.: Italia Alternativa :.
.: Thursday 04 December 2008 :.
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| Basta omicidi bianchi! Ci vuole un Comitato Nazionale |
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| Monday 28 May 2007 | ||||||||
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"Petru Puslau, uno di noi": con queste parole, scritte sullo striscione che ha aperto la manifestazione degli immigrati di sabato scorso a Ravenna, lo hanno ricordato i 2 mila lavoratori immigrati. Petru Puslau era operaio rumeno di 37 anni, ed è morto marted' 22 maggio, schiacciato da un bancale di cartongesso a Cervia. In Romania "guadagnava" 100 euro al mese per mantenere moglie e 3 figli. Lo SLAI COBAS di Ravenna si stringe al dolore della sua famiglia, dei suoi colleghi di lavoro, della comunità dei lavoratori immigrati. Non parliamo, per favore, di fatalità, quando le cifre degli operai morti nel nostro paese denunciano chiaramente che il profitto, il subappalto, la precarietà, la mancancata applicazione della 626 e la scarsa o nulla formazione sono le vere cause degli omicidi bianchi nei luoghi di lavoro. E la vittime sono soprattutto lavoratori immigrati, giovani senza formazione. Solo una settimana prima un rapporto del Direzione provinciale del lavoro aveva denunciato che 2 aziende su 3 non erano regolari. Nello stessa giornata del 25/5, 2 muratori, Natale Floriddia di 34 anni di Siracusa e Lazhzr Ajhamed, tunisino di 33 anni, muoiono per il crollo di un muro nel ferrarese. E sempre a Cervia lo scorso autunno è rimasto ucciso sul lavoro un giovane operaio tunisino. Lunedì prossimo i confederali hanno proclamato uno sciopero provinciale delle prime 2 ore di lavoro. Questa terribile realtà, quella dei lavoratori uccisi dal profitto, che in molti confermano assomigliante ad un bollettino di guerra, avrebbe avuto bisogno di una risposta più decisa e convincente delle 2 ore di sciopero, perchè, altrimenti, i problemi rimangono tutti ancora da risolvere. Infatti gli Ispettori del Lavoro non sono messi in condizione di esercitare il loro ruolo, visto che mancano i fondi per l'attività di prevenzione e controllo. E poi, com'è possibile che cambi qualcosa quando i padroni sono sempre impuniti e non esiste una procedura d'urgenza per i lavoratori vittime d'incidenti? Ma anche il continuo richiamo alla mancanza d'applicazione delle misure di sicurezza, da parte dei confederali ogni volta che muore sul lavoro un operaio , deve fare capire che abbiamo la necessità di un nuovo sindacato, di nuovi rappresentanti della sicurezza, che trasformi i rapporti di forza a favore dei lavoratori. Stiamo lavorando per unire tutte le energie impegnate sulla sicurezza dei lavoratori, per questo abbiamo aderito ad un Comitato Nazionale che renda più forte questa lotta a livello nazionale. Per questo parteciperemo e promuoveremo, a livello cittadino, la campagna per la giornata di lotta del 12 giugno 2007 a Taranto, la città dell'Ilva, la "fabbrica della morte", dove i famigliari delle vittime dell'Ilva, rappresentanti dello Slai cobas, singoli sindacalisti non sostenuti dai rispettivi sindacati, e di altri comitati che lottano per la salute e sicurezza sui posti di lavoro, avvocati, hanno dato vita ad una mobilitazione molto avanzata e importante per chi ha a cuore i diritti e la dignità dei lavoratori, proprio a partire dalla richiesta di giustizia per 2 operai Ilva morti il 12 giugno. E' ora che la vita dei lavoratori abbia un peso infinitamente maggiore rispetto ai profitti dei padroni e del loro sistema di potere! SLAI COBAS PORTO/POLIMERI EUROPA/MARCEGAGLIA- RAVENNA Via Punta Stilo,15 Tel. 339-8911853
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