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Taranto: ilva fiat sata PDF Stampa E-mail
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mercoledì 20 luglio 2005
 ilva   dobbiamo portare la vertenza a livello nazionale e dobbiamo bloccare
realmente la fabbrica se vogliamo far rientrare i licenziamenti
lo slai cobas invita tutte le oo.SS e tutti i lavoratori a fermare la
fabbrica venerdì 22 - se i licenziamenti non sono rientrati


una rappresentanza ilva e provinciale dello slai Cobas venerdì 15 luglio al
Convegno operaio nazionale che si tiene alla Fiat di
Melfi (presso centro sociale di Rionero ore 9-14) dove porterà la
denuncia di  questi licenziamenti, chiamand oalla solidarietà e
mobilitazione gli operai della fabbrica dei 21 giorni, che si sono ribellati
a un clima di sfruttamento e repressione simile, con l¹aggiunta del pericolo
di morte, a quello che c¹è all¹Ilva.
A questo convegno decideremo iniziative a livello nazionale
e a taranto se questi licenziamenti dovessere andare avanti


Questi licenziamenti non devono avere assolutamente seguito, è un
atto di intimidazione contro tutti i lavoratori, contro tutti i delegati
sindacali, contro tutti coloro che vogliono fare realmente sindacato
all¹Ilva.
Per questo non condividiamo la posizione assunta da fim/uilm che si sono ben
guardati di acconsentire a iniziative di lotta per far rientrare i
licenziamenti
troviamo scandaloso che Riva faccia sapere la sua posizione attraverso il
ventriloquo walter Scotti ribadendo il suo no e nello stesso tempo giocando
scialcallescamente sulla promessa di nuove assunzioni



Noi sosteniamo che sui problemi della sicurezza dobbiamo usare
l¹art. 14 della L. 626 che stabilisce in maniera inequivocabile che i
lavoratori hanno il diritto individuale e collettivo di fermarsi ed
allontanarsi da situazioni di pericolo e che quindi non c'é e non c'era
bisogno di nessun preavviso
Anzi riteniamo che ora più che mai questo si deve fare in tutti
repartii indipendemente dalla tessera sindacalme e gli operai all¹Ilva, a
qualsiasi sindacato appartengono; e le segreterie sindacali hanno il dovere
di dare copertura senza condizione a questo legittimo comportamento.

L'altra questione é che gli scioperi bisogna farli con il consenso e la
partecipazione dei lavoratori e non imporli a volte in maniera arrogante,
con spirito settario, considerando i lavoratori come una massa di pecoroni
come avviene per opere dei confederali- fiom compresa
All'ilva ci vuole l'autorganizzazione operaia alla base nello slai cobas
senza questo non si riesce a lottare per vincere
All'ilva bisogna fare come a melfi: democrazia, partecipazione, blocchi
fino a soluzione dei problemi



peçr partecipare al convegno tel. 347_5301704 099_4792086 Indirizzo e-mail protetto dal bots spam , deve abilitare Javascript per vederlo

slai cobas ilva taranto
via rintone 22 ta telefax 099_4792086 347_5301704
Indirizzo e-mail protetto dal bots spam , deve abilitare Javascript per vederlo

volantino diffuso all'ilva oggi







ILVA - TARANTO

Scioperare per la sicurezza è giusto, necessario e legittimo!
Ritiro immediato delle minacce di licenziamento verso delegati e operai
Acciaierie - Ilva di Taranto.

Venerdì 8 luglio 7 operai e 2 delegati Rsu Fiom, hanno ricevuto dall¹Ilva
lettere di contestazione annuncianti provvedimenti di licenziamento.
2 giorni prima questi operai e delegati che lavorano nell¹Acciaieria 1
avevano giustamente scioperato di fronte al fatto che, nonostante denunce e
recenti incidenti gravi e infortuni per esplosioni alla caldaia
dell¹impianto di raffreddamento del convertitore 1, l¹azienda, a fronte di
un¹ennesima perdita di acqua alla caldaia, che se a contatto con la ghisa
liquida avrebbe potuto provocare altre violente esplosioni, non ha voluto
arrestare gli impianti, mettendo nuovamente a rischio la salute e la vita
degli operai che vi lavorano.
Che questi delegati e operai avessero pienamente ragione è dimostrato anche
dal sequestro dell¹impianto fatto subito dopo dagli ispettori dell¹Asl, che
ha dichiarato il Convertitore 1 a rischio.

