.: Italia Alternativa :.
.: venerdì 16 maggio 2008 :.
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| ilva taranto |
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| lunedì 11 luglio 2005 | ||||||||
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ILVA - TARANTO Scioperare per la sicurezza è giusto, necessario e legittimo! Ritiro immediato delle minacce di licenziamento verso delegati e operai Acciaierie - Ilva di Taranto. Venerdì 8 luglio 7 operai e 2 delegati Rsu Fiom, hanno ricevuto dall¹Ilva lettere di contestazione annuncianti provvedimenti di licenziamento. 2 giorni prima questi operai e delegati che lavorano nell¹Acciaieria 1 avevano giustamente scioperato di fronte al fatto che, nonostante denunce e recenti incidenti gravi e infortuni per esplosioni alla caldaia dell¹impianto di raffreddamento del convertitore 1, l¹azienda, a fronte di un¹ennesima perdita di acqua alla caldaia, che se a contatto con la ghisa liquida avrebbe potuto provocare altre violente esplosioni, non ha voluto arrestare gli impianti, mettendo nuovamente a rischio la salute e la vita degli operai che vi lavorano. Che questi delegati e operai avessero pienamente ragione è dimostrato anche dal sequestro dell¹impianto fatto subito dopo dagli ispettori dell¹Asl, che ha dichiarato il Convertitore 1 a rischio. Lo Slai Cobas esprime la massima solidarietà ai delegati e lavoratori, minacciati di licenziamento. E¹ assurdo e inaudito che ora l¹azienda cerchi pretesti per liberarsi di delegati scomodi e di operai che alzano la testa. Questa minaccia di licenziamenti non deve avere assolutamente seguito, è un atto di intimidazione contro tutti i lavoratori, contro tutti i delegati sindacali, contro tutti coloro che vogliono fare realmente sindacato all¹Ilva. L¹art. 14 della L. 626 stabilisce in maniera inequivocabile che i lavoratori hanno il diritto individuale e collettivo di fermarsi ed allontanarsi da situazioni di pericolo. Questo è quello che è stato fatto. Questo è quello che da tempo lo slai cobas dice che devono fare tutti i delegati e gli operai all¹Ilva, a qualsiasi sindacato appartengono; e le segreterie sindacali hanno il dovere di dare copertura senza condizione a questo legittimo comportamento. E¹ l¹azienda che è fuori legge e facendo così si assume la responsabilità in prima persona della catena di esplosioni, infortuni gravi e morti che si sono susseguiti senza soluzione di continuità in questi mesi e per i quali giustamente deve rispondere in fabbrica e in Tribunale. Per questo siamo per la piena partecipazione alle iniziative sindacali promosse dalla Fiom sulla questione. Non è un problema di sigle sindacali, ma di interesse generale dei lavoratori. Noi che siamo per l¹autorganizzazione operaia nei cobas in fabbrica, per la tutela rigida delle condizioni di sicurezza, per le quali non abbiamo mai risparmiato critiche a delegati e organizzazioni sindacali poco attive sul tema, ci sentiamo colpiti in prima persona e diciamo chiaro che questo attacco non deve passare, nè passerà! Siamo perchè tutte le forze sociali e politiche e le istituzioni si schierino dalla parte dei lavoratori su un problema concreto ma esemplare della situazione effettiva in Ilva. In particolare il Presidente della Regione Puglia, Vendola, non può dare credito e avalli ai comportamenti e alle dichiarazioni fatte da Riva, nel vertice tenuto negli stessi giorni in Regione, in materia di sicurezza, ambiente e tutela dei diritti dei lavoratori in fabbrica, il padron Riva che con la solita arroganza che lo caratterizza ha giustificato la situazione di grave rischio vita e salute dicendo che l¹Ilva è come una città con 20 mila abitanti in cui ³ad una massaia può capitare di farsi male mentre taglia le patate². Vendola è tenuto a prendere immediata posizione e a mettere in discussione il ŒPatto d¹intesa¹, ora anche per queste minacce di licenziamento. Il piano industriale di Riva ha fatto una bella presentazione... Vuol dire che per i prossimi anni la proposta è sempre: più produzione in ogni condizione, più profitti, a scapito della salute, delle condizioni di lavoro e dei diritti dei lavoratori. Si vogliono colpire i giovani operai, creare un clima di paura e di terrore che non può essere accettato. La dignità, i diritti e la salute dei lavoratori viene prima di ogni cosa, si lavora per vivere e non per morire. Porteremo al Convegno operaio nazionale che si tiene alla Fiat di Melfi venerdì 15 luglio (presso centro sociale di Rionero ore 9-14) la denuncia di questi licenziamenti, chiamando ad un¹immediata solidarietà e mobilitazione gli operai della fabbrica dei 21 giorni, che si sono ribellati a un clima di sfruttamento e repressione simile, con l¹aggiunta del pericolo di morte, a quello che c¹è all¹Ilva. Invitiamo i delegati e i lavoratori dell¹Ilva colpiti, così come ogni delegato e operaio di altre fabbriche e posti di lavoro, a portare direttamente al Convegno la propria voce e la propria lotta. SLAI COBAS per il sindacato di classe ILVA TARANTO Taranto v. Rintone, 22 - T/F 0994792086 - 3475301704 Indirizzo e-mail protetto dal bots spam , deve abilitare Javascript per vederlo
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