.: Italia Alternativa :.
.: sabato 05 luglio 2008 :.
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| Così si muore (Sulle bombe di Londra) |
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| lunedì 25 luglio 2005 | ||||||||
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COSI' SI MUORE Le terribili bombe esplose a Londra dimostrano una cosa sola: il terrore che gli Stati e i capitalisti occidentali spargono in ogni angolo del mondo sta tornando indietro. I morti di Londra - indiscriminati come i morti di tutte le guerre - hanno portato in Europa un pezzo di Baghdad, di Jenin, di Kabul. Assieme alla merce, alla tecnologia, alla miseria, si globalizza anche la paura. Non avendo voluto o saputo dissociarsi praticamente dai propri governi esportatori di bombe e di massacri, le popolazioni si espongono a cieche e odiose rappresaglie. "La guerra è anche qui" non è più un semplice avvertimento antimilitarista. È una verità fredda come un cadavere. "La prossima volta toccherà all'Italia" - si ripete ormai con insistenza. Può essere. E tutti sanno - per primi i vari rappresentanti dei Ministeri della Paura e della Propaganda - che è impossibile impedire simili gesti con i dispositivi polizieschi, fossero pure i più imponenti e sofisticati del mondo. Colpire a caso una popolazione è il gesto militare più imprevedibile e più facile. Facile come l'accecamento e la disperazione da cui proviene. L'isteria securitaria serve solo a rafforzare il controllo sociale ai danni dei dissidenti e degli immigrati. Una società blindata non tollera alcuna critica e giustifica ogni repressione. Non a caso sono aumentate le espulsioni di stranieri privi di documenti. Non a caso sono in preparazione leggi speciali "antiterrorismo" che stritoleranno le già magre libertà individuali. La nozione di "terrorismo", del resto, è così opportunamente generica da ricoprire ormai ogni forma di opposizione sociale. Non a caso, subito dopo le bombe londinesi, la falsificazione mediatica si è spinta fino ad ipotizzare una "matrice anarchica" dietro la strage. Eh no, servi vestiti da giornalisti, canaglie vestite da ministri, la sola violenza che gli anarchici accettano è quella contro gli oppressori. Colpire nel mucchio, massacrare gente qualsiasi è una pratica che appartiene unicamente agli Stati e ai loro concorrenti. I morti di Londra per noi si uniscono a quelli d'Iraq, d'Afghanistan, di Palestina. Sono il prezzo che questa società basata sul profitto e sulla guerra vuole farci pagare. Sono uno spietato atto d'accusa contro la nostra indifferenza. Non ci uniremo all'ipocrisia di chi piange i morti europei mentre applaude le devastazioni in Medio Oriente. I responsabili maggiori delle bombe londinesi sono i governi occidentali, quello inglese in testa. Quali sono, infatti, i tanto sbandierati "valori occidentale"? In nome della pace e dell'umanità sono stati sterminati - dal 1991 ad oggi - un milione e mezzo di iracheni. Il fine giustifica i mezzi: non è forse questa la morale? Dopo le bombe di Madrid, il governo spagnolo ha ritirato le truppe dall' Iraq. Il fine giustifica i mezzi. La logica è la stessa. Che il dolore si faccia coscienza, perché è troppo tardi per le lezioni di educazione civica impartite a chi è gonfio di odio e di lutti. Che la coscienza diventi ostinato rifiuto di continuare così. Perché così si muore. (trato da Adesso - Foglio di critica sociale - Rovereto, 10 luglio 2005 - Numero 21)
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