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legge 40: flop o obiettivo raggiunto? per un comitato in difesa del diritto d'aborto |
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| legge 40: flop o obiettivo raggiunto? per un comitato in difesa del diritto d'aborto |
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| giovedì 05 luglio 2007 | ||||||||
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"Il flop della 40 dati alla mano".."La Legge sulla Procreazione assistita non funziona". PER UN COMITATO IN DIFESA DEL DIRITTO D’ABORTO PER La cancellazione dell’ obbligo della sepoltura dei feti e degli embrioni, introdotta dalla Regione Lombardia L’abrogazione della L.40 sulla procreazione medicalmente assistita, che ha introdotto il riconoscimento giuridico dell’embrione Il miglioramento della L. 194 del 1978, con la cancellazione dell’obiezione di coscienza. In Regione Lombardia sono obiettori di coscienza 7 medici su 10 L’introduzione della RU 486 in tutti gli ospedali A Milano il 14 gennaio 2006 200mila donne hanno manifestato contro gli attacchi clerico fascisti al diritto d’aborto e alle condizioni delle donne. L’importante manifestazione ha avuto il merito di porre con forza all’ordine del giorno l’impellenza e la necessità di una ripresa delle lotte delle donne a tutto campo, con l’obiettivo e in grado di opporsi al ritorno a un Moderno Medioevo in cui vogliono ricacciare le operaie, le lavoratrici, ma anche le giovani. Oggi, vediamo bene che gli attacchi ideologici, legislativi alla dignità, ai diritti, alla vita stessa delle donne continuano con maggiore intensità: l’introduzione dell’ obbligo della sepoltura dei feti fa il paio con la L.40 e il riconoscimento giuridico, in essa, dell’embrione come "persona": se l’embrione è una persona le donne che decidono di abortire sono delle assassine, come non cessano di affermare le gerarchie ecclesiastiche che, nel portare avanti questi attacchi trovano tanti sponsor sia nel centrodestra che nel centrosinistra- sino a ritrovarci un ministero per la famiglia, con l’attuale governo!. Oggi diventa un’urgenza ed una necessità ineludibile contrastare sul piano ideologico e pratico l’offensiva contro il diritto d’aborto perché simbolicamente rappresenta il riconoscimento del diritto di scelta, di autodeterminazione delle donne in tema di maternità ma che allude, allo stesso tempo, al diritto di scelta, per le donne, in tutti i campi della loro vita. Di più, mentre le cronache quotidianamente parlano di malasanità, di fasce crescenti di popolazione che non riesce a curarsi, di tagli di fondi alla sanità, si distolgono energie, soldi per la sepoltura dei feti, per la ricerca dei contenitori idonei e per elaborare moduli per chiedere alle donne che stanno per affrontare un’interruzione di gravidanza, se vogliono provvedere direttamente alla tumulazione, cancellando d’un tratto lo spirito che permea la 194: salvaguardare l’integrità fisica e psichica delle donne e, inoltre, si preannuncia una schedatura delle donne che ricorrono alla IVG. Ma, soprattutto, si dimostra quanto stia a cuore realmente la salute delle donne e non solo! Non possiamo non denunciare come le leggi, la cancellazione di diritti conquistati con dure lotte, in primis, delle donne, contribuiscono a diffondere e favorire un humus oscurantista e reazionario, come testimoniano i crescenti stupri, violenze fisiche e psicologiche, sino all’uccisione, soprattutto all’interno delle famiglie. Ideologia oscurantista e reazionaria che vuole scaricare il lavoro di cura sulle donne, all’interno delle pareti domestiche i costi di uno stato sociale inesistente, del mal funzionamento e/o della chiusura di molti servizi sociali, dell’inefficienza di strutture sanitarie ed assistenziali, "incentivando" il ritorno a casa delle donne con demagogici bonus bebè e politiche familiste di stampo fascista Costruiamo oggi la nostra autonomia, costruiamo un’organizzazione di classe che sia distinta e contro chi vuole circoscrivere la lotta delle donne entro i recinti delle forze parlamentari Costruiamo un movimento femminista proletario rivoluzionario! IL DIRITTO D’ABORTO NON SI TOCCA! LO DIFENDEREMO CON LA LOTTA! Movimento femminista proletario rivoluzionario –Milano Indirizzo e-mail protetto dal bots spam , deve abilitare Javascript per vederlo 333/9415168 C/o Centro documentazione proletaria Via Bolzano, 18 Fip, 19/06/07
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