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Bologna 2 Agosto 1980. Per non dimenticare...Saluti rossi. PDF Stampa E-mail
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mercoledì 08 agosto 2007
CIRCOLO DI INIZIATIVA PROLETARIA GIANCARLO.LANDONIO  VIA STOPPANI 15
(QUART.
SANT’ANNA p.zza princ.)
- ITALIA - 21052– BUSTO ARSIZIO – VA –(uscita autostrada A8 Laghi) –

Manifesti  affissi in buon numero in anni  passati (form. A3) e
volantinato sempre in buon numero fronte/retro(form. A4)
in alcune realtà del varesotto e del canton ticino.
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Reprint anno 1980 e 1979 . Vedi anche il blog :
 http://italiarossa.splinder.com/

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DA RIVOLUZIONE COMUNISTA giornale N.8/12 -agosto-dicembre1980

LA STRAGE DI BOLOGNA

Il massacro alla stazione di Bologna apre l'autunno di fuoco degli
industriali e dei banchieri, tesi a imporrei licenziamenti in massa,
la
riduzione dei salari, il governo militare.
Nessun dubbio sulla matrice fascista e statale del massacro. Si levi
un'ondata di protesta proletaria contro lo squadrismo nero e lo Stato
protettore.
Guai a impaurirsi o tentennare di fronte al terrore statale o alla
sua
variante nera.
Ingaggiare la guerra di classe contro, padroni, Stato, seminatori di
stragi, a salvaguardia delle condizioni di vita  e dello sviluppo
proletario.
Organizarsi nei comitati di difesa di classe, in ogni fabbrica e in
ogni quartiere.
Organizzarsi nel partito rivoluzionario.
------------
E' questo il titolo,un vero e proprio compendio, della presa di
posizione espressa attraverso un volantino, dal nostro Esecutivo
subito dopo l'attentato. Stiamo scrivendo a quattro mesi circa
di distanza dalla sanguinosa ecatombe (bilanc. definit. 85 morti e
 200 feriti).Fino ad oggi nessuna traccia dei ben riconoscibili
seminatori
di morte: i giudici di Bologna  "brancolano nel buio" !  Una
dimostrazione ulteriore, questa, della stretta convivenza tra organi
giudiziari, reparti speciali e servizi segreti dello Stato. I
famigliari delle vittime non finiranno di subire umiliazioni se lo
sviluppo della lotta proletaria non scioglierà certi nodi: se non
metterà sotto processo lo Stato, i suoi apparati speciali, le sue
squadre  "irregolari"; ecc.
Rivoluzione Comunista si è mossa e si sta
muovendo su una chiara linea di lotta al marciume politico-statale e
di
organizzazione delle masse proletarie contro le tendenze di sviluppo
dell'economia di guerra. E chiede sostegno e appoggio su questa linea.
Prima di riportare, e col dovuto risalto, questa presa di posizione,
dobbiamo menzionare la intensa, estesa, mobilitazione messa subito in
atto dal  nostro raggruppamento.
Il 2 agosto pomeriggio, nonostante il clima feriale, le sedi di
Milano e di Busto Arsizio sono nei quatieri e nelle piazze con
manifesti, ta-ze-bao e spikeraggi. Il 3 il raggruppamento  organizza
interventi
a Bologna. Il 4 attua piccole manifestazioni a Bologna e Torino. Il
5,
il 6,
il 7, il 9, articola una serie di azioni capillari a Bologna, Genova,
Busto A. Milano (da Baggio a Sesto San Giovanni, dalle fabbriche dei
nostri nuclei operai ai punti di concentrazione operaia).
Questi i sintetici dati della nostra mobilitazione.
Ecco ora il testo della presa di posizione.   (vedi  sopra i 2
allegati),        

R.C. Piazza Morselli 3 - 20154 Milano - ITALIA -.
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 "La premessa anticipatoria del governo Cossiga": Il fermo di polizia.

SULLE MISURE STRAORDINARIE
Comunicato dell'Esecutivo Centrale
14-15 dicembre 1979,  emesso e diffuso il 16 successivo.

Il governo consegna i centri industriali del Nord alla divisione dei
carabinieri "Pastrengo", affidandone il comando al generale Dalla
Chiesa ed istituendo prefetture militari. Decreta il fermo di polizia
e
un "nuovo codice" da galera permanente. Progetta altre misure
soffocatrici dirette a statalizzare il comportamento delle masse. È
una
tappa avanzata nella militarizzazione della vita sociale a difesa
degli
interessi imperialistici, degli industriali e dei banchieri, del
profitto e della rendita. Creare, sviluppare, rafforzare gli
strumenti
di difesa proletaria. Stabilizzare i comitati di difesa di classe
nelle
fabbriche, nei cantieri, nelle scuole. Sostenere, potenziare il
partito
rivoluzionario.

