.: Italia Alternativa :.
.: Friday 29 August 2008 :.
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| GLI OPERAI DELL'INDUSTRIA: LA GRANDE FRATTURA |
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| Monday 15 October 2007 | ||||||||||||||||||||||||||||||||
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Gli operai dell'industria hanno detto NO INEQUIVOCABILMENTE Tutto il resto è solo una truffa Il dato è inequivocabile, l'accordo sulle pensioni è stato bocciato dagli operai con percentuali che vanno dall'80% in su. La frattura fra Cgil, Cisl e Uil e le grandi fabbriche è ormai un dato di fatto. Hanno fatto vincere i SI raccogliendo voti ovunque, dai pensionati ricattati dal miserabile aumento, ad indefinite casalinghe, dagli impiegati privilegiati fino a tutto quello strato di lavoratori che ha fatto carriera all'ombra del sindacato collaborazionista. Un'area di voto completamente incontrollata dalla quale hanno tirato fuori, come un coniglio dal cappello milioni di SI. Un SI per costringere gli operai a lavorare fino a morire per far arricchire i padroni e mantenere con loro tutte le classi superiori e i loro privilegi. Gli operai delle grandi fabbriche hanno detto NO, con forza, senza tentennamenti, né ambiguità. Non lascerà nessuna traccia? Gli operai continueranno a farsi sottomettere dal voto di quel pantano sociale che va dai lavoratori privilegiati ai dirigenti industriali e sindacali, che si dicono anch’essi lavoratori, ai pensionati d'oro dell'industria e dello Stato? Continueranno, gli operai, a farsi sottomettere da gente disposta a votare SI a qualunque misura antioperaia pur di garantirsi la bella vita? Non sono forse questi che ci hanno battuto sulla scala mobile, sulla legge Dini, non sono stati i loro voti a farci digerire accordi contrattuali di quattro soldi per noi e buoni aumenti per loro? Non sarà più così, il distacco degli operai dalle altre classi è palpabile, sul risultato del referendum non si confrontano più solo numeri, ma comportamenti omogenei di classi sociali. Gli operai sono andati di qua, gli altri di là. Va registrato che anche fra gli altri lavoratori, delle vere e proprie zone di rifiuto dell'accordo si sono manifestate, la crisi ha lavorato con metodo e tante illusioni sono cadute. Epifani, Bonanni ed Angeletti fanno ridere: dal trionfalistico 80% di SI sono scesi in poche ore al 70% ed ancora non è finita, non possono esibire nessuna prova seria di questi "entusiasmanti" risultati, tutte cifre politiche. Nelle fabbriche i NO sono certificati uno ad uno e sono l'assoluta maggioranza. Potranno applicare l'accordo raccontando che hanno ottenuto ampio consenso, ma un sindacato senza operai è finito. Montezemolo può continuare ad incontrare i capi di CGIL, CISL ed UIL, far finta che non è successo niente, ma il fatto innegabile è che non rappresentano più gli operai, gli operai di Mirafiori e di Melfi, dell’Alfa sud e dei Cantieri Navali e i padroni sanno di chi si sta parlando. Un nuovo sindacalismo sta maturando nelle fabbriche, il sindacalismo degli operai, quello dei borghesi è stato travolto da un NO che nessuna operazione mediatica può più nascondere. Associazione per la Liberazione degli Operai Fip. 11 - 10 Per contatti scrivere: via Falck, 44 20099 Sesto San Giovanni (Mi) www.ASLOPERAICONTRO.ORG
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