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CRESCE LA RABBIA NELLE FABBRICHE... PDF Stampa E-mail
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domenica 09 settembre 2007
SEVEL VAL DI SANGRO: NON SI MUOVE FOGLIA…CHE IL “SINDACATO” NON VOGLIA!!!
09/09/2007   16h12

Qualcosa è sfuggito al controllo dei due delegati della ute 6, turno A, lastratura, qualcuno si è sentito abbandonato dal proprio sindacato e ha deciso di rivolgersi a chi, come lui, è sempre sul posto di lavoro, non potendo usufruire di “quarantamila” ore per andare a  spasso.

Il capo della ute 6, nelle ultime settimane, ha consegnato varie lettere di richiamo, tre nella stessa postazione di preparazione.

I delegati, ripetutamente chiamati nei giorni scorsi, si sono prodigati a fare  i pompieri…a chi si lamentava hanno detto che si deve collaborare, a chi era arrabbiato hanno detto di calmarsi.

Di tutta risposta gli operai si sono uniti e contro l’inutile tentativo repressivo della Sevel hanno deciso di indire un’ora di sciopero.

Nel frattempo l’ennesimo cavo è esploso, ed è ancora fresco il ricordo del precedente incidente, quando una nostra collega è rimasta gravemente ustionata.



Di fronte a questo, cosa fanno i sindacati: continuano a mantenere buoni rapporti con l’azienda, continuano a parlare, ad annuire, a prostrarsi, a farsi usare, a farsi prendere per il culo, a credere a promesse da sempre disattese, a rinunciare alla propria identità, NOI CREDIAMO CHE L’AZIENDA SIA LA NOSTRA CONTROPARTE…CHE I DIRITTI CHE CI VENGONO NEGATI SI CONQUISTINO CON LA LOTTA…CHE NESSUN DIALOGO POSSA ESISTERE CON CHI METTE A REPENTAGLIO LA NOSTRA SALUTE E SICUREZZA.



Forse siamo diversi da voi,  ai fiumi di parole della Sevel rispondiamo con i tappi per le orecchie, SIAMO PER L’AZIONE DIRETTA, voi per mettere una misera ora di sciopero dovete fare infiniti passaggi, chiedere al segretario provinciale, a quello regionale, a quello nazionale, a quello mondiale, all’azienda…a Dio.



E’ vero avete più potere di noi, potete far togliere le lettere di richiamo, mentre con noi il provvedimento è assicurato; potete far lavorare di meno chi ve lo chiede e lavorare di meno voi; potete “aggiustare” questo e quello, avete soldi e struttura.

Ma se come è vero questo potere vi viene da anni di servilismo, di silenzio assenzo, dal chiudere un occhio su tutti i gravi problemi delle officine vi contrasteremo e combatteremo la Sevel che si serve di voi per controllare gli operai…

…ANDIAMO PER LA NOSTRA STRADA, E PREFERIAMO NON CONTARE UNA MAZZA.





SLAI COBAS

Coord. Provinciale di Chieti - SEVEL VAL DI SANGRO www.slaicobaschieti.it

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…E CONTINUAMO AD ESSERE MERCE!
09/09/2007   16h13

SLAI COBAS Coord. Provinciale di Chieti - SEVEL VAL DI SANGRO www.slaicobaschieti.it

Questa mattina si è tenuto il presidio davanti ai cancelli della Metalpresse, per manifestare contro  l’ennesimo ingiusto licenziamento di un operaio, per dare una forte ed unitaria risposta a chi vuole reprimere la nostra libertà, per lottare contro chi vuole negarci il diritto ad una vita dignitosa…PER QUESTO ABBIAMO DECISO DI INDIRE 2 ORE DI SCIOPERO…perché non è la Fiom ad essere stata colpita, ma pensiamo che il licenziamento di un operaio riguardi tutta la classe operaia.

Siamo stati presenti al presidio, e la rabbia e la solidarietà non ci hanno impedito di vedere come sono andate le cose, il fastidio del caldo è stato ben poca cosa di fronte all’ indignazione nei riguardi degli interventi del terzetto Di Rocco, Di Matteo, Labrozzi…CONOSCIAMO LA LORO DEMAGOGIA, LE  LORO BUGIE SONO CHIARE A TUTTI…ma chi va a pranzo tutti i giorni con i padroni non può arrogarsi il diritto di chiamarsi sindacato di lotta.



