.: Italia Alternativa :.
.: Thursday 16 October 2008 :.
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| nota da torino |
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| Tuesday 22 January 2008 | ||||||||
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STRANE DIMENTICANZE Sul "manifesto" del 18 gennaio, a pagina 9, appare una inserzione pubblicitaria - firmata dal Comitato Promotore dei referendum contro la precarietà e per la democrazia sindacale - nella quale si rendono note due assemblee pubbliche, per la costruzione dei Comitati Promotori Territoriali, che si terranno contemporaneamente il giorno 26 gennaio a Roma e a Milano. L'incipit della manchette è di quelle che fanno ben sperare: "Basta Precarietà" è il titolo, sostenuto da un sommario che recita: "Referendum contro la precarietà e per la democrazia sindacale". Il dettaglio dell'iniziativa è affidato a quelle poche righe di spiegazione che seguono, che contengono le finalità dichiarate dai proponenti: abrogazione della legge 30 (la famigerata legge Biagi), abolizione parziale della legge 638 sui contratti a termine, modifica parziale dell'articolo 19 dello Statuto dei Lavoratori per ampliare la democrazia in ambito sindacale. A queste poche righe seguono i nomi dei primi firmatari dei referendum in questione, e scorrendoli non si può non notare una 'stranezza': la presenza di nomi della falsa sinistra istituzionale e sindacale; non ci si dovrebbe meravigliare, visto che si tratta di tematiche legate al mondo del lavoro, che a parole - e solamente in questo modo - questi signori sono impegnatissimi a salvaguardare dagli attacchi padronali e della destra (sia essa quella moderata, radicale o fascista poco o nulla cambia), ma quello che ci stupisce è come questi personaggi si siano già dimenticati di avere avallato (tutti, compresi i rifondaroli) l'infame "pacchetto Treu", vero progenitore dell'ignobile legge Biagi e di tutte quelle ad essa correlate. In effetti però, a ben vedere, forse sbagliamo e lo rammentano benissimo, tant'è che nell'appello non viene menzionata affatto la richiesta di una sua abrogazione, neppure parziale: in questo caso non si capisce l'utilità dei quesiti proposti - visto che resta in piedi, invariata, "la madre di tutte le precarizzazioni" - se non quella di porgere una ciambella di salvataggio ad una falsa sinistra in modo che possa salvarsi la coscienza nei confronti dei proletari e poter così continuare ad ingannarli ed avere i loro voti alle elezioni, cosa quest'ultima che è la sola che interessa a questi signori. Torino, 18 gennaio 2008
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