Lo Slai Cobas esprime la massima solidarietà ai delegati e lavoratori,
minacciati di licenziamento. E¹ assurdo e inaudito che ora l¹azienda cerchi
pretesti per liberarsi di delegati scomodi e di operai che alzano la testa.
Questa minaccia di licenziamenti non deve avere assolutamente seguito, è un
atto di intimidazione contro tutti i lavoratori, contro tutti i delegati
sindacali, contro tutti coloro che vogliono fare realmente sindacato
all¹Ilva.

L¹art. 14 della L. 626 stabilisce in maniera inequivocabile che i lavoratori
hanno il diritto individuale e collettivo di fermarsi ed allontanarsi da
situazioni di pericolo. Questo è quello che è stato fatto.
Questo è quello che da tempo lo slai cobas dice che devono fare tutti i
delegati e gli operai all¹Ilva, a qualsiasi sindacato appartengono; e le
segreterie sindacali hanno il dovere di dare copertura senza condizione a
questo legittimo comportamento.
E¹ l¹azienda che è fuori legge e facendo così si assume la responsabilità in
prima persona della catena di esplosioni, infortuni gravi e morti che si
sono susseguiti senza soluzione di continuità in questi mesi e per i quali
giustamente deve rispondere in fabbrica e in Tribunale.

Per questo siamo per la piena partecipazione alle iniziative sindacali
promosse dalla Fiom sulla questione. Non è un problema di sigle sindacali,
ma di interesse generale dei lavoratori.
Noi che siamo per l¹autorganizzazione operaia nei cobas in fabbrica, per la
tutela rigida delle condizioni di sicurezza, per le quali non abbiamo mai
risparmiato critiche a delegati e organizzazioni sindacali poco attive sul
tema, ci sentiamo colpiti in prima persona e diciamo chiaro che questo
attacco non deve passare, nè passerà!

Siamo perchè tutte le forze sociali e politiche e le istituzioni si
schierino dalla parte dei lavoratori su un problema concreto ma esemplare
della situazione effettiva in Ilva. In particolare il Presidente della
Regione Puglia, Vendola, non può dare credito e avalli ai comportamenti e
alle dichiarazioni fatte da Riva, nel vertice tenuto negli stessi giorni in
Regione, in materia di sicurezza, ambiente e tutela dei diritti dei
lavoratori in fabbrica, il padron Riva che con la solita arroganza che lo
caratterizza ha giustificato la situazione di grave rischio vita e salute
dicendo che l¹Ilva è come una città con 20 mila abitanti in cui ³ad una
massaia può capitare di farsi male mentre taglia le patate². Vendola è
tenuto a prendere immediata posizione e a mettere in discussione il ŒPatto
d¹intesa¹, ora anche per queste minacce di licenziamento.

Il piano industriale di Riva ha fatto una bella presentazione... Vuol dire
che per i prossimi anni la proposta è sempre: più produzione in ogni
condizione, più profitti, a scapito della salute, delle condizioni di lavoro
e dei diritti dei lavoratori. Si vogliono colpire i giovani operai, creare
un clima di paura e di terrore che non può essere accettato. La dignità, i
diritti e la salute dei lavoratori viene prima di ogni cosa, si lavora per
vivere e non per morire.


Invitiamo i delegati e i lavoratori dell¹Ilva colpiti, così come ogni
delegato e operaio di altre fabbriche e posti di lavoro, a portare
direttamente al Convegno la propria voce e la propria lotta.

SLAI COBAS per il sindacato di classe
ILVA TARANTO

Taranto v. Rintone, 22 - T/F 0994792086 - 3475301704 Indirizzo e-mail protetto dal bots spam , deve abilitare Javascript per vederlo



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