COME FANNO A DIRE CHE LE LOTTE SI VINCONO DENTRO LE FABBRICHE E DAVANTI AI CANCELLI, SE POI SONO PRESENTI SOLO PER FIRMARE CONTRATTI AL RIBASSO, FARE LE TESSERE, E “SISTEMARE” IN MODO CLIENTELARE QUESTO O QUELL’OPERAIO.



Ricordiamo che tutta la Fiat, e nel nostro caso la Sevel è la regina dei diritti negati.



A tutt’oggi la nostra RSU democraticamente eletta non viene mai convocata agli incontri, e nessun sindacato si è mai lamentato.

Alla RSU del SDL viene negato il suo ruolo, e per questo neanche un’ora di sciopero.

Uno dei coordinatori dell’SDL viene spostato di turno e nessuna solidarietà dagli altri sindacati.

Molti operai sono costretti a rientrare dalle ferie il 13 Agosto, con il vostro consenso

( pensateli un po’ sotto l’ombrellone).

Nelle nostre officine manca completamente la prevenzione sugli infortuni…e nessuna piattaforma rivendicativa si vede all’orizzonte.

Sul comportamento tenuto, in questa occasione, dalla Fim e dalla Uilm stendiamo un velo pietoso,  dicendo solo che hanno raggiunto lo schifo assoluto.

Detto questo:



BUON PRANZO A VOI E AI PADRONI A CUI FATE DA CAMERIERI!







SLAI COBAS

Coord. Provinciale di Chieti - SEVEL VAL DI SANGRO www.slaicobaschieti.it
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CONTRO LA CASSA INTEGRAZIONE, L’ORGOGLIO DEGLI OPERAI ARCHIMICA!
09/09/2007   16h10
Il venti di agosto la direzione della ditta Archimica ha aperto la procedura per mettere in CIGS 70 lavoratori. Le motivazioni della cigs non sono per crisi di mercato ma per recuperare le perdite di bilancio, dopo che è già stata attuata la cig ordinaria.

Il venti di agosto la direzione della ditta Archimica ha aperto la procedura per mettere in CIGS 70 lavoratori. Le motivazioni della cigs non sono per crisi di mercato ma per recuperare le perdite di bilancio, dopo che è già stata attuata la cig ordinaria.La fulc(cgil-cisl-uil chimici) aveva già accettato( come avviene da sempre) un percorso che prevedeva la fuoriuscita dei lavoratori pensando che i lavoratori non avrebbero reagito. Ma grazie alla presenza dei nostri delegati e dello slai provinciale, insieme ai lavoratori e agli operai, siamo riusciti nelle assemblee dei tre turni, a dare una sonora sconfitta alla linea sindacale dei confederali.

L’ assemblea del 1° turno ha votato la proposta dei cobas(che prevede il reintegro dei 70lavoratori e il rifiuto della cassa) con 26voti a favore contro 4 per la fulc e 4 astenuti; il 2° turno (con la presenza anche degli impiegati) ha votato per la proposta dei cobas con 60 voti a favore contro 21 per la fulc e 3 astenuti; il turno di notte ha votato con 33voti a favore della nostra proposta e 2 per la fulc con 1 astenuto.

Il totale dei lavoratori che ha votato è di 154 lavoratori su 200, di cui 119 hanno votato per la lotta contro l’ accettazione della CIGS, 27 per la linea fulc e 8 si sono astenuti.

Alla luce di questi risultati, il giorno 7 settembre abbiamo comunicato all’ azienda i risultati delle assemblee chiedendo il ritiro della CIGS per i 70 operai. Siamo in attesa di una risposta. la fulc pur  sonoramente sconfitta ha dichiarato che  parteciperà comunque alla lotta. La battaglia però è appena cominciata. Unitariamente con la RSU e la Fulc abbiamo fissato tre giorni di sciopero totale di otto ore per il 12,18 e 20 Settembre 2007 con presidio davanti alle portinerie con blocco di tutte le merci.Senza voler esaltare o enfatizzare i risultati,politici e sindacali  di questa realtà produttiva, è necessario mettere in evidenza che quando i lavoratori lottano e agiscono in modo cosciente fanno sempre paura, in particolar modoall’azienda,  perché iniziano a rendersi conto che con i confederali non è più possibile difendere i propri interessi e in modo particolare quando si tratta del posto di lavoro.

Ci auguriamo che questa lotta possa essere di esempio per altre realtà produttive e che ci sia la solidarietà concreta di altri lavoratori in lotta partecipando al presidio indetto nei giorni di sciopero ,unendo così le forze.



CONTRO LA CASSA INTEGRAZIONE.