Nella notte tra il 14 ed il 15 dicembre il consiglio dei ministri, ha
adottato una serie di "misure straordinarie", "rivolte" - come ha
detto
Cossiga nel comunicato letto alla TV - "a rafforzare la difesa dello
Stato". Riassumiamo, sulla base delle scarne notizie date dal citato
comunicato e dalla stampa, il contenuto di queste "misure
straordinarie".

Nel complesso, lo "storico" consiglio dei ministri ha varato due
decreti-legge e tre disegni di legge. Dei due primi provvedimenti,
che
entrano in vigore immediatamente, uno contiene "norme di
coordinamento
delle forze di polizia"; l'altro "norme di tutela dell'ordine
democratico". I tre disegni di legge contemplano: 1) "norme contro la
criminalità terroristica"; 2) "incorporamento di unità di leva nella
pubblica sicurezza"; 3) "norme di reclutamento di ufficiali di
pubblica
sicurezza".

1°) DAL PO IN SU COMANDA IL GENERALE DALLA CHIESA - Questo il
contenuto del primo provvedimento (più gli atti di nomina).

A) Il "nucleo antiterrorismo" viene sezionato in due: i reparti del
centro-sud entrano nei ranghi del SISDE; quelli del nord nella
divisione dei carabinieri "Pastrengo" con sede a Milano, avente
potere
in Lombardia, Piemonte, Liguria, Veneto, Trentino-Alto Adige, Friuli
Venezia Giulia. A capo di questa divisione, che conta 25.000 uomini e
che assume il ruolo di armata "anti-guerriglia" è posto il generale
Dalla Chiesa.

B) Milano, Torino, Genova vengono considerate "zone sensibili"; da
sottoporre, cioè, a costante controllo militare.

C) A prefetto di Genova viene preposto il generale di divisione dei
carabinieri Edoardo Palombi. Il questore di Roma Emanuele De
Francesco,
viene nominato prefetto di Torino. Enzo Vicari, prefetto di Pavia,
viene posto alla prefettura di Milano. Il generale di brigata dei
carabinieri, Alberto De Lellis, sostituisce Dalla Chiesa nella
vigilanza esterna delle carceri.

D) Tutte le forze di polizia sono immediatamente coordinate da due
organismi: a) dal comitato nazionale dell'ordine e della sicurezza
pubblica; composto dal direttore generale di P.S., dai comandanti dei
C.
C. e G.d.F., dal direttore delle carceri e da alti magistrati e
funzionari; b) dall'ufficio di coordinamento, vero organo operativo a
disposizione del ministro dell'interno, composto da burocrati delle
stesse specialità.

E) Inoltre, Cossiga ha comunicato di avere costituito il 13 dicembre,
nell'ambito del comitato esecutivo per i servizi di informazione e
sicurezza (CESIS), un "gruppo di analisi e valutazioni del fenomeno
del
terrorismo".

2°) IL NUOVO CODICE DA GALERA PERMANENTE - Questo il contenuto del
secondo provvedimento.

A) Chiunque verrà sospettato di attività "sovversiva" potrà essere
fermato per 48 ore e tenuto in carcere per 96 ore anche se non ha
violato alcuna legge (fermo di polizia).

B) La polizia potrà perquisire (rastrellare) interi caseggiati se
sospetta che dentro si nasconda un elemento "sovversivo".

C) È stabilita la pena dell'ergastolo per chi uccide a "fini
eversivi"
e per chi uccide magistrati o appartenenti alle forze dell'ordine.

D) Tutti i reati compiuti per "finalità terroristiche" ed "eversive"
subiranno un aumento di pena fino alla metà. Inoltre sono
accompagnati
da una "aggravante speciale" che impedisce ogni comparazione con
qualsiasi attenuante.

E) Per i predetti reati è previsto il mandato di cattura
obbligatorio;
non può essere concessa la libertà provvisoria; sono aumentati i
termini per la scarcerazione automatica.

F) Per polizia e giudici cade qualsiasi limite all'intercettazione
telefonica (legalizzazione piena della prassi di polizia da tempo in
atto).

G) È prevista una "speciale attenuante" con sensibile riduzione della
pena, per chi confessa o denuncia i propri compagni di azione.

3°) SARÀ REATO ANCHE LEGGERE UN VOLANTINO - Il primo dei tre disegni
di legge, da noi sopra elencati, prevede.

A) Verrà punita la detenzione di documenti attinenti al "terrorismo"
e
all'"eversione".

