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Tuesday 22 January 2008
STRANE DIMENTICANZE

Sul "manifesto" del 18 gennaio, a pagina 9, appare una
inserzione pubblicitaria - firmata dal Comitato Promotore
dei referendum contro la precarietà e per la democrazia
sindacale - nella quale si rendono note due assemblee
pubbliche, per la costruzione dei Comitati Promotori
Territoriali, che si terranno contemporaneamente il giorno
26 gennaio a Roma e a Milano.
L'incipit della manchette è di quelle che fanno ben
sperare: "Basta Precarietà" è il titolo, sostenuto da un
sommario che recita: "Referendum contro la precarietà e per
la democrazia sindacale".
Il dettaglio dell'iniziativa è affidato a quelle poche
righe di spiegazione che seguono, che contengono le
finalità dichiarate dai proponenti: abrogazione della legge
30 (la famigerata legge Biagi), abolizione parziale della
legge 638 sui contratti a termine, modifica parziale
dell'articolo 19 dello Statuto dei Lavoratori per ampliare
la democrazia in ambito sindacale.
A queste poche righe seguono i nomi dei primi firmatari dei
referendum in questione, e scorrendoli non si può non
notare una 'stranezza': la presenza di nomi della falsa
sinistra istituzionale e sindacale; non ci si dovrebbe
meravigliare, visto che si tratta di tematiche legate al
mondo del lavoro, che a parole - e solamente in questo
modo - questi signori sono impegnatissimi a salvaguardare
dagli attacchi padronali e della destra (sia essa quella
moderata, radicale o fascista poco o nulla cambia), ma
quello che ci stupisce è come questi personaggi si siano
già dimenticati di avere avallato (tutti, compresi i
rifondaroli) l'infame "pacchetto Treu", vero progenitore
dell'ignobile legge Biagi e di tutte quelle ad essa
correlate.
In effetti però, a ben vedere, forse sbagliamo e lo
rammentano benissimo, tant'è che nell'appello non viene
menzionata affatto la richiesta di una sua abrogazione,
neppure parziale: in questo caso non si capisce l'utilità
dei quesiti proposti - visto che resta in piedi,
invariata, "la madre di tutte le precarizzazioni" - se non
quella di porgere una ciambella di salvataggio ad una falsa
sinistra in modo che possa salvarsi la coscienza nei
confronti dei proletari e poter così continuare ad
ingannarli ed avere i loro voti alle elezioni, cosa
quest'ultima che è la sola che interessa a questi signori.

Torino, 18 gennaio 2008
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