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appello per la costituzione del coordinamento nazionale del terzo settore PDF Stampa E-mail
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Thursday 29 May 2008
COORDINAMENTO ROMANO LAV. DEL  TERZO SETTORE
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APPELLO PER LA COSTITUZIONE DI UN
COORDINAMENTO NAZIONALE DI
 LAVORATORI E LAVORATRICI  NEL TERZO SETTORE

La situazione nel terzo settore, nel quale sono comprese attività
diverse dai servizi alla persona di ambito sanitario o socio
assistenziale, educativo e scolastico fino ai servizi culturali e
ambientali, di mediazione interculturale, di vigilanza e di guardiania,
spesso con servizi pubblici esternalizzati, sta risentendo in maniera
più decisa dei generali problemi sul lavoro e della riduzione dei
diritti a lavoratori e lavoratrici. Un precariato esteso e strutturale,
salari bassi e condizioni di lavoro e di vita insoddisfacenti in questo
settore, anche per chi ha un lavoro a tempo indeterminato ma è soggetto
ai ritmi di bandi di gara e di affidamenti di servizi e progetti, sta
diventando una delle caratteristiche fondamentali, accompagnato da una
progressiva dequalificazione dei servizi pubblici erogati alla
cittadinanza.
    Altrettanto insufficiente e inadeguato è stato il ruolo
dei partiti e dei “sindacati concertativi”, troppo spesso incastrati in
dinamiche politiche e di intrecci economici da non poter efficacemente
rappresentare gli interessi di lavoratori e lavoratrici, anzi nel caso
di molti sindacalisti l’intreccio con i responsabili di cooperative,
associazioni, aziende e enti rende ancora più difficile la comprensione
del soggetto da individuare come “prima controparte”.
    Del resto,  è
ancora incompleto l’intervento dei vari sindacati di base e
autorganizzati, che pure in questo settore hanno raggiunto importanti
risultati in diverse situazioni aziendali o locali, ma che non sono
ancora riusciti a fare un deciso passaggio di unità di azione, pur
mantenendo le loro differenze e specificità, creando le condizioni per
un coordinamento nazionale che sappia collegare realtà diverse e
settori solo in minima parte organizzati sui posti di lavoro, superando
l’attività sindacale “classica” e raggiungendo quei rapporti di forza
tali da rimettere in discussione i rinnovi contrattuali, le condizioni
di adeguamento salariale con l’aumento del costo della vita, le
condizioni di vita di operatori e operatrici e lo stesso meccanismo di
esternalizzazione di importanti e strategici servizi pubblici o la
privatizzazione degli stessi, con un peggioramento di chi lavora e di
coloro che sono i beneficiari dei servizi stessi.      
    Per
contrastare questa tendenza e trovare strumenti agili ed efficaci che
rompessero tali meccanismi “ingessati” dal punto di vista dell’
autorganizzazione sui posti di lavoro (pratica che riteniamo
fondamentale e anche vincente in molte vertenze di lavoro o sui
servizi) da febbraio del 2008 a Roma abbiamo costituito un
coordinamento di lavoratori e lavoratrici del terzo settore, alla luce
di esperienze precedenti, che comprendesse settori diversi a
prescindere dal contratto collettivo nazionale di riferimento o dall’
essere dipendenti, soci o precari di vario tipo, coordinamento
unificato da percorsi ed esigenze comuni e condivise, strumento
costruito e gestito dal basso che ponesse di nuovo come prioritari
alcuni fatti e interessi, spesso sacrificati: quelli dei lavoratori e
delle lavoratrici e indirettamente anche dei beneficiari dei servizi,
“gli utenti”.
    Compito difficile nell’attuale scenario di profondi
cambiamenti e di attacchi ai diritti minimi, ma che non intendiamo far
rimanere una esperienza solo locale.
    Per questo, con questo appello,
intendiamo lanciare un chiaro segnale ad altre realtà e gruppi attivi o
desiderosi di muoversi, per ricostruire un efficace e combattivo
CCOORDINAMENTO NAZIONALE NEL TERZO SETTORE, con pratica autorganizzata,
partecipazione con scelte dal basso e decisioni di intervento in ambito
nazionale sugli aspetti sopra enunciati, di sostegno a situazioni
locali, che rompa forme di isolamento, di collocazione solo
territoriale, di scelte di stampo verticistico nelle questioni
lavorative e della gestione dei servizi in questo settore, non
delegando più agli apparati sindacali filodatoriali, al sistema
partitico, la difesa e la rappresentanza degli interessi di lavoratori
e lavoratrici.
    Siamo consapevoli e in alcune realtà locali lo abbiamo
già verificato, che dalla nostra parte possono schierarsi sindacati di
base, strutture autorganizzate o delegati-e che sono ancora interni ai
sindacati confederali, che spesso come nella nostra situazione locale
hanno sostenuto o sono parte attiva nelle lotte e nella costruzione di
piattaforme, ma siamo anche consapevoli che non esiste un modello
esportabile in tutta Italia o anche solo  in altre Regioni.
    Coloro che
condividono con noi gli obiettivi minimi, la pratica e la necessità di
organizzarsi in un coordinamento nazionale del terzo settore, sono i
benvenuti per mettere in pratica, con i fatti e non solo con le
dichiarazioni, questo importante strumento. A Roma il coordinamento
locale raccoglie  in due mesi di attività circa 15 situazioni di posto
di lavoro, gli impegni non mancano e a fine maggio terremo la nostra
prima assemblea pubblica cittadina. Invitiamo strutture già
organizzate, gruppi di lavoratori e lavoratrici, altri coordinamenti
locali già formati, a percorrere con noi questa strada e a contattarci
per una riunione finalizzata alla costituzione di un COORDINAMENTO
NAZIONALE DI LAVORATORI E LAVORATRICI DEL TERZO SETTORE.
Per adesioni e
contatti: coord. Indirizzo e-mail protetto dal bots spam , deve abilitare Javascript per vederlo
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