.: Italia Alternativa :.
.: venerdì 16 maggio 2008 :.
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| Morti sul lavoro: ora basta! |
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| venerdì 20 aprile 2007 | ||||||||
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Morti sul lavoro: ora basta! Trecento lavoratori di Genova hanno fatto un blocco stradale con barricate e copertoni incendiati il giorno dopo la morte sul lavoro di uno di loro, Enrico Formenti. Una sacrosanta rivolta per manifestare la giusta rabbia per l’ennesimo omicidio bianco. «E' un omicidio, non una morte sul lavoro-diceva un lavoratore- i responsabili sono le istituzioni. Sono quelli che dicono che se critichi metti a rischio la produttività. Ormai al porto vorrebbero che stessimo tutti zitti». «Sono anni che parliamo di sicurezza - spiega Marco, 9 anni in porto - ma qui ormai lavoriamo a cottimo. Lo stipendio base è di 900 euro poi se fai gli straordinari arrivi a 1100, 1200. E dopo un po' saltano tutti i meccanismi di salvaguardia. Cosa fai quando magari sei al terzo turno consecutivo perché la nave è stata stivata male e c'è da rifissare il carico? So di qualcuno a cui è capitato di fare anche 24 ore di seguito dormendo cinque minuti in attesa della nave. A questo punto sono i lavoratori che devono imporre la sicurezza, altro che i sindacati». E’ una rivolta spontanea autoconvocata, partita dagli operai più giovani, da generalizzare, perché troppi sono i morti sul lavoro: in 24 ore 6 operai uccisi dalla Liguria alla Sicilia, senza contare le malattie professionali e le invalidità permanenti. E’ora di organizzare il protagonismo dei lavoratori per la battaglia per la sicurezza in fabbrica, nei porti, nei cantieri. Sono i padroni i responsabili di tutto questo, coperti dalle lacrime di coccodrillo dei confederali. Sono questi sindacati, trasformati in caporali per la competitività dei padroni, gl’ inutili strumenti in mano ai lavoratori. C’è bisogno di farsi sindacato in proprio da parte dei lavoratori. Il governo promette interventi sulla sicurezza ma intanto ha tagliato i fondi per gli Ispettori e Bersani pensa addirittura di cedere ai privati il controllo della sicurezza sulle macchine licenziando i 350 Ispettori ISPESL , così come questo governo non ha cancellato la vergogna della legge della precarietà, la l. Biagi, che legalizza lo sfruttamento dei giovani lavoratori, senza formazione e senza diritti, per un salario da fame! Prodi ha la delega per un Testo di Legge che avrà gli stessi tempi della giustizia (dei padroni): cioè tempi eterni! Noi invece abbiamo bisogno subito di un COMITATO NAZIONALE CONTRO GLI OMICIDI BIANCHI, LA SALUTE E LA SICUREZZA SUI POSTI DI LAVORO. Ed è proprio a questo lo SLAI COBAS sta lavorando. A questo serve il convegno organizzato dall'Associazione 12 giugno dei familiari vittime del lavoro all'ILVA di Taranto, la "fabbrica della morte", a Mesagne (BR) il 20 aprile che vedrà presenti il coordinamento nazionale dei rappresentanti e lavoratori RLS, Medicina democratica, l'associazione familiari vittime del petrolchimico di Brindisi, rappresentanti istituzionali, giuristi, rappresentanti dello Slai cobas Taranto e di altri comitati che lottano per la salute e sicurezza sui posti di lavoro, operai, familiari, cittadini. Lo Slai Cobas di Ravenna raccoglie questo Appello e porterà la voce e le lotte autorganizzate al Porto dopo la morte del giovane Luca Vertullo e quella degli operai di Ravenna, di Polimeri Europa come della Marcegaglia, a questo importante convegno. SLAI COBAS PORTO/POLIMERI EUROPA/MARCEGAGLIA- RAVENNA Via Punta Stilo,15 Tel. 339-8911853
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