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| "8 marzo e oltre": dal sud al nord la lotta delle donne continua |
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| giovedì 15 marzo 2007 | ||||||||
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DIVERSE LE INIZIATIVE DELLE LAVORATRICI ADERENTI AL MOVIMENTO FEMMINISTA PROLETARIO RIVOLUZIONARIO SCESE IN SCIOPERO L' 8 MARZO 2007 A TARANTO Sciopero/manifestazione con sit in sotto la prefettura. C'erano tutte le rappresentanti delle diverse centinaia di donne delle ditte di pulizia comunali, statali e Università, delle lavoratrici licenziate delle Ex-exopolis, della Ladisa. Due striscioni Viva la lotta delle donne lavoratrici e quello 'via i ladri del nostro futuro" da sempre presente nelle lotte a Taranto in questi tempi di dissesto insieme a quello del movimento femminista proletario rivoluzionario "ma quale parità, vogliamo rovesciare il mondo". Altri pannelli denunciavano; i fatti di violenza oppressione sfruttamento e discriminazione sulle donne - il gemellaggio con le donne di Palermo in lotta e con le donne di Vicenza in lotta contro la guerra e l'allargamento della base del dal Molin, con la protesta delle lavoratrici di dolce e Gabbana; un pannello infine denunciava l'abbattimento della casa dei giovani di Copenaghen dove l'8 marzo fu proclamato da Clara Zetkin e Rosa Luxemburg nel 1910. Una manifestazione vivace con i canti di lotta delle donne e del movimento proletario Le donne hanno incontrato il Prefetto,questa volta non si sono limitate a rappresentare le difficoltà e la situazione delle donne lavoratrici ma hanno fatto una serie di denunce precise, chiedendo interventi precisi relativamente ai licenziamenti, alla riduzione del salario e contro la mobilità “più sopportabile per le donne” come ha dichiarato Natale Forlani responsabile di Italia Lavoro, all'insegna dell'affermazione del punto di vista delle donne proletarie, fatti, e non omaggi e parole. A PALERMO Volantinaggio all'inizio della mattinata al liceo classico V.E. II del centro di Palermo dove le lavoratrici hanno incontrato diverse studentesse con le quali si è parlato soprattutto della violenza dilagante contro le donne, dei frequenti casi di molestie e violenze contro le giovani e della necessità che le giovani si ribellino. Successivo presidio al Comune di Palermo contro il licenziamento illegittimo operato dal Comune nei confornti di una lavoratrice alla quale è stato negato il passaggio dallo Stato al Comune, nonostante la sentenza vinta in tribunale dopo 7 anni di lotta insieme a tante altre lavoratrici e lavoratori, solo perchè in diritto di pensione. Presenti a sostegno dello sciopero delle lavoratrici i compagni dello slai cobas per il sindacato di classe e i giovani di redblock. In piazza si è subito solidarizzato con le donne disoccupate presenti che da mesi lottano e presidiano il comune per un posto di lavoro. Tre grandi pannelli “le lavoratrici scendono in sciopero, per un 8 marzo e oltre di lotta, per un 8 marzo di mimose rosse”, “ si attaccano ancora i diritti delle lavoratrici, contro la negazione del lavoro illegittima del Comune/assunzione subito per la lavoratrice licenziata” “lavoratrici, precarie,> disoccupate, donne in lotta per la casa, ribelliamoci per affermare i nostri diritti” Le bandiere MFPR e SLAI COBAS sono state messe insieme ai grandi pannelli con slogan, foto e articoli di giornali della lotta delle disoccupate e disoccupati presenti in piazza. Al presidio si sono unite alcune studentesse e altre donne. Prima dell'incontro con l’assessore Campagna, il sindaco naturalmente non c’è mai troppo impegnato in altri 8 marzo di feste e festini, si è continuato con il volantinaggio della piattaforma dello sciopero, con forti comizi di denuncia della generale situazione di attacco ai diritti delle donne parlando anche a nome delle donne in lotta per la casa, di nuovo mobilitate in questi ultimi giorni insieme alle loro famiglie a Palermo, che hanno occupato un palazzo vuoto che prima era utilizzato dalle poste e che per l’8 marzo hanno organizzato un'assemblea pomeridiana, ma parlando anche a nome delle lavoratrici comunali , delle ditte di pulizia delle scuole di Ta, in lotta da mesi, che a causa del dissesto finanziario del comune, hanno perso in tante il lavoro o hanno visto ridursi di molto il gìà misero salario. Le lavoratrici hanno incontrato poi l’Assessore Campagna, intimando risolutamente il Comune di risolvere