.: Italia Alternativa :.
.: mercoledì 14 maggio 2008 :.
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| L'INFELICITA' E' UNA CONDIZIONE COLLETTIVA |
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| mercoledì 26 marzo 2008 | ||||||||
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Come non sentirsi lacerare a leggere queste parole? E come non riconoscerci, noi che giorno dopo giorno subiamo nello spirito e nella carne le ferite che il potere ci infligge, in queste parole? Si, l'infelicità e una condizione collettiva. Non fermiamoci alla propria infelicità individuale, occorre andare oltre per cercare il riscatto e la liberazione, occorre sentire che qualsiasi essere umano che soffre e patisce è, non un semplice fratello o compagno di sventura, ma parte di questo corpo collettivo lacerato ed offeso. Questo dobbiamo farlo perché, nel caso specifico, il compagno sta facendo una lotta estrema, una lotta che gli costerà la vita, e quindi sta dando una grande lezione di coraggio: vuole in questo atto estremo rivendicare la sua dignità di essere umano. Quanto di più e più e con più determinazione dobbiamo lottare noi che non stiamo chiusi in una galera a regime EIV, con un male che non conosce scampo. Io mi riconosco nel dolore del compagno Busa, nel suo dolore vedo il dolore di tutta l'umanità. Lo so, compagni, a volte lo strazio è tanto crudele che ci sentiamo impotenti e deboli di fronte a questa ondata di patimento immane; la conta giornaliera dei morti di lavoro, gli esseri umani ridotti solo a merce, donne bambini straziati dalla guerra, dalla fame, dalla miseria in tutto il mondo; e noi, in particolare, che lottiamo contro queste ignominie, con le nostre vite destinate al ruolo di capri espiatori perché i potenti facciano la dolce vita. Si può vacillare, è comprensibile è umano per noi che siamo umani, perché ciascuna individualità ha il suo carico di sofferenze nel corpo e nello spirito Ma la strada per trovare la forza di cambiare lo stato di cose presente è solo una capire che L'INFELICITA' E' UNA CONDIZIONE COLLETTIVA DA CUI SOLO COLLETTIVAMENTE SI PUO' USCIRE. Essere partecipi ad ogni forma di lotta e la sola condizione per uscire dall'infelicità e per giungere alla liberazione. La lotta del compagno Busa è la nostra lotta, come sempre e dovunque un compagno lotta, e perché la sua lotta non sia vana ha bisogno del nostro sostegno e della nostra complice partecipazione. Mobilitiamoci perché gli sia permesso di curasi e stare il più a lungo insieme a noi, noi abbiamo bisogno di lui come lui ha bisogno di noi: è un rapporto paritario. Il compagno Busa deve uscire dalla galera, il compagno Busa deve avere tutte le cure l'amore e l'assistenza cui ha diritto. Se lui perde perdiamo tutti noi. E questo non è tollerabile. Ti abbraccio Mauro e ti saluto a pugno chiuso. vittoria L'avamposto degli incompatibili
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