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Monday 28 May 2007
Piattaforma metalmeccanici

250 euro per vivere
Sicurezza e riduzione d¹orario per non morire

In questi anni il capitale ha succhiato più sangue ai lavoratori e in
particolare agli operai che con il loro lavoro sono i maggiori produttori
della ricchezza.
Mentre i profitti dei padroni sono andati alle stelle, diminuisce il potere
d¹acquisto della busta paga, che non arriva neanche alla quarta settimana
del mese, e le condizioni in fabbrica ad ogni contratto sono peggiorate con
più orario, più precarietà, meno sicurezza.
Questa realtà non viene assolutamente scalfita dalla piattaforma presentata
da Fim, Fiom, Uilm.

SALARIO - La richiesta di 101 euro lordi per il 3° liv. e 107 euro al 4°
livello è una presa in giro, in quanto è da 10 anni, a partire dagli accordi
del luglio 1993 tra confederali-padroni-governo, che sono stati fatti
rinnovi contrattuali incentrati sulla moderazione salariale tanto che un
operaio al 3° livello, che sono la maggioranza nelle fabbriche, porta a casa
1.108,12 euro lordi.
Le stesse statistiche (eurostat e ocse) dicono che i salari in Italia sono
tra i più bassi d¹Europa e sono stati erosi negli anni dall¹inflazione che
ha avuto una dinamica del suo tasso più alta tra i paesi europei.
Anche l¹ufficio economico della fiom, per il settore metalmeccanico è
costretto ad ammettere che nell¹intero periodo (93-2004) si è avuto uno
scarto negativo del 9,9% tra inflazione programmata ed inflazione reale, che
si è poi trasformato in una perdita, pressoché irrecuperabile, del potere
dacquisto, tenendo conto anche dell¹aumento dei prezzi sui consumi
alimentari delle famiglie (ad esempio nel biennio 02-03 gli aumenti della
frutta sono stati 15,5% e degli ortaggi 16%, etc.), e dell¹aumento enorme di
tariffe e costi dei servizi pubblici.
Per non parlare che il salario è stato eroso anche dal mancato recupero del
fiscal drag
La richiesta credibile nel contratto per avere effettivi aumenti salariali e
recuperare il vecchio che si è perso è di 250 euro uguali per tutti i
livelli e il ripristino della scala mobile.

AMBIENTE DI LAVORO SALUTE E SICUREZZA - a fronte di una situazione
d¹emergenza per gli operai che muoiono, si infortunano e si ammalano come
mosche a causa della nocività del sistema di produzione dei padroni che
spinge sempre più alla superproduzione ad ogni costo, con ritmi che
aumentano, non basta la richiesta di 1 ora all¹anno di assemblea retribuita,
tra l¹altro gestita dai responsabili della sicurezza aziendale, ma serve per
prima cosa l¹elezione diretta degli Rls da parte dei lavoratori in ogni
reparto e il pieno potere di queste figure nella valutazione reale del
rischio che la produzione crea, servendosi anche della presenza stabile in
tutte le fabbriche, e in particolare nelle produzioni siderurgiche che sono
oggettivamente più pericolose, di tecnici e postazioni fisse
dell¹Ispettorato del lavoro, al servizio dei lavoratori. Inoltre per
svolgere un reale intervento nelle condizioni di lavoro a rischio nei
reparti condividiamo che il documento di valutazione dei rischi sia fornito
in copia agli Rls, ma anche a tutti i lavoratori che lo richiedono, in
quanto non si tratta di un segreto aziendale da gestire nelle commissioni
sindacato-azienda, ma dell¹ambiente di lavoro in cui vivono gli operai e che
deve poter essere anche messo sotto accusa e modificato.

ORARIO DI LAVORO - è l¹ultima chicca, invece che chiedere una riduzione
generalizzata dell¹orario a parità di salario, si fa in modo di far
decollare l¹orario plurisettimanale con la richiesta di un aumento delle
maggiorazioni e si inserisce la possibilità che tale istituto possa essere
utilizzato anche di fronte a particolari e non altrimenti affrontabili
picchi produttivi, con il risultato che quando serve si lavora su sei giorni
di fila, in questo modo si apre la strada al fatto di far diventare norma il
sabato e la domenica lavorativi; si rivendica l¹aumento dello straordinario
camuffato dal meccanismo della banca ore, si introduce la normativa sulla
reperibilità.

