano tattico e su quello strategico. Per questo Rivoluzione Comunista, sottolineando le indicazioni date al 10° Congresso invita i proletari e i giovani più generosi e combattivi a non attardarsi o perdersi su posizioni di democratismo o radicalismo armato, che, nonostante il "livello di fuoco", restano sempre posizioni interclassiste o aclassiste; e a schierarsi risolutamente sulla linea della difesa proletaria. Creiamo e stabilizziamo in ogni luogo di lavoro e in ogni situazione di lotta i comitati di difesa di classe. Sviluppiamo e rafforziamo il partito rivoluzionario. (Tratto dal Supplemento Murale n.45 del 31/12/1979 Edizione a cura di: RIVOLUZIONE COMUNISTA SEDE CENTRALE e redazione - stampa: Piazza Morselli 3 - 20154 Milano - Milano: P.za Morselli 3 aperta tutti i giorni dalle ore 21 - e-mail: Indirizzo e-mail protetto dal bots spam , deve abilitare Javascript per vederlo http://digilander.libero.it/rivoluzionecom/
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