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Replica allo Slai Cobas di Taranto |
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mercoledì 05 dicembre 2007 |
I dirigenti dello Slai cobas per il sindacato di classe di Taranto riescono in un colpo solo a darci due limpidi esempi di banditismo politico.
Il primo esempio riguarda la questione della paternità dell'appello per la manifestazione, indetta da questo sindacato, per il 1° dicembre a Melfi, appello che sta girando su internet. Come si può inequivocabilmente vedere dalla mail inviata dallo Slai cobas per il sindacato di classe a Reddito Lavoro, che inoltro in coda a questo testo, tale sindacato ha inviato messaggi in cui si sostiene esplicitamente che l'appello era stato stilato anche da "i lavoratori inquisiti e licenziati/sospesi della FIAT SATA di Melfi (Pz)". E' questa una notizia palesemente falsa, come ammettono nell'indignata replica al comunicato stampa di Auria e Ferrentino gli stessi tarantini. Ma allora, perché l'hanno diffusa loro stessi? Lo scopo è evidente: tirare per i capelli dentro la scadenza gli stessi operai licenziati, costringerli a dare la propria adesione ad una iniziativa da loro non condivisa. E' il classico modo strumentale con cui la piccola borghesia chiacchierona tratta gli operai.
Il secondo esempio riguarda, ovviamente, la risposta che questo sindacato ha dato al comunicato stampa di Auria e Ferrentino. Non potendo negare la legittimità della precisazione che i due operai licenziati hanno fatto e cioè che in nessun modo sono coautori dell'appello, hanno preferito imbrogliare le carte, facendo credere che i due operai licenziati avessero semplicemente sostenuto nel comunicato di essere venuti a conoscenza da Reddito Lavoro dell'esistenza dell'appello e non del fatto esecrabile che nel comunicato di pubblicizzazione di questo appello lo stesso Slai cobas per il sindacato di classe sosteneva che proprio questi operai avevano stilato insieme a loro l'appello. Questa piccola furbizia può certo ingannare gli ingenui, ma non può avere vita lunga. Le dichiarazioni fatte da Auria e Ferrentino inchiodano i dirigenti dello Slai cobas per il sindacato di classe alle loro responsabilità.
Per quanto riguarda le ingiurie volgari rivolte a "Operai Contro", esse sono un ennesimo esempio del livore con cui la piccola borghesia tratta gli operai. Del resto, cosa ci si può aspettare da chi, come da noi dimostrato, ha mentito così spudoratamente?
Milano, 01/12/07 Per l'Associazione per la Liberazione degli Operai
Pozzi Giancarlo
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