CONTRO I LICENZIAMENTI.

UNITA’ FRA TUTTI I LAVORATORI.

LOTTA AD OLTRANZA FINO AL RITIRO DEI LICENZIAMENTI.



SLAI-COBAS RHO

LAVORATORI- STUDENTI AUTORGANIZZATI
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Nascono Comitati contro l'accordo del 23 luglio su pensioni e welfare...
da falce @ 2007-09-09 - 16:09:20

Pensioni più basse e lavoro sempre più precario
Appello per un’assemblea delle lavoratrici e dei lavoratori. No all’accordo del 23 luglio su pensioni e lavoro precario

(9 settembre 2007)

Il 23 luglio scorso il Governo Prodi ha firmato con Cgil-Cisl-Uil e Confindustria un protocollo d’intesa che, se trasformato in legge, peggiorerà notevolmente le condizioni di vita e di reddito dei lavoratori e delle lavoratrici, ancor di più se precari.

Gli scalini: peggio dello scalone. La trappola dello scalone di Maroni viene diluita nel tempo introducendo un sistema di “scalini” con i quali i requisiti per andare in pensione aumenteranno finché dal 2013 occorreranno 36 anni di contributi e 61 anni di età, oppure 35 di contributi e 62 anni di età. Non solo lo scalone non viene abolito ma a regime l’età pensionabile viene aumentata rispetto alla riforma Maroni.

L’imbroglio dei lavori usuranti.Per i lavoratori che svolgono mansioni usuranti è previsto uno anticipo di 3 anni per l’età pensionabile, MA i fondi stanziati coprono solo 5000 lavoratori all’anno, e quindi verrà stilata una graduatoria per poter accedere alla pensione. Inoltre a regime anche i lavoratori “usurati” dovranno attendere i 58 anni, quindi la situazione è peggiorativa rispetto a quella attuale.

Revisione dei coefficienti: pensione più bassa per tutti! Dal 1° gennaio 2010 saranno diminuiti fra il 6 e l’8% (a seconda dell’età di pensionamento) i coefficienti di trasformazione, ovvero di altrettanto diminuirà l’importo della pensione rispetto all’ultimo stipendio percepito. Inoltre i coefficienti verranno rivisti ogni 3 anni e fissati per decreto.

Straordinari a tutto spiano! Viene eliminata la contribuzione maggiorata che oggi è caricata sulle ore straordinarie. In questo modo gli straordinari costeranno come le ore ordinarie, con la ovvia conseguenza che le aziende pubbliche e private ne faranno ancora più massicciamente ricorso, invece di assumere nuovo personale.

Aumenta il lavoro precario. Alla faccia della tutela dei più giovani, la legge 30 rimane sostanzialmente immutata: i contratti co.co.pro. e lo staff leasing vengono mantenuti; i limiti imposti ai contratti a termine sono ridicoli, perché potranno essere rinnovati dopo 3 anni di occupazione nella stessa azienda: basterà farlo presso l’Ufficio del Lavoro alla presenza di un sindacalista, e non ci sarà nessun obbligo di trasformazione a tempo indeterminato. Nulla cambia per i contratti interinali, che rimangono privi di vincoli. Non è prevista alcuna significativa continuità di reddito, sganciata dalla prestazione lavorativa, per i precari nelle aziende, negli enti pubblici e nelle cooperative.

Bisogna impedire che queste norme, che verranno inserite nella prossima finanziaria, diventino legge. Chiediamo che venga indetto un referendum con voto segreto e certificato, con i rappresentanti del sì e del no all’accordo, con regole trasparenti e democratiche, per far esprimere tutti i lavoratori e le lavoratrici sia a tempo indeterminato, precari e migranti. Dalle prime notizie purtroppo sembra che, ancora una volta, Cgil-Cisl-Uil non abbiano intenzione di promuovere una consultazione democratica.

A Brescia si è costituito un Comitato contro questo accordo che ha già raccolto più di 1000 firme di lavoratori e lavoratrici. Per discutere e organizzare le prossime iniziative è stata indetta una

Assemblea dei lavoratori, delle lavoratrici e dei precari
Sabato 29 settembre alle ore 9.30
presso la sala Piamarta, via San Faustino 70 a Brescia

per adesioni: Indirizzo e-mail protetto dal bots spam , deve abilitare Javascript per vederlo

Comitato contro l’accordo del 23 luglio

fonte: Indirizzo e-mail protetto dal bots spam , deve abilitare Javascript per vederlo




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