B) Costituisce reato la diffusione di documenti di questo tipo.

C) L'inasprimento delle pene per gli imputati di reati di
associazione.

D) Il parere contrario del pubblico ministero sospenderà le decisioni
di scarcerazione e di libertà provvisoria emanate dal giudice
istruttore.

E) Sono stabilite misure di vigilanza contro chi viene messo in
libertà provvisoria.

Sono queste solo una parte delle "misure straordinarie", adottate dal
consiglio dei ministri nella "storica" notte tra il 14 e il 15
dicembre. Il governo Cossiga può passare alla storia, non per essere
stato il primo governo europeo a ratificare l'impianto dei missili
americani Cruise e Pershing 2, ma per aver portato a completamento la
militarizzazione della vita sociale in Italia.

Nella risoluzione del 10° Congresso, dei primi di novembre scorso,
ricapitolando le tappe percorse dalla militarizzazione della vita
sociale così delineavamo questo processo: "La militarizzazione della
vita sociale si è, finora, manifestata in tre aspetti principali.
Dapprima come controllo preventivo, poliziesco, di massa. In un
secondo
tempo come coazione al lavoro (precettazione). In terzo e ultimo
tempo
come impiego di reparti dell'esercito in compiti di polizia". Ora
bisogna aggiungere quest'ultimo aspetto: la trasformazione dei
reparti
specializzati di repressione in armata contro-rivoluzionaria;
l'unificazione formale nell'arma dei carabinieri (e nello stato
maggiore di questa), del comando direttivo e operativo di tutti i
corpi
e reparti di repressione e controrivoluzione (P.S., G.d.F., ecc.);
l'instaurazione della reggenza militare sui centri industriali del
paese (Milano, Torino, Genova). Con ciò la militarizzazione sociale
raggiunge la pienezza.

L'Esecutivo Centrale di Rivoluzione Comunista denuncia queste "misure
straordinarie" come codificazione della linea autoritaria,
compendiata
il 29 novembre, dal comandante dei carabinieri Corsini. Denuncia il
governo Cossiga, interprete di questa linea, per il lurido pretesto
di
giustificare questi provvedimenti autoritari come contromisura alle
azioni armate dei gruppi clandestini (riferimento all'incursione
nella
scuola manageriale della Fiat a Torino di "Prima Linea"). È una
volgare
menzogna. Altro che lotta al terrorismo; qui siamo di fronte al
terrorismo aperto dello Stato imperialistico per soffocare le masse
proletarie e salvaguardare, così, gli interessi della grande finanza,
degli industriali e dei banchieri, degli speculatori e degli
sfruttatori! Non a caso sono stati sottoposti a reggenza militare i
centri operai del Nord!

Rivoluzione Comunista denuncia, in particolare, il fermo di polizia
come la misura più autoritaria, disposta - in ordine di tempo - dalla
"democrazia parlamentare". Ed osserva che con esso non solo il
sospetto
diventa reato; ma ogni proletario, ogni giovane che si discosta dal
modello di condotta statale, rischia di trovarsi in galera da un
momento all'altro. Fermo di polizia e pene feroci attestano il livore
reazionario del marciume parlamentare; che, comunque, non potrà
sfuggire alla propria bancarotta; e, alla fine, alla resa dei conti
col
proletariato.

Di fronte alla gelida determinazione degli agenti dello stato
imperialistico (del governo e dei partiti parlamentari, del padronato
e
degli apparati di repressione) è necessaria una inflessibile volontà
di
lotta rivoluzionaria, piena di classismo sul piano tattico e su
quello
strategico. Per questo Rivoluzione Comunista, sottolineando le
indicazioni date al 10° Congresso invita i proletari e i giovani più
generosi e combattivi a non attardarsi o perdersi su posizioni di
democratismo o radicalismo armato, che, nonostante il "livello di
fuoco", restano sempre posizioni interclassiste o aclassiste; e a
schierarsi risolutamente sulla linea della difesa proletaria. Creiamo
e
stabilizziamo in ogni luogo di lavoro e in ogni situazione di lotta i
comitati di difesa di classe. Sviluppiamo e rafforziamo il partito
rivoluzionario.

(Tratto dal Supplemento Murale n.45 del 31/12/1979

Redazione e stampa: Piazza Morselli 3 - 20154 Milano
- Milano: P.za Morselli 3 aperta tutti i giorni dalle ore 21 -

SITO INTERNET:  http://digilander.libero.it/rivoluzionecom/
(vedi  x completezza sull'argomento nel sito colonna  a sinistra ;
STORIA DI RIVOLUZIONE COMUNISTA edito il  2 luglio 1999

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