subito la questione della lavoratrice licenziata, denunciando l’irresponsabilità delle istituzioni (Comune e Stato) e l’assoluta illegittimita del negare l’esecuzione della sentenza vinta dalla lavoratrice licenziata che ha portato in prima persona tutta la rabbia e la protesta per ciò che sta subendo non solo dal punto di vista lavorativo ma anche personale, familiare. Le lavoratrici continueranno a mobilitarsi e a denunciare fino a quando non sarà risolta la questione. Tutto il presidio, ma anche tutta la settimana precedente l’8 marzo, sono stati movimentati da tantissime telefonate dalle scuole di tutta la Sicilia relativamente allo sciopero indetto in vari posti di lavoro, compreso l'ambito scolastico, che hanno confermato una crescente adesione allo sciopero delle lavoratrici e un crescente interesse per la piattaforma dello sciopero. Anche nelle piccole isole si è scioperato e hanno aderito, sostenendo le ragioni dello sciopero, anche diversi lavoratori. A MILANO Intorno all’8 marzo l’mfpr, a Milano, si è mobilitata verso fabbriche e posti di lavoro, in particolare con la propaganda della piattaforma dello sciopero delle lavoratrici: all’ Istituto Nazionale Tumori, diventato di recente Fondazione e tra gli Istituti interessati al trasferimento nella futura "città della salute"; alla Bindi, fabbrica dolciaria: anche se le operaie sono tantissime, le discriminazioni salariali persistono, come non vedere in questo fonte di ulteriore oppressione, forma occulta di scarso riconoscimento sociale? Naturalmente non poteva mancare la presenza dell’mfpr alla Wind, dove la condizione di precarietà e supersfruttamento colpiscono, in primis, le giovani donne. Alla Legler di Ponte S. Pietro è stata portata la solidarietà contro i licenziamenti e la chiusura della fabbrica, che per le operaie, in particolare, significherebbe lo spettro del "ritorno a casa". Qui, un grande striscione ha accolto le operaie che entravano per il turno di notte e all’uscita dal turno pomeridiano: NESSUN POSTO DI LAVORO DEVE ESSERE PERSO – VIVA LA LOTTA DELLE LAVORATRICI- VIVA L’8 MARZO. Il piccolo presidio è stato accolto dalle operaie con stupore e gioia: in tante si sono fermate a parlare dei timori per un futuro incerto, la mancanza di risposte e delle delusioni. Ma, come movimento femminista proletario rivoluzionario di Milano, ci stiamo battendo perché si costruisca un percorso di lotte "l’8 marzo e oltre" contro gli attacchi al diritto d’aborto che, simbolicamente, rappresenta il riconoscimento del diritto di scelta per le donne, che, proprio in Regione Lombardia, ha visto dei passaggi concreti con l’approvazione nel regolamento in materia di attività funebri, dell’obbligo della sepoltura dei feti. Pertanto, la piattaforma che abbiamo proposto, per questa specifica battaglia, comprende: la cancellazione dell’articolo sulla sepoltura dei feti, introdotto in Regione Lombardia-ma già altre regioni si stanno candidando a farlo- il miglioramento della 194, eliminando l’obiezione di coscienza; l’introduzione in tutti gli ospedali della pillola RU486; l’abolizione della legge 40 sulla procreazione assistita. A RAVENNA Con le operaie delle fabbriche SICIS e AGRITECH volantinaggio/affissione della piattaforma dello sciopero. INOLTRE A PALERMO E A TARANTO,rispettivamente nel pomeriggio e nella serata, sono state organizzate, nell'ambito della campagna nazionale, le prime due presentazioni ad opera del movimento femminista proletario rivoluzionario dell'edizione italiana del libro "Guerra popolare e liberazione delle donne in Nepal" della compagna Parvati che hanno trattato il tema "il pensiero delle donne che fanno la rivoluzione nella rivoluzione e divengono forza poderosa di trasformazione della politica, del partito comunista, della lotta per una nuova società". Le iniziative si sono svolte in un clima allegro e impegnato da parte delle lavoratrici presenti, protagoniste delle lotte, con momenti conviviali, con video e musica. movimento femminista proletario rivoluzionario Palermo: Indirizzo e-mail protetto dal bots spam , deve abilitare Javascript per vederlo 340/8429376 Taranto: Indirizzo e-mail protetto dal bots spam , deve abilitare Javascript per vederlo 347/5301704 Ravenna: Indirizzo e-mail protetto dal bots spam , deve abilitare Javascript per vederlo 3482432898 Milano: Indirizzo e-mail protetto dal bots spam , deve abilitare Javascript per vederlo 3339415168
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