.: Italia Alternativa :.
.: venerdì 16 maggio 2008 :.
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| Appello di Mariani per carovana nella città degli invisibili |
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| lunedì 10 settembre 2007 | ||||||||
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GRUPPO VERDI REGIONE LAZIO Roma 7 Settembre 2007 L'Appello del Consigliere regionale Peppe Mariani (Verdi) per una Carovana nella città degli invisibili In questi giorni il dibattito politico è monopolizzato dalla questione della sicurezza delle nostre città. Ad ascoltare le parole delle maggiori personalità politiche di questo paese, saremmo letteralmente assediati da un esercito di criminali travestiti da poveri che, con le loro insistenti prepotenze, ci toglierebbero quella tranquillità che meriterebbe ogni onesto lavoratore. La metafora bellica in questo caso non è affatto azzardata: quella a cui stiamo assistendo in questi giorni è una vera e propria campagna per difendere il paese da una minaccia letale, i toni emergenziali uniscono per una volta entrambi gli schieramenti, le dichiarazioni più altisonanti sembrano essere sostenute da consensi plebiscitari: insomma, un vero affare per un sistema politico in piena crisi di legittimità. Che il bersaglio in questione sul quale costruire questa politica di difesa nazionale sia il lavavetri, mostra chiaramente il senso di questa operazione. La ricetta tuttavia è vincente: di fronte a un senso di radicale sfiducia nei confronti della classe politica, quest'ultima pensa bene di concentrare l'attenzione nonché la rabbia diffusa di ampi strati della popolazione verso chi occupa i gradini più bassi della scala sociale. Si assiste così a un ribaltamento di visuale che mette nel mirino uomini e donne che condividono con il resto della società l'insicurezza del vivere, ma che a differenza degli altri, non hanno né la cittadinanza né diritto di parola. Al Ministro Amato, che per giustificare i provvedimenti parla di rischio di una reazione fascista, rispondiamo che è proprio sulla scorta di azioni di governo come queste che si può preparare una svolta reazionaria. Provvedimenti che equiparano le grandi e le piccole illegalità in un unico calderone, che rappresentano l'essere criminale come uno stato di natura che apparterrebbe di diritto agli esclusi e ai diversi da noi, nei fatti ha come effetto quello di trasformare la frustrazione delle persone in una logica di guerra, di rancore e risentimento verso chi è senza diritti. E' proprio su questi temi che si dovrebbe misurare la differenza della sinistra dalla destra. Sarebbe miope però non vedere che al fondo di questa campagna c'è effettivamente una domanda di sicurezza che proviene dalla società. Pensare che l'origine vada ricercata nei soprusi dei lavavetri o dei writer è irrazionale. Questa domanda di sicurezza affonda le proprie radici nello smantellamento di quel sistema di garanzie e tutele sociali, nella precarizzazione della vita. Ma il problema forse riguarda anche le nostre città prive di luoghi di incontro in cui mettere le basi e sviluppare un senso di comunità e appartenenza. È questo stato di cose che sta al fondo delle preoccupazioni delle persone e alle quali la politica ufficiale, neanche quella di sinistra, ha saputo dare la benché minima risposta. Quello stesso senso di sradicamento e precarietà è tra l'altro quello che vivono i protagonisti di questa emergenza. Gli immigrati e in generale gli esclusi. Chi sono? Dove vivono? Sono degli sfruttatori o sono vittime di una spirale di violenza, ricatto e sfruttamento. La "guerra contro i poveri" di questi giorni, parte dall'idea che questi ultimi non siano in nessun caso soggetti di diritto, perché esclusi e senza cittadinanza. Noi crediamo invece che tutti coloro i quali abitano le nostre città debbano poter ambire a una vita migliore e dignitosa. Ma per far ciò occorre innanzitutto illuminare quella parte della città che rimane invisibile agli occhi dei media e alla percezione dei cittadini. Per questo proponiamo al Ministro Amato, al Sindaco Veltroni, al Presidente della Regione Marrazzo e ai politici in generale, al mondo dell'associazionismo e ai singoli cittadini di partecipare ad una "Carovana" per attraversare insieme i luoghi degli invisibili, per toccare con mano le zone dimenticate dove i "cittadini senza cittadinanza" vivono. Una non-stop di 24 ore per attraversare i cunicoli di Roma dove queste persone dormono, nelle strade della prostituzione e del caporalato dove lavorano o cercano un'occupazione, nelle carceri dove spesso vengono detenuti. Lo faremo in un giorno della prossima settimana prendendo a pretesto la Notte Bianca organizzata dal Comune di Roma, per mostrare quello che le luci della ribalta lasciano in ombra. Questo vuole essere un contributo alla città che non ha la pretesa di rappresentare nessuno ma che ha l'ambizione di dire un pezzo di verità che nessuno sembra voglia ascoltare. Per iinfo tel. 06 65937932 - 329 6140361 www.peppemariani.it
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