LIVELLI - Fim, fiom, uilm hanno fatto un bel lavoro, nell¹arco di 10 anni si
è passati dai passaggi automatici da un livello a quello superiore, con
fabbriche in cui grazie a questo meccanismo si raggiungeva in poco tempo e
per la maggioranza dei lavoratori il 5-6° livello, al fatto di prendere a
pretesto che questa situazione di parità ed equità aveva bloccato lo
sviluppo della professionalità, per concordare il reinserimento in forma
aggiornata di una sorta di paghe di posto attraverso la valutazione del capo
turno con una pagellina che quantificasse, secondo dei criteri concordati
con le aziende, il grado di specializzazione rispetto alla polivalenza e
alla polifunzionalità.
Un criterio meritocratico che ha svilito le mansioni effettivamente svolte a
favore di una nuova figura di operaio addomesticato che viene valutato
secondo il ruolo che svolge all¹interno dei reparto e del suo grado di
assoggettamento al comando dei capi e capetti, come dire oltre a saper
muovere bene le braccia anche il suo cervello deve essere sottomesso alla
missione aziendale di fare record produttivi senza lamentarti.
Questo ha portato ad una situazione di salari differenziati, con effetti
devastanti nell¹unità operaia e con una situazione in cui, grazie alle nuove
forme di contratti atipici, si entra al 2-3° livello e al 3° si resta o bene
che vada si ottiene il 4° dopo molti anni.
Ora, invece di ridurre le categorie e ripristinare il passaggio automatico
del livello, si vuole consolidare nel contratto nazionale un ulteriore
appiattimento verso il basso dei salari con l¹allungamento della permanenza
a livelli retributivi bassissimi.
Il sistema prevede 5 fasce in cui la prima, per il 1° e 2° livello, viene
definita non a caso A come avviamento al lavoro di fascista memoria, nella
fascia B (3° e 4° livello) vi sono i cosiddetti qualificati, nella fascia C
i tecnici, livello 5° e 5° super, nella fascia D, professionali 6° e 7°
livello, nella fascia E, quadri, 2 livelli dei quadri di 7°. Il passaggio da
un livello all¹altro non sarà la stessa cosa del passaggio da una fascia
all¹altra. Chi mai degli operai di quarto livello ed inquadrato nella fascia
B ³qualificati² potrà salire nella fascia C ³tecnici²?

MERCATO DEL LAVORO - si dice a parole che il rapporto di lavoro normale
dell¹industria metalmeccanica è il contratto di lavoro a tempo
indeterminato, mentre la realtà è che nei reparti ci sono operai da oltre
12, 18 o 24 mesi che sono precari e ogni mese non sanno se saranno
confermati, benché svolgano mansioni operative sempre nella stessa azienda o
reparto.
La legge Biagi (legge 30) non sarebbe potuta decollare nelle fabbriche senza
trovare prima accordi applicativi concordati tra le parti - con cgil, cisl,
uil, e così si è passati, da un governo all¹altro, dagli interinali alla
somministrazione, dal contratto di F-L all¹apprendistato e al contratto di
inserimento.
Con questa logica avremo ancora più lavoratori ricattabili, mentre è
interesse di tutti i lavoratori, non la regolazione della precarietà ma la
sua fine effettiva, attraverso la fine dell'utilizzo di tutti i tipi di
contratto della legge Biagi.
Noi rivendichiamo l¹abolizione della legge Biagi a partire da mettere dei
paletti chiari all¹abuso di manodopera usa e getta, con la richiesta di
passaggio a tempo indeterminato per tutti i lavoratori dopo massimo 12 mesi
senza se e senza ma, e il divieto nelle grandi fabbriche, soprattutto quelle
ad alto rischio infortuni - come l¹Ilva - di utilizzare lavoratori
interinali.
Nella piattaforma metalmeccanica non si va in questa direzione! Si pone il
tetto massimo del 15% per l¹utilizzo nelle singole unità produttive dei
contratti a termine (già molto alto!), ma, poi, da un lato si esclude da
questo Œtetto¹ i contratti di apprendistato e di inserimento (con la
giustificazione che questi sarebbero formativi - ma quanto mai soprattutto
nella grande industria), dall¹altro si dice che questa soglia può essere
aumentata da intese a livello aziendale con le Rsu per esigenze di
flessibilità dell¹impresa e si apre la strada ad ulteriori contratti
ricattabili, infatti si dice che: le rsu saranno informate con congruo
anticipo dell¹intenzione dell¹impresa di accedere ad altre forme
contrattuali previste dalla legge, oltre a quelle qui definite.

slai cobas per il sindacato di classe
taranto/bergamo/milano/palermo/ravenna/venezia


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