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TERNI: MANOVRATORE MORTO, VEDOVA FA APPELLO A NAPOLITANO |
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giovedì 26 aprile 2007 |
UN TOCCANTE APPELLO DELLA VEDOVA DEL MANOVRATORE MORTO A TERNI IL 6 APRILE SEGNALATO DAL "NOSTRO" RLS MARCO BAZZONI..
CI RIPORTA ALLA DIMENSIONE UMANA DELLA TRAGEDIA E CI CONSENTE DI VEDERE TUTTA LA CRUDELTA' E IL CINISMO DEI CALCOLI IMPRENDITORIALI SUL COSTO DEL LAVORO IL VERO VOLTO DEGLI ESUBERI E DELLE RISTRUTTURAZIONI.
LA VITA UMANA, I SOGNI E LE SPERANZE DI UNA VITA SACRIFICATI SU QUEL MALEDETTO NUMERO POSITIVO ALLA VOCE "CENTRO DI COSTO MANOVRA TERNI" DEL BILANCIO DI TRENITALIA.
Dante De Angelis
TERNI: MANOVRATORE MORTO, VEDOVA FA APPELLO A NAPOLITANO
Daniela Eramo Mariani, vedova di Franco Mariani, il manovratore delle Ferrovie morto il 6 aprile mentre era impegnato alla stazione di Terni, ha chiesto un intervento del capo dello Stato sui temi della sicurezza sul lavoro. La lettera inviata al Quirinale e' stata consegnata oggi dalla donna al sindaco di Terni Paolo Raffaelli nel corso di un incontro in municipio. Nel messaggio al capo dello Stato - reso noto dal Comune - la signora Eramo Mariani ha ricordato che la morte del marito e' avvenuta ''a pochi mesi dalla pensione''. ''Aiutatemi affinche' non accada piu' - ha scritto a Napolitano -, aiutatemi affinche' nessuna madre, moglie, figli piangano piu' per una tragedia cosi' immane. Il mio Franco desiderava andare in pensione, aveva tante cose da fare, ma un destino crudele lo ha strappato a tutti noi. Lavorava per farci vivere degnamente, svolgeva il suo lavoro con competenza ed accortezza perche' conosceva e temeva il lavoro che faceva: aiutatemi a trovare delle risposte''. ''Chi ha deciso di diminuire l'organico umano? - ha scritto ancora la vedova Mariani - Chi ha deciso che in uno scalo merci come la stazione di Terni, dove confluiscono merci delle Acciaierie, Montedison piu' le merci giornaliere, le squadre di manovra composte inizialmente da sei operai si siano dovute ridurre a tre?''. La donna ha quindi sottolineato che ogni uomo con uno stipendio fisso ''si sente al sicuro e per quello stipendio affronta le difficolta' del proprio lavoro ma e' ingiusto che proprio per quel lavoro che ti deve aiutare a vivere si debba morire''. ''Non date ragione - si legge nella lettera - a chi mi dice che tanto la mia e' una battaglia persa perche' sto lottando contro lo Stato: mio marito ha lavorato per lo Stato e dato la sua vita allo Stato. Fate si che la vostra indignazione dei primi giorni dopo l'accaduto non si affievolisca perche' ormai il funerale di mio marito e' stato celebrato. Aiutatemi''.
24/04/2007
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