.: Italia Alternativa :.
.: lunedì 07 luglio 2008 :.
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| BO:'ennesima indagine contro 12 attivisti |
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| mercoledì 27 luglio 2005 | ||||||||
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[Precog] *Bologna capitale
dell'eversione ricevo&inoltro. GMDP _____________ Bologna capitale dell'eversione? Da un pò di tempo a Bologna, c'è un brutto clima, e non è solo la cappa della calda estate emiliana. E' stato reso pubblico ieri l'avviso di conclusione dell'ennesima indagine contro 12 attivisti che fanno parte da anni dei movimenti sociali della città e delle reti del Nord Est. I capi d'accusa sono diversi ed aggravati dall'ipotesi di eversione. Alcuni di noi sono già stati colpiti altre due volte da questa pesante accusa, nell'inchiesta sull'autoriduzione al cinema Capitol dell'ottobre 2004 e nel caso dello sgombero di System_Error in zona universitaria che il 18 maggio portò agli arresti di tre attivisti del collettivo "Passepartout". Tutti i provvedimenti fanno il paio con il giro di vite e la normalizzazione della vita politica secondo i canoni della "legalità" proposto dallo sceriffo Cofferati. Le nuove accuse si riferiscono ai tafferugli avvenuti in Stazione Centrale a Bologna mentre centinaia di persone, contrattando un'autoriduzione del prezzo del biglietto, si dirigevano al treno per recarsi a Roma alla manifestazione dei precari e delle precarie del 6 novembre 2004. In quella occasione la polizia bloccò le persone nel sottopassaggio e, dopo alcuni momenti di tensione ed una carica immotivata e gratuita, i manifestanti riuscirono a raggiungere comunque il treno ed a partire. La repressione condotta attraverso le leggi speciali del periodo emergenziale degli anni 70 sta producendo un vertiginoso restringimento della libertà di agibilità politica e sociale. Tutti e tre i provvedimenti, che in alcuni casi hanno colpito per tre volte le stesse persone, vengono dal Pubblico Ministero Paolo Giovagnoli, ed almeno nel caso che ha condotto agli arresti di maggio, l'aggravante di eversione è stata sconfessata dallo stesso Tribunale del Riesame di Bologna, perchè "priva di fondamento logico e giuridico". Eppure questo ennesimo atto di una parte della Magistratura bolognese insiste sulla logica della tolleranza zero che criminalizza gli atti di ribellione ed i percorsi di resistenza e mette una pesante ipoteca sul futuro di quanti vogliano continuare a fare politica, agire il dissenso ed a lottare per i diritti, a Bologna e in tutta Italia. La Procura sembra decisa a continuare su questa linea, ed a scavare un pericoloso fossato che divide la politica accettabile da quella carcerabile. Va da sé che la seconda è quella dei "senza" cioè i migranti senza diritti, i precari senza una casa dignitosa e senza prospettive, i senza diritto allo studio e senza cultura, i senza voce e senza rappresentazione mediatica, i senza pace e senza giustizia. Cioé la maggior parte degli abitanti dell'Italia in questa calda estate del 2005. Bologna, 26072005
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