.: Italia Alternativa :.
.: sabato 05 luglio 2008 :.
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| donne e voto |
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| giovedì 10 aprile 2008 | ||||||||
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CONTINUAMO A CACCIARLI/LE ANNULLANDO IL VOTO. Salutiamo con gioia le salutari contestazioni e cacciate che Ferrara, nonostante venga superprotetto dalla polizia come un mafioso, sta continuando a ricevere da gruppi di donne e di compagni ovunque osi presentarsi. Ferrara è la punta di iceberg di una campagna ideologica politica e mass mediatica che viene, in maniera molto più concreta e con altri mezzi portata avanti dai partiti (sia di centrodestra che di centrosinistra), con al centro il Vaticano, dagli apparati di Stato, dalle associazioni ad essi legate; ma nella sua rozzezza mostra la sostanza, da moderno medioevo, clericofascista dell'attacco al diritto d'aborto e più in generale all'autodeterminazione delle donne. Tutti, compreso Bertinotti, sono corsi a dare forme di solidarietà a Ferrara. Ed è una forma di "solidarietà" anche quella di chi dice che "non sta bene fare così", fino a tirare fuori l'ormai abusato argomento "antiviolenza". In queste elezioni tutti i partiti sono contro i nostri bi/sogni; da Berlusconi a Veltroni, ecc., al di là delle espressioni più o meno pesanti o più o meno ingentilite ed ipocrite, sono uniti ed esprimono gli stessi valori e politiche di fondo sulla "difesa della vita", sulla "salvaguardia della maternità", sulla "difesa della sacra famiglia", sulla "precarietà"; tutti si oppongono nei fatti alla vera autodeterminazione delle donne e attaccano il movimento di lotta delle donne quando esso è radicale. PER QUESTO RITENIAMO CHE NESSUN PARTITO PRESENTE ALLE ELEZIONI rappresenti le donne e in particolare il movimento delle donne così come si è andato esprimendo dal la manifestazione nazionale del 24 novembre in poi. NE' TANTOMENO VOTEREMO LE "DONNE" CANDIDATE DI QUESTI PARTITI si chiamino Santachè o Livia Turco, queste non solo non RAPPRESENTANO le donne, MA APPARTENGONO ALLA CLASSE DOMINANTE E ALLA CASTA POLITICA, ne fanno gli interessi, ne esprimono le istanze economiche, politiche ideologico-culturali CONTRO LE DONNE. La nostra strada è contro e fuori da tutto questo e dal loro "gioco elettorale". E' la strada del 24 novembre, in cui sono state giustamente e salutarmente cacciate queste parlamentari e ministre sia di ecntrodestra che di centrosinistra e OGGI CON IL NOSTRO RIFIUTO e ANNULLAMENTO DEL VOTO DOBBIAMO CONTINUARE A "CACCIARLE". La marcia del movimento delle donne è appena ricominciata: dal 24 novembre all'assemblea nazionale del 12, alle grandi manifestazioni contro lo Stato di polizia che ha 'violentato' Silvana e il suo diritto di aborto a Napoli, alla due giorni di intenso dibattito/ ricerca/ proposta di Roma, alla invasione nella campagna elettorale con le contestazioni e cacciate di Ferrara, alla nuova manifestazione al Sud che ci siamo impegnate tutte a preparare e al nostro futuro appuntamento di estivo di continuazione della due giorni, che si troverà di fronte al nuovo governo che, al di là di chi lo formerà, sarà comunque ancora più clerico-fascista e più contro le donne di quello di prima. Chi più delle donne che ricevono attacchi su tutti in piani, a 360°, e che per questo i nostri bisogni sono inconciliabili anche con piccole politiche riformiste - che nella sostanza poi si rivelano ugualmente oppressive e repressive (vedi legge contro la vil,lenza sessuale, per es.); chi più del movimento delle donne che ha bisogno di spezzare non una ma tante catene, può e deve puntare a una rivoluzione di massa politica e sociale, ideologico e culturale che abolisca lo stato di cose esistente. Per questo siamo contro anche ogni forma di "conciliazione". Compreso quella espressa in queste elezioni da alcune compagne attive nel movimento femminista e lesbico, che non solo si pongono in contraddizione con lo spirito, la politica e la pratica del 24 novembre, ma poi stanno sviluppando un ragionamento sbagliato e inaccettabile, distinguendo da un lato il movimento delle donne, dal basso, ecc.; e dall'altro la "vera" politica, quella "generale" che tocca tutti i temi e che sarebbe quella che si fa con le elezioni, in parlamento, ecc. Il movimento collettivo intrapreso fa eccome "politica" quando si scontra e mette in discussione questo sistema capitalista e i suoi rappresentanti, quando esprime un altro mondo, un'altra ideologia, altri rapporti tra le persone, e questo nuovo movimento non può essere "conciliato" con l'"opportunità del momento elettorale". Non abbiamo bisogno di avere una voce in più in questo "teatrino della politica". Abbiamo bisogno di dare forza ampiezza e spessore alla nostra lotta e alle nostre parole. Troviamo infine ipocrita e strumentale che alcune che sono sempre pronte alla critica ad "ogni forma di autoritarismo istituzionalizzato (compresi partiti e partitini)" riferendosi, però, soprattutto a forze e istanze organizzate rivoluzionarie, poi sono pronte ad arrampicarsi sugli specchi di argomentazioni speciose per dare credibilità e appoggio alla campagna elettorale in corso a liste di partiti, gruppi e donne che entrano dalla porta di servizio nel mediocre avanspettacolo dell'attuale teatrino della politica. movimento femminista proletario rivoluzionario
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