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5 settembre 1972 onore Com. a Settembre nero x non dimenticare. Saluti rossi. PDF Stampa E-mail
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sabato 08 settembre 2007
CIRCOLO DI INIZIATIVA PROLETARIA GIANCARLO LANDONIO  -- VIA STOPPANI
15
(QUART.
SANT’ANNA p.zza princ.)
- ITALIA - 21052 – BUSTO ARSIZIO – VA – (uscita autostrada A8 Laghi)
–-----------------------------------------------

Manifesti affissi dal Circolo in buon numero recentemente (x
anniversario, form.stampa
A3) 
in alcune realtà e fabbriche del varesotto e del canton ticino.
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Reprint anno1972

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L'imperialismo è strage!
Onore ai nazionalisti rivoluzionari palestinesi assassinati a Monaco!

Volantino dell'8 settembre 1972


Martedì 5 settembre, all'alba, 8 guerriglieri palestinesi, aderenti a
"Settembre nero", hanno tratto in ostaggio al villaggio olimpico 9
atleti israeliani. I palestinesi volevano, con quest'azione, ottenere
il rilascio di 239 prigionieri politici detenuti nelle prigioni
israeliane ed affermare, dinanzi a tutto il mondo, i diritti
nazionali
del popolo palestinese. I fedayn hanno chiesto alla polizia tedesca,
che ha subito circondato il villaggio con migliaia di uomini, un
aereo
col quale raggiungere una capitale araba, da dove trattare con
Israele.

Il governo tedesco, d'accordo con quello israeliano e col Comitato
olimpico internazionale, ha pianificato il massacro dei guerriglieri
e
dei loro ostaggi. Infatti Israele ha rifiutato persino di trattare
con
i palestinesi, preferendo la condanna a morte dei suoi atleti. Il
Comitato olimpico, in cui siedono gli stati capitalisti, ha preteso
la
loro immediata eliminazione per continuare i Giochi. Il governo
tedesco
ne ha eseguito i suggerimenti, per difendere il proprio prestigio
imperialista, sia in relazione ai Giochi olimpici, sia in rapporto ai
propri interessi nel Medio Oriente. È stato il ministro degli
Interni,
Genscher, in persona, a preparare il macello dei fedayn. Per trattare
con questo sbirro, essi hanno ritirato l'ultimatum posto
all'accettazione delle loro richieste. Per tutto il giorno Genscher
ed
i suoi uomini hanno studiato il modo ed il luogo migliori per la
strage. Hanno rinunciato a farlo al villaggio olimpico, di fronte a
milioni di persone. Hanno preferito organizzare un agguato
all'aeroporto militare di Fuerstenfeldbruck chiuso agli stessi
giornalisti. Per attirarvi i fedayn, Genscher ha finto di accettare
le
condizioni, dopo estenuanti trattative. Finalmente, verso le 21, i
fedayn ed i loro ostaggi si sono allontanati da Monaco verso
Fuerstenfeldbruck con dagli elicotteri. Appena giunti all'aeroporto,
sono stati sottoposti ad un micidiale tiro a segno da parte della
polizia. I cecchini hanno subito ucciso 2 fedayn; hanno fatto
esplodere
un elicottero su cui stavano altri 2 insieme agli ostaggi; hanno
impegnato per due ore una battaglia con i 4 superstiti,
assassinandone
uno a sangue freddo dopo averli catturati. A mezzanotte il massacro è
terminato: fedayn ed ostaggi trucidati.

Da martedì la televisione, la stampa, la radio, i governi di tutto il
mondo hanno scatenata una sporca campagna di insulti e di calunnie
nei
confronti dei fedayn e di tutta la nazione palestinese, incitando
prima, plaudendo dopo, al massacro. A strage compiuta, come belve
sazie, hanno ripreso i loro ipocriti servizi sulle Olimpiadi, su
questa
fiera dell'individualismo borghese, dell'intrallazzo e della
corruzione
imperialisti.

I partiti socialcomunisti hanno dato ampia copertura alla canea
imperialista mettendosi a trinciare giudizi "marxisti" contro le
provocazioni e la disperazione delle azioni terroristiche.

Di fronte a questo ennesimo, efferato, atroce massacro di
palestinesi,
compiuto da uno Stato imperialista, noi comunisti internazionalisti
eleviamo il nostro grido di sdegno contro gli assassini imperialisti
e
i loro complici; e rendiamo onore ai fedayn massacrati.

Noi esprimiamo, in questa occasione, la nostra solidarietà a
Settembre
Nero, gruppo nazionalista rivoluzionario che lotta con le armi in
pugno
per la liberazione del proprio popolo. E teniamo a sottolineare che
questo, nella presente situazione, è il dovere politico di ogni
rivoluzionario conseguente, pur non avendo nulla da spartire, sul
piano
teorico e strategico, con questo gruppo.

Un, popolo, come quello palestinese, sradicato da un quarto di secolo
dalla propria terra, massacrato dagli eserciti di Israele e di
Giordania, concentrato in campi di sterminio dall'imperialismo: un
tale
popolo ha tutti i diritti di usare qualsiasi mezzo, qualsiasi forma
di
lotta contro gli usurpatori israeliani, i boia giordani, gli
sfruttatori imperialisti.

