.: Italia Alternativa :.
.: Friday 10 October 2008 :.
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| lo stato di polizia contro la lotta |
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| Wednesday 20 February 2008 | ||||||||
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l'ennesima carica poliziesca contro chi lotta contro le discariche mostra il volto unitario dello stato e suoi governi rappresentato da De Gennaro quella che segue è una nota di 'proletari comunisti' nuovo in via di realizzazione su cui sono previste due pagine sulla lotta a Napoli Rivolta popolare contro i veleni del sistema capitalistico L'intreccio criminale di politici e governi di qualunque colore, imprenditori del nord e del sud, con i loro carichi di rifiuti tossici e nucleari da scaricare in terreni demaniali e privati, aiutati dalle istituzioni che non li hanno bloccati e aiutati anche dai clan camorristi che hanno corrotto i contadini e smaltito i rifiuti pericolosi in discariche “legali” che avrebbero dovuto contenere solo rifiuti non tossici e in discariche abusive, tutto questo ha prodotto l'emergenza-rifiuti, facendo diventare la Campania e tutto il Meridione un'enorme bomba ecologica che aspettava solo di essere fatta brillare. Una grandiosa rivolta popolare ne ha svelato le trame e non è più disposta a subire i veleni dello smaltimento dei rifiuti. Sono inaccettabili 30 anni di esalazioni, i reparti di chemioterapia affollatissimi e i bambini nati malformati o malati di leucemia, gli animali morti nei campi e gli alimenti contaminati per la presenza di enormi quantità di rifiuti, smaltiti o da smaltire. Una rivolta che è cresciuta fino ad impedire l'ennesima proposta istituzionale del solito commissario straordinario a nomina governativa, facendo dimettere il boia di Genova, De Gennaro, e impedendo la costruzione di discariche e inceneritori cancerogeni. Pensavano che bastasse ancora una volta il manganello contro la popolazione le stesse forze della repressione che invece non si sono mai sognati di bloccare i tir col carico di sostanze nucleari e nocive diretti al sud. Ma come si è arrivati a questa emergenza? Mentre la quantità di rifiuti prodotta è aumentata sempre di più (oggi è di 485 Kg per abitante all'anno, per un totale di 2,8 milioni di tonnellate), già negli anni 70/80 al centro nord la soluzione è stata la raccolta differenziata, mentre in Campania è partita dalla metà degli anni 90 e, a tutt'oggi, è sotto il 10% (la legge stabilisce che si doveva riciclare almeno il 35% e alcune regioni sono ormai sul 40-50%). I governi regionali di ogni colore sono andati avanti nel totale disprezzo della salute delle popolazioni, non rispettando la legge nazionale che indica che bisogna privilegiare la riduzione dei rifiuti, la raccolta differenziata, il recupero, il riciclaggio ed il compostaggio. Senza intaccare il sistema criminale dei Consorzi pubblici-privati di politici, padroni e camorristi capaci di trasformare l’immondizia “in azioni societarie, capitali, squadre di calcio, palazzi, flussi finanziari, imprese, voti. E dall'emergenza non si vuole e non si po' uscire perché è uno dei momenti in cui si guadagna di più”, denuncia lo scrittore Saviano. 8 commissari straordinari dal '94 ad oggi hanno fallito, impedendo l'avvio della raccolta differenziata: da Bassolino, a Catenacci, a Bertolaso, a Pansa, a Cimmino fino a De Gennaro, senza tenere nemmeno in conto le deliberazioni dei vari consigli comunali, hanno incentivato l'utilizzo dei termovalorizzatori, presentati come soluzione inevitabile per lo smaltimento di rifiuti civili ed industriali. Questi hanno bisogno di funzionare a ciclo continuo ed a pieno regime di utilizzo per essere convenienti dal punto di vista economico, dati gli enormi costi di progettazione, di realizzazione e di gestione. E, quindi, convenienti soprattutto alla aziende come la Montefibre di Acerra che ha avvelenato il suolo e gli animali. L'altro provvedimento è stato l'apertura di vecchie discariche già sequestrate dalla magistratura perchè contenevano rifiuti tossici smaltiti illegalmente dalla camorra. Ma senza nemmeno dimenticare che il proprietario de “l’Ecocampania”, azienda per la raccolta di rifiuti in odor di camorra, è stato il presidente della Commissione Affari Regionali della Regione Campania! La giunta regionale di destra (Rastrelli nel 97) ha varato un piano che prevedeva 7 impianti CDR (Combustibile Derivante dai Rifiuti, separano la parte bruciabile dei rifiuti) e 2 enormi inceneritori capaci di bruciare tutta la spazzatura della Campania. La giunta regionale Losco ha affidato la costruzione degli inceneritori e degli impianti CDR alla FIBE (gruppo FIAT) per i costi vantaggiosi e i tempi brevi di realizzazione (1 anno). Bassolino ha utilizzato le ingenti risorse economiche per la Campania per costruire i 7 impianti CDR ed il termovalorizzatore di Acerra, di vecchio tipo e 5 volte più grande dei normali inceneritori che le popolazioni locali hanno cercato di bloccare. Gli impianti CDR, invece di produrre il combustibile e FOS (Frazione Organica Stabilizzata) hanno prodotto da una parte milioni di ecoballe non bruciabili perchè contenenti rifiuti putrescibili, dall'altra migliaia di materiale organico non stabilizzato putrescibile che si è accumulato presso gli impianti e i siti di stoccaggio "provvisorio" di Giuliano, nella località Taverna del Re. Inoltre sono state pagate profumatamente consulenze "amiche" e non sono stati costruiti gli impianti di compostaggio per la trasformazione dei rifiuti organici in concime. Nel maggio scorso, dopo il primo decreto del commissario Bertolaso, i cittadini di Serre, nel salernitano, si erano ribellati alla creazione di una maxidiscarica e la risposta del governo è stato il manganello. La loro rivolta riuscì a strappare solo una diminuzione dei volumi di scarico dei rifiuti in un'altra zona del comune. Contro la resistenza popolare alla nocività dei padroni e politici si sono scatenate le selvagge cariche poliziesche il 29 agosto 2004 ad Acerra per l'opposizione al più grande inceneritore in Europa, poi a Campagna, Montecorvino Rovella, Parapoti e altre decine di località, fino alla tragica morte per assideramento nel febbraio 2005 di Carmine Iorio che partecipava al blocco della Salerno-Reggio Calabria, contro cui il governo aveva pensato bene di mandare così tanta polizia senza nemmeno predisporre delle ambulanze per il soccorso. Ma la rivolta popolare non è stata domata: la popolazione di Pianura aspettava il suo turno.
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