Primi malori tra i no coke in sciopero
I medici mantengono la situazione sotto controllo. Nuovo appello al
Presidente Marrazzo
TARQUINIA - Quarto giorno di sciopero della fame per i rappresentanti dei
cittadini contro il carbone che occupano da giovedì scorso la sala
consiliare del comune. Primo cedimento stamani verso le 10 per uno degli
esponenti, che ha manifestato diminuzione dei valori pressori e glicemici,
questi ultimi rientrati dopo la somministrazione di glucosio da parte dei
medici, intervenuti celermente nell'aula consiliare. "Non si è deciso per il
ricovero dell'esponente del comitato in quanto l'elettrocardiogramma e le
condizioni emodinamiche risultavano nei limiti della norma. Gli altri,
seppur presentino estremi segni di stanchezza e sofferenza, al momento, non
necessitano di interventi particolari ". Questa la diagnosi dei medici, che
in un primo tempo avevano pensato ad un ricovero. Le condizioni di chi ormai
da quattro giorni rinuncia al cibo peggiorano di giorno in giorno; ma a
parte le testimonianze di solidarietà di molti cittadini e qualche esponente
politico (oggi sono intervenuti i consiglieri regionali dei Verdi Enrico
Fontana e Peppe Mariani), ad oggi nemmeno uno dei 13 punti di richiesta alle
Istituzioni da parte del Movimento è stato accettato dai partiti politici e
dai rappresentanti istituzionali.
<Nell'ottica dell'acquisizione di poltrone e del sottostare ai poteri forti
la politica oggi procede su binari lontani da valori quali l'etica, la
salvaguardia della salute e dell'ambiente - afferma il Movimento no coke
Alto Lazio - oltre che dell'economia di un territorio, si dimentica che il
problema ambientale ormai ci riguarda da vicino e non attiene un singolo
paese ma la globalità della popolazione mondiale. Il carbone è il passato,
eppure con grande abilità e maestria mediatica si continua a parlare di
'carbone pulito' e si definisce progresso il retrocedere>.
Intanto gli scioperanti hanno lanciato un nuovo appello al Presidente della
regione Piero Marrazzo. Di seguito il testo integrale.
"Sappiamo per certo che: l'attività delle tre centrali (Torre Valdaliga Nord
e Sud di Civitavecchia e quella di Montalto Alessandro Volta) ha contribuito
e continua a contribuire ad un aumento della mortalità per cancro al
polmone, asma nei bambini ed aumento dei casi di insufficienza renale
cronica che non hanno paragoni con le percentuali registrate a livello
regionale (Mortalità e ricoveri ospedalieri nell'area industriale di
Civitavecchia, anni 1997-2004, Agenzia di Sanità Pubblica, Regione Lazio,
2006).
Altrettanto tragico impatto sulla salute delle centrali alimentate a carbone
negli Stati Uniti (Premature mortalità from proposed new coal-fired power
plants in Texas. A research breaf by pubblic Citizen's Texas office and the
sustainable energy and economic development, seed coalition, novembre 2006).
La scelta di convertire a carbone la centrale di TVN non potrà migliorare la
qualità dell'aria di un comprensorio già tanto compromesso. Sulla base di
questo chiediamo al presidente della Regione Lazio, di deliberare
formalmente, con atto di consiglio, la richiesta al Governo Nazionale di
fermare subito i lavori di riconversione della centrale, subordinando l'eventuale
ripresa dei lavori alla verifica dei dati epidemiologici segnalati".
No Coke Alto Lazio - Coordinamento dei Medici per la Salute
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