IL "GARBO ISTITUZIONALE" FA MALE ALLA SALUTE E ALLA LEGALITÀ.
E' inammissibile che la Commissione parlamentare d'inchiesta sul ciclo dei rifiuti e sulle attività illecite ad esso connesse non abbia sentito il dovere di ascoltare né il comitato dei garanti presso la discarica, nominato dal Bertolaso, né il Comitato Emergenza Rifiuti che rappresenta diverse migliaia di cittadini, oltre 100 tra associazioni e movimenti, tra cui tutte le associazioni ambientaliste, l'associazione Medici per l'Ambiente, la Caritas, ecc. che da mesi si battono per affermare una diversa modalità di affrontare la cosiddetta emergenza rifiuti, far chiudere e bonificare la discarica illegale e abusiva di Lo Uttaro, assicurare, anche in questa parte del paese, che esiste la legalità e uno Stato di diritto che vuol far rispettare le leggi. Ci siamo trovati, invece, di fronte ad un gruppo di vecchi oligarchi che, come in un balletto del seicento, si distribuiscono, con molto garbo, complimenti e affettuosità, mentre nella realtà dei fatti, oltre a registrare una profonda frattura sociale e un sostanziale immobilismo, a San Nicola, a San Marco, a Maddaloni e a Caserta la gente paga, pur in presenza di diverse e corrette alternative, per la scelta di Lo Uttaro. Scelta interessata quanto illegale e che costituisce un vero e proprio attentato alla salute pubblica e all'ambiente. Tutto ciò in una zona dove, in pochi ettari di territorio sono stati già sversati oltre 6 milioni di tonnellate di rifiuti di incerta provenienza e natura e dove le istituzioni preposte ai controlli nulla hanno fatto. La realtà dimostra che la soluzione allo smaltimento dei rifiuti non sta nelle discariche e il famoso "senso di responsabilità" dei decisori politici locali fa a pugni con l'illegalità che essi stessi continuano ad eludere, quale non problema e così il territorio pur in presenza di discariche, siti di stoccaggio, siti di trasferenza e migliaia di lavoratori, spesso nulla facenti perché mal organizzati e senza alcuna strategia complessiva, i rifiuti continuano a marcire in ogni parte della città e del territorio.
Se la Commissione parlamentare d'inchiesta intende continuare ad affrontare in questo modo la lotta alle ecomafie, parlarsi addosso e chiudere gli occhi davanti a tanta illegalità, irregolarità, falsi, ecc, che costituiscono la verità di "Lo Uttaro", consigliamo allora di chiedere nuovamente la consulenza dell'arch. De Biasio, dell'ing. Spasiano e del geometra Pirone e di moltissimi altri "esperti", presenti dentro e fuori le istituzioni ufficiali, sempre pronti ad affrontare i problemi del popolo campano nell'interesse generale, così come si è efficacemente proceduto in questi 13 anni nel comparto dei rifiuti, dove si sarebbero dovuti sanare 30 anni di illegalità, distruzione dell'ambiente e corruttele varie. Appare utile ricordare che ipotizzare, sia pure larvatamente, la possibilità di fare di Lo Uttaro una discarica regionale o di ampliare la cava abusiva, gravissima sarà la responsabilità delle conseguenze sull'ordine pubblico e sulla salute degli abitanti. Mentre, in questo clima "emergenziale", dalla Provincia di Caserta si aspetta inutilmente il piano dei rifiuti da circa 7 mesi, la Fibe ringrazia.
Comitato Emergenza Rifiuti
Caserta, 22 giugno 2007
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