.: Italia Alternativa :.
.: venerdì 04 luglio 2008 :.
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| manifestazione 17 - documento |
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| martedì 20 marzo 2007 | ||||||||
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La nostra posizione * Lottare contro l'imperialismo USA - gendarme planetario - e le sue basi nel mondo. Nelle manifestazioni contro la guerra occorre centrare l'attenzione contro il nemico principale dei popoli, l'imperialismo USA e quindi puntare ad assediare con iniziative d'avanguardia e di massa le sedi delle ambasciate e consolati USA, le basi militari e ogni obiettivo economico e politico della presenza USA in Italia * Lottare contro l'imperialismo italiano e la sua presenza militare in Afganistan, Libano, Irak e nel mondo. Rivendicare il ritiro dei soldati italiani da tutti gli scenari di guerra, salutare come positivo ogni attacco all'imperialismo italiano nei teatri di guerra, perché questo che affretta il ritiro. * Sostenere la resistenza antimperialista dei popoli del mediooriente e la via vincente della guerra popolare di lunga durata che si afferma in Nepal,India, Perù, Filippine, Turchia. I popoli non possono solo resistere e lottare ma occorre vincere e questo avviene solo se si sviluppa la via della guerra di popolo, che é altra cosa dalla resistenza antimperialista, essa é esercito rosso, basi rosse, nuovo potere nelle mani degli operai, contadini * Lottare contro i governi di centro destra e centrosinistra, due facce dell'imperialismo italiano. Proprio sull'importante tema della guerra imperialista appare evidente che i governi di centro destra e centro sinistra servono gli stessi interessi e che non ha quindi senso sostenerne uno o l'altro; per questo, come la caduta del governo Berlusconi, anche quella di Prodi su questo campo nel dopo Vicenza sarebbe stata positiva e non negativa. * Non c'é lotta contro l'imperialismo che non sia lotta contro l'opportunismo e i suoi agenti nel movimento operaio e popolare (la sinistra parlamentare e le burocrazie confederali). Manca nella piattaforma di Roma una chiara denuncia della sinistra parlamentare e delle burocrazie sindacali CGIL/CISL/UIL; senza questa, la manifestazione grande o piccola che sia, é limitata e disarmata, costituisce una parte di un film già visto. Mentre serve un altro movimento contro la guerra imperialista, le basi militari che nasca sul territorio e accumuli forze nell'unità e nella chiarezza. Le sedi dei partiti della sinistra parlamentare, le sedi del sindacalismo confederale, CGIL in primis, vanno considerate luoghi di volantinaggi, presidi, manifestazioni che ne smascherino il ruolo e "costringano" i lavoratori a prendere posizione. * La lotta contro la guerra imperialista, va unità alla lotta contro la reazionarizzazione e militarizzazione dello stato e del territorio. La lotta contro la repressione, la nuova caccia alle streghe la nuova strategia della tensione, inaugurata alla grande in occasione della manifestazione di Vicenza con il 'pretesto' del terrorismo, mancano dalla piattaforma di Roma per evidente opportunismo delle forze organizzatrici. Ma senza questa lotta, si colpisce la guerra esterna e non quella interna e di conseguenza non si contribuisce alla spaccatura necessaria nel paese e nel movimento con le forze e le posizioni riformiste sui temi dell'imperialismo e dello stato che sono la questione fondamentale in questa fase * Occorre portare nelle file dei movimenti di lotta operai, precari, disoccupati la denuncia, propaganda e agitazione politica contro la guerra imperialista, l'imperialismo italiano e suoi governi. Questo é possibile solo se intimamente connesso alla lotta per difendere le condizioni di vita e di lavoro delle masse, i salari e i posti di lavoro e non si può fare senza il braccio indispensabile del sindacalismo di classe basato sull'autorganizzazione di classe e di massa rappresentata dai cobas e nelle fabbriche essenzialmente dallo slai cobas. Stare nella CGIL come hanno fatto anche i recenti arrestati facenti riferimento al gruppo 'aurora' é sbagliato e dannoso, non é quello che i comunisti devono fare. Essere contro gli arresti e rivendicare la libertà dei compagni arrestati non significa affatto tacere sul ruolo e linea dannosa e perdente che essi rappresentano. * Sostenere e generalizzare le proteste popolari di massa di Vicenza ed estenderle alle altre basi militari USA-NATO-ITALIA. Questo vuol dire creare 10, 100, 1000 Vicenza in ogni luogo dove vi sono basi militari USA, costruire comitati popolari unitari e sviluppare una lotta prolungata di massa. La pratica tutta 'romana' di appuntamenti nazionali danno lustro a chi li organizza che gode di una rendita di posizione e poco o nulla al movimento reale che ha bisogno di un'altra via e altra prassi. * Lavorare per l'alternativa proletaria rivoluzionaria ai governi di centro destra e di centrosinistra 'Il movimento é tutto il fine e nulla' - questa ormai é la prassi, linea, consolidata delle forze organizzatrici della stessa manifestazione di ROMA. Invece ora il punto chiave é il fine. Lottare per l'alternativa rivoluzionaria a questi governi, sviluppare la linea di una ribellione prolungata e di massa che punti a porre all'ordine del giorno la questione del potere, facendo tesoro degli aspetti positivi dei grandi movimenti del '68 e '77. Oggi i governi di centro destra e di centro sinistra, la sinistra parlamentare sono le forme della dittatura della borghesia. La lotta contro la guerra, contro la repressione, l'attacco alle condizioni di vita e di lavoro deve essere finalizzata alla lotta per un nuovo potere, il potere proletario. Se si vuole questo si capisce l'esigenza necessaria di costruire il partito comunista di tipo nuovo. Non si tratta di costruire "un nuovo PCI" attraverso la via elettorale come fa il Carc: né riproporre in forme aggiornate la via soggettivista-militarista, divorziata dalle masse delle BR, né' nuove Rifondazioni di stampo eclettico e troskista, né nuovi partiti comunisti marxisti-leninisti che non fanno un corretto bilancio dell'esperienza storica del proletariato, né aggiornano la teoria e la prassi della rivoluzione nel nostro paese. Serve il Partito Comunista marxista-leninista-maoista, come reparto d'avanguardia del proletariato, costruito nel fuoco della lotta di classe in stretto legame con le masse, unito ai partiti comunisti che nel mondo fanno rivoluzioni reali. Questa é l'arma strategica e tattica necessaria per la rivoluzione proletaria nel nostro paese e a questo bisogna lavorare con il bilancio dell'esperienza, la critica-autocritica, lo spirito della unità-lotta-trasformazione, in cui principale é la trasformazione, qualunque sia il tempo necessario perché questa esigenza e lavoro della avanguardia prolearia e comunista diventino forza del proletariato e delle masse. PCm-Italia 17/3/07
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