Nella lotta contro i suoi oppressori, Settembre Nero usa il
terrorismo
politico l'unica arma rimasta ai nazionalisti rivoluzionari dopo il
massacro di Amman ed il fallimento della Resistenza militare. Il
terrorismo politico è un tipico metodo della lotta nazionale.
Settembre
Nero lo attua con risolutezza, nel colpire in tutto il mondo i propri
nemici. Senza un proprio territorio sul quale combattere, ai
nazionalisti palestinesi non resta che lottare dal resto del mondo.

Ecco come stanno le cose! Bisogna chiarire alla classe operaia i
crimini commessi dall'imperialismo e i sacrosanti diritti del popolo
palestinese. Bisogna debellare inoltre le posizioni opportuniste di
organizzazioni pseudo-rivoluzionarie, alla Lotta Continua e
Avanguardia
Operaia, che si permettono di criticare le azioni dei nazionalisti
rivoluzionari palestinesi come "avventuriste e disperate". Queste
organizzazioni dimostrano di avere la coda di paglia. Dopo aver
esaltato per anni il nazionalismo rivoluzionario spacciandolo per
socialismo, senza nemmeno incominciare l'analisi della situazione
palestinese, oggi si ritirano inorridite di fronte alla terribile
realtà della lotta nazionale.

Tutti sanno che i gruppi nazionalisti rivoluzionari palestinesi, come
Settembre Nero, non lottano per il socialismo; mentre, al contrario
esistono organizzazioni palestinesi che lottano per la rivoluzione
socialista nel Medio Oriente e che, quindi, adottano metodi e forme
di
lotta di classe e non si basano sul terrorismo. È chiaro che dobbiamo
la nostra solidarietà militante a queste organizzazioni. Ma in quanto
comunisti rivoluzionari, non dobbiamo negare la funzione progressista

del nazionalismo rivoluzionario, e omettere di difenderlo
dall'imperialismo.

W la lotta dei popoli oppressi contro i loro oppressori!

W la lotta del proletariato e dei popoli oppressi contro
l'imperialismo!

 Settembre1970

- L'esecutivo di RIV.
COM.                                                                    
                                  
Redazione e stampa: Piazza Morselli 3 - 20154 Milano -
                                        
La sede è
aperta tutti i giorni dalle ore 21 -

http://digilander.libero.it/rivoluzionecom/
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Fuori gli eserciti occupanti dal Medio-Oriente (dai territori
Palestinesi, dal Libano, dall'Iraq), dall'Afghanistan e da ogni altro
paese
L'"islamofobia" è la sporca bandiera di ogni potenza imperialistica
(USA, Gran Bretagna, Israele, Francia, Germania, Italia, Giappone,
ecc.) per razziare risorse (petrolio) e masse oppresse.

Guerra di classe contro ogni imperialismo e contro ogni cricca araba
locale! Lotta conseguente contro ogni forma di nazionalismo e di
"fondamentalismo islamico" per il potere proletario! Unione di tutti
i
lavoratori arabi nel solco dell'internazionalismo marxista!

Costruire il partito comunista rivoluzionario per abbattere il
sistema
dello sfruttamento e delle guerre e creare una società di liberi e
eguali! (III)

 

La nuova aggressione di Israele contro il Libano e, più in generale,
l'occupazione militare anglo-americana del Medio Oriente (nonché del
Centro Asiatico) hanno radici lontane e ferree logiche di dominio, di
sfruttamento e di rapina. Ripubblichiamo, per dare ai giovani gli
elementi necessari di conoscenza di questo conflitto, a partire dal
Supplemento del 1º agosto gli scritti da noi dedicati in materia a
partire dal 1970; raggruppandoli per sezione.

 

Sezione II
Medio Oriente: guerra civile, reazione e rivoluzione

(Prese di posizione raccolte nell'opuscolo del 23 settembre 1976)
 
Presentazione

 
La guerra civile in Libano ha le sue radici nella complessa
situazione
medio-orientale, caratterizzata da aspri conflitti di classe e dalla
lotta nazionale palestinese, nel quadro di acuti contrasti
interstatali
e interimperialistici.

La nostra organizzazione si è sempre sforzata di definire il giusto
atteggiamento proletario e rivoluzionario sulla situazione medio-
orientale, combattendo su questo terreno specifico le tendenze
socialimperialiste.

La presente sezione raccoglie alcune tra le più caratteristiche prese
di posizione della nostra organizzazione, tratte da volantini,
articoli
di "Lotte Operaie" e dell'omonimo supplemento murale, apparsi dal
settembre 1970 al 1976.

