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5 marzo giornata di lutto e dolore da Molfetta a Genova ai funerali degli operai morti PDF Stampa E-mail
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venerdì 07 marzo 2008
COMUNICATO STAMPA

 

5 marzo giornata di lutto e dolore da Molfetta a Genova ai funerali degli operai morti, chi in una cisterna chi al porto. E mentre Confindustria si “lamenta” e fa ostruzione all’approvazione del Testo Unico e il governo continua a rinviarne l’approvazione in Decreto Legge e i partiti di centrodestra e centrosinistra candidano i “virtuosi” imprenditori, da Calearo a D’Amato, in questo giorno di rabbia e lutto i lavoratori continuano a morire e infortunarsi. E come in una corsa di atletica il “testimone” passa dal Sud al Nord. Il tanto decantato Nord produttivo e la Lombardia e in particolare la Milano candidata all’Expo 2015 ieri hanno “prodotto” : due morti - Alain Gallina operaio 50enne di Ghedi (Brescia) rimasto ferito lunedì e Cesare Cozzi di 39 anni di Cerro Maggiore (Milano) morto a Cerano (Novara) – e 15 infortuni, di cui uno grave, - 1 a Linate; 1 a Cologno Monzese, 1 a Peschiera Borromeo, 1 a Cassano D’Adda (tutti in provincia di Milano), 11 nel capoluogo lombardo.

Alba di un nuovo giorno, 6 marzo, ed ecco arrivare il morto a Milano. Un operaio edile muore nel cantiere alla Fiera di Rho, che già aveva visto morire tanti edili per la sua realizzazione, principalmente immigrati, e che oggi si deve allargare e farsi “bella” per essere al servizio della candidatura all’Expo 2015.

Occorre che i lavoratori, i delegati sindacali, le Associazioni familiari, e tutti quelli che sul territorio si battono contro le morti bianche e per la sicurezza sui luoghi di lavoro, ma non solo, rompano gli indugi ed aderiscano e portino il loro contributo alla Marcia/Carovana che come Rete nazionale sicurezza sui posti di lavoro – Indirizzo e-mail protetto dal bots spam , deve abilitare Javascript per vederlo - abbiamo presentato il 29 febbraio nella sala stampa del Senato a Roma. Al momento per Milano e Bergamo sono previsti  iniziative – Istituto Tumori, Tenaris/Dal mine, Asl – altre se ne possono e devono aggiungere, che spaziano dai presidii agli scioperi, dagli spettacoli teatrali o film alle iniziative nelle scuole, ecc.

In allegato vi mandiamo il comunicato seguito alla presentazione romana.

Referenti della Rete per Milano e Bergamo :

Gaglio Giuseppe, e-mail : Indirizzo e-mail protetto dal bots spam , deve abilitare Javascript per vederlo , tel. 338-7211377

Sebastiano Lamera, e-mail : Indirizzo e-mail protetto dal bots spam , deve abilitare Javascript per vederlo , tel. 335-5244902

6/03/08

 

 

La Rete nazionale per la sicurezza sui posti di lavoro, con una delegazione
di venti rappresentanti di tutte le realtà che l'hanno promossa (vedi Atti
del 26 ottobre '07) e che è cresciuta nei mesi successivi con nuove
adesioni, ha presentato la marcia/carovana che toccherà fabbriche, posti di
lavoro, città nei prossimi mesi e che si vuole concludersi con una
manifestazione nazionale a Roma a metà giugno.

La presentazione si è tenuta nella sala stampa del Senato della Repubblica,
raccogliendo la proposta dell'importante realtà della Rete, il Comitato 5
aprile di Roma, che con molto impegno ne ha curato tutti gli aspetti
organizzativi, con l'ausilio tecnico di Salvatore Bonadonna senatore del
gruppo di Rifondazione Comunista. Si è voluto anche in questo modo dare
risalto e valore alla proposta e valorizzare attraverso essa il ruolo di
operai, delegati e Rls, familiari, organizzazioni sindacali di base,
operatori, artisti, ecc. che stanno sostenendo l'iniziativa, che,
naturalmente, è autonoma da sindacati e partiti ma che richiede il
contributo di chi voglia impegnarsi su questo terreno.

La presentazione è stata fatta da Ernesto Palatrasio dello Slai Cobas per il
sindacato di classe di Taranto, Ciro Argentino Rsu Fiom Thyssenkrupp, Franca
Caliolo dell'Associazione 12 Giugno familiari vittime operai Ilva/appalto
Taranto.

Nella presentazione è stata spiegata la genesi dell'iniziativa e le esigenze
che essa vuole raccogliere e mobilitare: una Rete che unisce per un
movimento permanente e una lotta prolungata innanzitutto dei lavoratori e
dei delegati attivi, che vuole combattere la tendenza alle grandi
mobilitazioni immediate e al silenzio che poi copre queste vicende, come è
stato chiesto a gran voce dagli operai della Thyssen, così come vuole dare
risalto e voce a tutte le realtà di fabbriche e iniziative che sono già
state sepolte e dimenticate, come è stato richiesto dagli operai Ilva e
dalle associazioni familiari.

La marcia non è una 'marcia per la pace', ma è un percorso di guerra sociale
e politica a fronte della quotidiana guerra contro i lavoratori; una guerra
di civiltà che vogliamo combattere per affermare la civiltà del lavoro e dei
lavoratori, contro la inciviltà dello sfruttamento e del profitto.

