.: Italia Alternativa :.
.: venerdì 04 luglio 2008 :.
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| LAVORARE FINO A MORIRE |
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| lunedì 10 settembre 2007 | ||||||||
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LAVORARE FINO A MORIRE Siamo la classe che vive di meno. L’età media è inferiore di quasi dieci anni rispetto a quella delle classi benestanti. Siamo la classe che viene consumata dal lavoro più intensamente di tutte le altre. Una classe di operai dell’industria, dell’agricoltura, dei servizi. Poco importa che siano espressamente inquadrati come operai o come commessi o addirittura come tecnici in produzione. Vale la sostanza, noi riteniamo siano operai tutti coloro che svolgono lavoro manuale sotto il comando di un padrone pubblico o privato o dei suoi agenti, o dei suoi ufficiali e sottufficiali. Una vita in catena, sui ponteggi, nei campi, a scaricare o immagazzinare merci, con la saldatrice in mano ci riduce ad esseri umani stanchi, minati fisicamente. Siamo la classe che viene avvelenata giornalmente, amianto, agenti chimici, polveri. rumori e gesti ripetitivi fino alla paranoia … Con noi l’INPS risparmia un sacco di soldi, al massimo ci paga dieci anni di pensione. Pensioni da fame rispetto a quelle delle classi superiori. Elevare l’età pensionabile degli operai è stato un atto criminale. Eliminare lo scalone voleva dire eliminare l’innalzamento dell’età pensionistica, non cambiarne semplicemente le modalità. Ci siamo sbagliati. Il governo Prodi ed i prodi sindacalisti di CGIL CISL e UIL hanno dato una lezione al caprone di Maroni. Si possono fare le stesse cose, se non peggio a condizione che con un polverone di incontri pubblici e privati si ottenga il consenso dei cosiddetti rappresentanti dei lavoratori, certo con qualche concessione marginale per la massa e delle buone poltrone per i capi che passano dal sindacato confederale all’attività politica. Il gioco è fatto, finchè gli operai si fanno portare a spasso. La più colpita è la gioventù operaia, invecchierà in fabbrica a sgobbare per un padrone quasi fino alla fine dei propri giorni. Gli operai vicini alla pensione si sono dimostrati troppo stanchi ed incapaci di una reazione indipendente. Tanti di loro sono imbrigliati in illusioni politiche che li portano adelegare ai Fassino, ai Bertinotti la difesa dei loro interessi salvo uscirne ogni volta con le ossa rotte.In realtà si è imposto alla gioventù operaia di piegare la schiena per 40 anni, una galeraa vita, e sarà necessario un atto di forza di questa gioventù per ripristinare i 35 anni senza limiti d’età. Altro che giocare fra anzianità contributiva più età anagrafica, o solo anzianità contributiva: chiediamo di andare in pensione dopo 35 anni di lavoro con una pensione decente.Nessuno si scandalizzi non diventeremo pensionati d’oro. 35 anni di lavoro da operaiosono già un peso insopportabile che ci lascia poco da vivere. Le statistiche parlano chiaro: gli operai in questa società muoiono prima. Era ed è un nostro diritto, se mai ne abbiamo avuto qualcuno, andare in pensione prima. OPERAI CONTRO LUGLIO 2007 - n° 125 IL MANIFESTO 12 http://www.asloperaicontro.org/images/oc125.pdf Allego alcuni studi britannici sull'aspettativa di vita a seconda delle diverse classi sociali...
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