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Sullo sgombero dei baraccati. |
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mercoledì 08 agosto 2007 |
STORIE DI ORDINARIA INGIUSTIZIA...
Giovedi 19 luglio si è svolta un’enorme operazione di sgombero nella
zona del viadotto della Magliana. Tale intervento voluto dal Sindaco di
Roma Walter Veltroni e dall’ex Prefetto Achille Serra è una delle
operazioni di maggiori dimensioni svolte negli ultimi anni in città, si
valuta in 1.300 le persone cacciate. Una novità in questo tipo di
sgomberi è stato che, oltre alla consueta presenza di Polizia,
Carabinieri e Vigili Urbani, erano presenti anche poliziotti della
Romania come da accordi intercorsi tra Veltroni e il Premier rumeno.
Non è la prima volta che viene effettuato uno sgombero nella medesima
area. Questa volta la situazione è stata aggravata dalle terribili
condizioni atmosferiche con temperature che sfioravano i 40 gradi.
Centinaia di persone costrette ad allontanarsi con le loro suppellettili
sull’Autostrada Roma Fiumicino. Bambini, donne incinte e con neonati
senza acqua, cibo ne un posto dove andare.
Le dichiarazioni trionfalistiche del Sindaco/Re Walter Veltroni e del
Presidente del XV Municipio Gianni Paris sono gravissime. Si invoca la
legalità, la sicurezza e il decoro. Quale legalità invocano costoro in
un Italia già condannata dal Consiglio d’Europa per la brutalità degli
sgomberi e per il mancato rispetto della normativa europea in merito?
Brutalità efferatissima quella che si è vista alla Magliana. Di quale
legalità blaterano questi paladini della giustizia? Quella in cui decine
di migliaia di migranti vengono trattati quotidianamente da schiavi nei
cantieri della Roma che corre e produce? Appare chiaro che la legalità
vale due pesi e due misure. I baraccati sono pericolosi fuori legge, chi
sfrutta il lavoro nero, chi detiene decine o centinaia di appartamenti
affittati al nero a prezzi da strozzini è un onesto cittadino che
reclama legge, ordine, sicurezza. E i nostri amministratori sono pronti
ad eseguire.
Le politiche antisociali e razziste del Comune di Roma sono chiare ed
evidenti agli occhi di tutti e tutte nonostante gli sforzi di Veltroni
per nasconderli alla città e al mondo, mentre dall’altro lato mostra la
sua ipocrita vetrina delle notti bianche e delle estati romane. In
questo senso va l’accordo di realizzare cinque enormi campi nomadi al di
fuori del Grande Raccordo Anulare. Cinque enormi campi di concentramento
privi di tutto in cui rinchiudere migliaia di persone indesiderate. Come
il campo di Castel Romano dove oltre 300 nomadi sono costretti da due
anni a vivere senza acqua potabile ne impianto fognario a 15 km dalla
città. Campo realizzato oltretutto all’interno di un’area naturale
protetta e scelto proprio perché è una delle località meno abitate del
Comune di Roma. Sul fronte dell’emergenza abitativa nessuna soluzione
concreta ad una situazione che non fa che aggravarsi grazie alla
cartolarizzazione (cioè alla svendita) dell’enorme patrimonio pubblico
immobiliare di Roma. Si minaccia il pugno duro per chi stanco di subire
queste politiche si organizza ed occupa. Le occupazioni realizzate dai
movimenti di lotta per la casa in questi ultimi mesi sono mantenute in
uno stato d’assedio e sotto la costante minaccia di sgombero. Intanto in
tutto il Comune di Roma si edificano i nuovi quartieri in cui
speculatori e palazzinari ingrassano devastando gli ultimi scampoli
della campagna romana, realizzando immobili che vengono venduti ed
affittati a cifre esorbitanti.
Costruire l’opposizione al modello veltroniano di sviluppo della
metropoli è oggi più che mai possibile e necessario. Rompere il muro di
silenzio in cui passano le vergognose scelte sulle politiche sociali è
indispensabile per smascherare questi "democratici di sinistra" che
altro non sono che burattini nelle mani dei poteri forti della città.
C.S.O.A. Macchia Rossa
www.inventati.org/macchiarossa
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