.: Italia Alternativa :.
.: venerdì 16 maggio 2008 :.
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| 8 marzo |
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| lunedì 03 marzo 2008 | ||||||||
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Quello che segue, in coda, è il comunicato/appello proposto nell'assemblea generale di domenica 24 dalla compagna di Taranto del Movimento Femminista Proletario Rivoluzionario (MFPR) sull'8 marzo e sulla denuncia dell'operazione di cgil, cisl, uil di indizione di una manifestazione nazionale. Quest'ultima parte, parzialmente recepita nel comunicato finale, raccoglieva anche stralci della denuncia di cgil, cisl, uil fatta da Emergenza Femminista di Bologna e interventi che su questa questione ci sono stati nella stessa assemblea trovando il consenso e l'appoggio della stragrande maggioranza. La lettera della Camusso - arrivata dopo la 2 giorni e il suo comunicato finale - a difesa d'ufficio della manifestazione di cgil, cisl, uil, è oggettivamente una provocazione, che tenta pietosamente, di rifare anche questa volta l'operazione, non riuscita, del dopo gennaio '06, con cui cercò di deviare il movimento delle donne in senso istituzionale ed elettoralista. Non si tratta, quindi, di una posizione "sbagliata", ma dello stesso segno della presenza strumentale delle parlamentari e ministre alla manifestazione del 24, e come tale va trattata. L'operazione per l'8 marzo di cgil, cisl e uil, è da denunciare non solo per il tentativo di mettere anch'essi un cappello sulla lotta e l'autodeterminazione del nuovo movimento delle donne, attraverso anche una riaffermazione della delega a loro, alla via della trattativa, delle leggi, delle (contro)riforme, contrapposte alla lotta, alla ribellione e al protagonismo delle lavoratrici e delle donne in genere; ma soprattutto per contenuti, da un lato falsi ed ipocriti - non si può nel volantino di indizione della manifestazione denunciare la condizione di immiserimento, precarietà, peggioramento delle condizioni di vita, ecc. delle donne, quando sono proprio queste OO.SS. che con la loro linea, con i loro accordi nazionali e aziendali, con la loro filosofia politica da sindacato-istituzionale e concertativo, permettono tutto questo - dall'altro (come scrivono nel loro testo "Non vi può essere sviluppo sostenibile e crescita economica senza l'apporto fondamentale delle donne, del nostro lavoro, della nostra creatività, dei nostri saperi e talenti") a difesa di questo sistema sociale capitalista fonte di doppio sfruttamento, oppressione, violenza, a cui si vuole subordinare la lotta delle donne, per "migliorarlo", invece che rovesciarlo affinchè tutta la vita delle donne possa cambiare! In questo senso è giustissimo denunciare l'operazione elettorale che sta dietro a questa indizione, come dietro la reazione della Camusso che finora non era mai "uscita dal silenzio" - di fatto con l'elezioni il messaggio che le "anime belle" vogliono dare è: ora, la parola passi ai "grandi", ai sindacati confederali, ai partiti parlamentari. E' la radicalità del nuovo movimento femminista e lesbico, è la ribellione, la protesta in mille forme grandi e piccole, quotidiane, delle donne più sfruttate e oppresse, dalle lavoratrici di Taranto dell'estate scorsa alla rivolta delle donne della Campania di quest'inverno "sporco", che si cerca di frenare o di ammorbidire e conciliare; è la irriducibilità della condizione generale delle donne ad ogni soluzione riformista/di aggiustamento al massimo di qualcosa per lasciare inalterata la sostanza di questo sistema di classe e di genere, che fa paura e si vuole deviare. E in questo le elezioni sono una "brutta bestia", in cui anche alcune organizzazioni di donne più "a sinistra", subiscono il fascino discreto delle elezioni, vogliono rendere realista e ragionevole la lotta delle donne. A coloro, soprattutto in buona, ma alcune anche in cattiva, fede, che si preoccupano che questa critica, denuncia della manifestazione di cgil, cisl e uil possa dividerci da parti di lavoratrici e iscritte a questi sindacati, diciamo di non preoccuparsi, perchè appena le lavoratrici che lottano, le delegate che ragionano con la propria testa e cuore, parlano, non possono che rendere molto più viva, più concreta questa denuncia, fatta di mille azioni, di mille politiche quotidiane. Nella rivolta di Taranto, che ha visto scendere in piazza migliaia di lavoratrici, le donne hanno trovato contro le loro richieste di lavoro e salario vero non solo i rappresentanti delle istituzioni, del governo, i padroni delle ditte, ma anche i segretari di cgil, cisl, uil che dicevano: "ebbene sì, le lavoratrici sono difficilmente ricollocabili e quindi accettate come male minore la mobilità...". IL COMUNICATO PROPOSTO ALL'ASSEMBLEA DI DOMENICA 24 FEB. "L'assemblea nazionale del 23/24 lancia un appello a tutto il movimento femminista e lesbico sceso in piazza in questi mesi e a tutte le donne: L'8 MARZO COSTRUIAMO IN OGNI CITTA', IN OGNI POSTO UNA MOBILITAZIONE FORTE, ARTICOLATA, AUTORGANIZZATA. Chiamiamo tutte le donne a scendere in piazza, a realizzare iniziative di lotta, compresi anche scioperi in tutti i posti di lavoro e di vita, contro tutti gli attacchi e i ruoli oppressivi impostici. Riprendendo le parole d'ordine con cui abbiamo manifestato il 24 nov. e il 14 feb. L'8 marzo lottiamo: contro la violenza maschilista e la violenza inj generale di questo sistema sulle donne; contro le politiche securitarie e razziste; per la difesa del diritto d'aborto - giù le mani dal corpo delle donne; contro le politiche oscurantiste - decidono solo le donne. L'assemblea nel riaffermare l'autodeterminazione delle donne e nel rivendicare la cacciata di ministre e parlamentari del 24, ribadisce che nessun partito parlamentare, nessun sindacato può mettere il proprio cappello per deviare la lotta delle donne. In questo senso denunciamo che l'indizione di una manifestazione nazionale a Roma per l'8 marzo da parte dei segretari di cgil, cisl, uil rappresenta una strumentalizzazione contro la lotta delle donne. Negli ultimi decenni, cgil, cisl, uil non hanno fatto nulla per contrastare la discriminazione delle donne nel mercato del lavoro, nei CCNL il salario e i diritti delle donne, invece di essere difesi, sono peggiorati; con l'accordo sul welfare del 23 luglio 07 i sindacato confederali hanno avallato un ennesimo attacco alle condizioni di vita di milioni di lavoratrici e lavoratori, allargando ulteriormente la precarietà che colpisce soprattutto le donne. Non solo, la Cisl di Pezzotta nel 2007 ha promosso il family day. Il tentativo di recuperare credibilità sociale in questo periodo da parte sindacale ma anche di esponenti di partiti parlamentari appare tanto più sgradevole e odioso per il tentativo di utilizzo anche in senso elettorale della lotta delle donne. Per questo, invitiamo tutte le donne a dar vita a manifestazioni autonome per l'8 marzo in tutte le città d'Italia e a disertare la parata romana di cgil, cisl, uil.". Margherita di TARANTO del MOVIMENTO FEMMINISTA PROLETARIO RIVOLUZIONARIO Indirizzo e-mail protetto dal bots spam , deve abilitare Javascript per vederlo - 3475301704. TA. 2.3.08
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