Esse sono, nell'ordine:

il volantino: "Guerra di popolo, no! Guerra di classe, si!" del
26/9/70 emesso per la manifestazione contro il massacro di Amman
compiuto da Hussein di Giordania contro i palestinesi;

il volantino: "L'imperialismo è strage", del 8/9/72, in solidarietà
ai
nazionalisti rivoluzionari palestinesi assassinati a Monaco di
Baviera;

l'articolo: "Proletari arabi e di Israele rovesciamo le cricche
guerrafondaie d'Egitto, Siria, Israele", tratto da "Lotte Operaie",

65, del 20/10/73, sulla guerra arabo-israeliana del "Kippur";

l'articolo: "Libano: le masse all'offensiva", tratto da "Lotte
Operaie" murale, nº101, del 10/12/75, sull'inasprirsi della guerra
civile;

il volantino: "Medio Oriente: guerra civile, reazione e rivoluzione",
del 19/9/76, contro la spartizione del Libano e l'invasione siriana,
contro il fronte di unione nazionale, per la più completa autonomia
delle masse libanesi.

 
Guerra di popolo, no! Guerra di classe, si!
Volantino del 26 settembre 1970

 
Re Hussein di Giordania ha scagliato i carri armati contro le
organizzazioni palestinesi per stroncare il movimento di liberazione
palestinese. In questa settimana e in queste ore le truppe scelte di
Hussein, i beduini, stanno effettuando, addirittura, massacri dei
profughi palestinesi. A dispetto di tutte le pretese, reazionarie, di
fratellanza degli arabi, un esercito arabo massacra la popolazione
araba.

Noi internazionalisti partecipiamo alla manifestazione a favore dei
palestinesi, prima di tutto per elevare il nostro grido di sdegno
contro l'uccisione in massa dei profughi palestinesi e, in secondo
luogo, per ribadire di fronte all'anti-imperialismo piccolo-borghese
del Movimento Studentesco e dei gruppi filo-cinesi il vero anti-
imperialismo proletario.

Non è stato solo il reazionario Hussein, con l'appoggio degli Stati
Uniti, a organizzare la liquidazione del movimento di liberazione
palestinese. Complici di Hussein sono anche l'imperialismo russo e i
governi arabi, da Feisal a Nasser. Accettando il piano Rogers - che è
un cappio preparato da Russia e USA contro la parte più radicale del
movimento di liberazione della Palestina - i maggiori governi arabi
hanno infatti accettato di liquidare il movimento.

Con questo gli Stati arabi non si prefiggono la distruzione totale
del
movimento di lotta palestinese. Essi vogliono amputarlo della sua
parte
più radicale, affinché esso, così amputato, rimanga uno strumento
nelle
loro mani contro Israele. Essi candidano così Arafat, capo moderato
del
movimento, al posto di futuro capo di Stato palestinese.

Ora la lotta di liberazione palestinese è giunta ad una svolta
storica
di fronte alla quale naufragano le vecchie ipotesi e si pongono le
premesse per una nuova prospettiva. La costituzione di uno Stato
palestinese indipendente è ora concepibile, solo ed esclusivamente,
come compromesso borghese, ossia come risultato di accordi tra Stati
Arabi e Israele col beneplacito imperialista. L'ipotesi di una
Palestina indipendente che avvenga attraverso la distruzione di
Israele
si è dimostrata, come era, velleitaria e suicida. Di ciò debbono
tener
conto soprattutto i gruppi radicali piccolo-borghesi, come il Fronte
Popolare di Liberazione (FPLP).

Se i "pogrom" di palestinesi che stanno facendo in questo momento i
beduini di Hussein, infliggono un gravissimo colpo a tutto il
movimento
palestinese, dissolvono al contempo anche il mito dell'unità degli
interessi di tutti gli arabi di fronte a Israele; mito che viene
impiegato dai governi arabi, reazionari o piccolo-borghesi, allo
scopo
di dominare le masse dei rispettivi paesi. È questo il risultato più
inatteso ma più importante degli avvenimenti in corso riguardo alle
prospettive storiche della lotta di classe in tutto il Medio Oriente.

Le forze d'avanguardia, le frange più radicali del movimento
palestinese debbono ormai prendere atto che il riscatto delle masse
palestinesi dall'attuale stato di miseria e di inferiorità nazionale,
non passa attraverso la distruzione dello Stato di Israele, bensì
attraverso l'unione delle forze rivoluzionarie palestinesi con la
classe operaia israeliana che ponga quale obbiettivo: la costituzione
di una Federazione socialista (israeliana-palestinese). E ciò come
primo passo per l'emancipazione delle masse sfruttate in Medio
Oriente
e nel mondo intero. Ogni altra soluzione della questione palestinese
sarà reazionaria o impossibile.

 

Proletari arabi, proletari d'Israele uniti nella lotta per il
socialismo!

L'Italia è la settima potenza imperialista, abbasso l'imperialismo
italiano!

Il nemico è in casa nostra! Viva la lotta proletaria contro la
borghesia italiana!

Combattiamo l'imperialismo con l'unione internazionale del
proletariato!

Viva l'unione del proletariato e dei popoli oppressi contro
l'imperialismo mondiale!

Redazione e stampa: Piazza Morselli 3 - 20154 Milano - ITALIA-

vedi anche  x copletezza :
 
http://digilander.libero.it/rivoluzionecom/Supplementi/2006/306/MedioOrientep01.html
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