.: Italia Alternativa :.
.: Thursday 04 December 2008 :.
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| incidente ferrovie nord |
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| Monday 15 October 2007 | ||||||||
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IL 10 OTTOBRE E' MORTO TRAGICAMENTE ROBERTO MORONI, UN CAPOTRENO DELLE FERROVIE NORD. E' morto cadendo a terra alle 7 di mattina, battendo la testa su una traversina nel tentativo di salire a bordo dopo aver chiuso le porte di un doppio Taf che scortava da solo come prevedono le snelle norme concesse alle Ferrovie Nord in dispregio della sicurezza di ferrovieri ed utenti. E' morto a 37 anni, da solo, avendo come unico testimone l'occhio indifferente di una moderna telecamera, strumento che secondo politica, sindacato e azienda, è evidentemente in grado di sostituire il personale ferroviario. E' morto non perché senza esperienza ma perché nell'attimo in cui doveva decidere tra il restare a terra causando un disservizio o tentare un'azione rischiosa per evitarlo, non ha potuto considerare tutti gli elementi a lui necessari, in un'attività considerata "particolarmente rischiosa" anche dall'Avvocatura di Stato. E' morto perché alle Ferrovie Nord, le sanzioni disciplinari che fioccano per ogni presunta minima mancanza hanno creato un clima di tensione in chi è preposto alla sicurezza pubblica rendendo forse più sopportabile il rischio di salire al volo rispetto a quello di subire una sanzione disciplinare. E' morto perché la politica finge ancora criminosamente di non accorgersi che la sicurezza in ferrovia necessita di regole al passo coi tempi capaci di impedire le decisioni sbagliate di aziende votate solo al profitto e lasciando quindi che gli obiettivi di produttività delle moderne Ferrovie Nord impongano al macchinista di partire senza attendere che il capotreno rientri in cabina di guida. I sindacati, nel tentativo di sembrarne estranei, affidano a dei semplici comunicati il compito di scaricare su qualcun altro le responsabilità di una deregulation che ha permesso una simile tragedia e nonostante l'eloquenza del fatto, ritengono probabilmente ancora prematuro accostare il gesto istintivo e fatale di Moroni con l'impegno ed il rischio quotidiano di coloro ai quali, vaghi indici di produttività negano persino un piccolo riconoscimento economico annuale. Per tutti costoro, il ricordo di una giovane vita perduta in questo modo improvviso e criminale e quello della propria responsabilità sull'accaduto non possono essere accomunati né quindi suggerire una presa di posizione contro chi utilizza la vita dei lavoratori e quella della loro famiglie in funzione di un cosiddetto "rischio accettabile". Esprimiamo ai familiari del collega scomparso ed ai suoi colleghi delle Ferrovie Nord tutta la nostra solidarietà. 11.10.2007 Assemblea Nazionale dei Capitreno
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