.: Italia Alternativa :.
.: Thursday 04 December 2008 :.
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| da torino |
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| Friday 07 December 2007 | ||||||||
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LA GUERRA DEI PADRONI CONTINUA
Torino, giovedì 6 dicembre ore 01:00: in corso Regina Margherita - più precisamente all'interno dello stabilimento "Thyssenkrupp Acciai Speciali Terni" - avviene un incidente, l'ennesimo atto della guerra, non dichiarata, dei padroni contro gli operai. Il bilancio è pesantissimo: un morto - un operaio quasi completamente carbonizzato - e otto feriti, di cui sei gravi; come si dice in questi casi la dinamica di questa nuova strage è ancora da accertare, anche se - dalle prime testimonianze raccolte - pare che vi sia stata una violentissima esplosione all'interno di un locale contenente idrogeno liquido. La Thyssenkrupp è il colosso multinazionale dell'acciaio inossidabile, con sede in Germania e stabilimenti in tutta Europa e non solo; in Italia è presente in due siti: Torino e Terni. Quello di Torino nasce nel 1950 come Fiat Ferriere e si dedica alla produzione alla produzione di acciaio al carbonio; successivamente, con l'acquisizione da parte della multinazionale tedesca, viene convertito alla produzione di acciaio inossidabile che attualmente ammonta, tra caldo e freddo, a circa 400 mila tonnellate all'anno. L'azienda dice di se stessa che <si qualifica per le innovazioni tecnologiche e produttive, per il rigoroso controllo della qualità che garantisce un elevato livello dell'intera produzione, per l'accurata assistenza tecnica alla clientela, per il volume e l'estensione degli scambi commerciali>. Tutto molto bello ed interessante per i loro clienti: peccato solo che tutta questa alta affidabilità non sia affatto diretta anche alla sicurezza sul lavoro, come è ampiamente e tragicamente dimostrato da questo omicidio bianco. Ma in fondo, forse hanno ragione lorsignori a fregarsene della vita dei lavoratori, se è vero che chi lotta per migliorare le condizioni degli operai viene accusato di "associazione a delinquere finalizzata al terrorismo" dalla procura di Potenza mentre dalle istituzioni arriva solo un assordante silenzio, che assomiglia tanto ad un assenso alla criminalizzazione dei compagni dello SLAI Cobas per il Sindacato di Classe per il semplice motivo di fare il proprio dovere di sindacato e cercare di difendere i diritti dei lavoratori. Torino, 06 dicembre 2007
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