E' un 'movimento per la vita', a difesa delle condizioni di vita e della
salute dei lavoratori contro la morte in fabbrica sia attraverso gli omicidi
bianchi sia la morte lenta e prolungata delle malattie professionali e dei
sistemi di lavorazioni invalidanti.

La marcia è un sostegno permanente a tutti i coordinamenti, reti che già
lottano da tempo - basti pensare ai Ferrovieri del Conarls - su questo
fronte.

E' anche una carovana perchè parte da iniziative anche piccole per
raccogliere dietro di esse in maniera crescente tutte le forze disponibili
ad unirsi e scendere in campo.

La marcia è, come è stato detto, un working progress e, nella sua
definizione finale, più un puzzle che un giro, perchè da tanti posti di
lavoro e da tante città italiane ognuno ci mette il suo pezzo in unità e
autonomia per riflettere, come risultato finale, un movimento di denuncia,
lotta e ribellione; infatti, nel suo percorso prevede assemblee, scioperi,
manifestazioni, presidi, occupazioni e concerti, teatro, video,
mobilitazione nelle scuole, nelle università, impegno specifico di artisti e
giornalisti nel sostenerla e documentarla.

Sono previste,complessivamente 50 assemblee e 20 luoghi di lavoro e città
simbolo dove si svolgeranno le principali iniziative.

Nell'elenco attuale ci sono la ThyssenKrupp, l'Ilva di Taranto, le fabbriche
di Porto Marghera, i porti di Ravenna e Marghera, l'Istituto tumori di
Milano, la Dalmine di Bergamo, Napoli con due iniziative, la Basilicata con
la Fiat Sata, la Marlane di Praia a Mare in Calabria, i Cantieri Navali a
Palermo, le iniziative dei Ferrovieri, le iniziative in Toscana, nel Veneto,
Brindisi, Manfredonia, ecc.

Nel corso della marcia si parteciperà allo scontro in atto intorno al Testo
Unico sulla sicurezza e si generalizzeranno le esperienze avanzate che
lavoratori, associazioni familiari stanno costruendo e realizzando anche sul
piano dei processi e delle vertenze legali.

Ciro Argentino nel suo intervento come Rsu Fiom della ThyssenKrupp, ha
evidenziato tutta la giustezza dell'iniziativa e disponibilità a svilupparne
un sostegno per evitare che essa venga ristretta e ghettizzata, partendo
dall'ultima morte al porto di Genova ha evidenziato che si continua a morire
come in una guerra e che in questa guerra ci sono più morti che in Irak; che
la legislazione va rivista; che si tratta di uno scontro anche culturale e
che tutti devono fare uno scatto su questo terreno; che c'è bisogno che i
sindacati, sia come fiom che come sindacati di base, tornino ad interloquire
facendosi autocritica; che gli Rls siano veri difensori, esperti; che i
corsi di formazione non devono essere fatti dalle aziende; e che la vicenda
della Thyssen deve servire a tutti i lavoratori italiani, alle loro
famiglie, perchè i riflettori restino accesi. Argentino ha apprezzato la
rapidità della chiusura dell'inchiesta sulla Thyssen e la pesantezza dei
capi di imputazione. Ha valorizzato, infine, l'apporto che c'è stato da
parte di tanti, purchè non diventi un 'circo mediatico'.

Franca Caliolo dell'Associazione 12 Giugno ha rinnovato il "lamento"/denuncia
verso la stampa, le istituzioni; ha espresso tutta la indignazioni perchè i
morti e le realtà non vengono trattati nella stessa maniera "a Taranto si
muore e non c'è neanche il 'circo mediatico'", "Guariniello ha chiuso
l'inchiesta sulla Thyssen in tre mesi; mio marito è morto da circa tre anni
all'Ilva di Taranto e l'inchiesta preliminare non si è ancora chiusa".

I tempi contingentati della permanenza nel Senato - 1 ora - hanno impedito
che tutte le realtà presenti potessero parlare e dicessero forte e chiaro le
ragioni per cui sono nella Rete e stanno lavorando per questa
marcia/carovana, ma la loro voce sarà forte in tutto il percorso della
marcia.

L'ultima parte dell'incontro in Senato è stata riservata alla esposizione di
Augusto Rocchi della Commissione Lavoro, reduce dall'approvazione, appena
avvenuta, della prima parte del T.U. sulla sicurezza che su vari campi porta
un po' più avanti la legislazione: appalti, Rls, inasprimento delle pene,
ecc., ma che proprio per questo viene, in queste ore, contrastata
attivamente dalla confindustria capeggiata dalla Fiat che ne boicotta
l'approvazione.

La rappresentanza della Rete con un O.d.G. fa appello a contrastare l'azione
della Confindustria su questo tema, pur sapendo che i lavoratori e la lotta
su questo fronte richiedono che le leggi vengano poi realmente applicate e
che su alcuni punti si vada oltre l'attuale stesura, ben sapendo che questo
dipende essenzialmente dai rapporti di forza.

La Rete e la marcia ora partono. E' importante che si allarghino in
partecipazione e iniziative.

Alcune iniziative sono in corso sin da questi giorni. Segnaliamo, tra le
principali.

la presentazione della marcia a Torino, le iniziative del 13 marzo a Ravenna
e la grossa iniziativa a Roma del 15 marzo.

Roma 29.2.2008


RETE NAZIONALE PER LA SICUREZZA SUI POSTI DI LAVORO

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