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Dai G.c. di Vibo... PDF Stampa E-mail
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martedì 13 marzo 2007
Comunicato stampa

Il partito della rifondazione comunista costruito non senza duri sacrifici da quei compagni che ancora credevano nella necessità di un’opposizione di classe all’interno del panorama politico italiano all’indomani della disfatta del vecchio PCI ad opera di Occhetto, ha maturato negli ultimi tempi la sua “bolognina”.

Affermiamo questo alla luce dei mutamenti che hanno caratterizzato negli ultimi anni la sua politica: alleanza organica al governo Prodi, abiura del marxismo-leninismo e della lotta di classe, la pratica della non-violenza assunta come paradigma centrale del suo agire politico, e in ultimo la costituzione della sinistra europea un nuovo soggetto politico che niente a che vedere con l’internazionalismo comunista.

Non esiste più quel partito che quasi dieci anni fà ebbe il coraggio di prendere le distanze e rompere col primo governo Prodi, pagando il prezzo di una scissione, ma al contempo suscitando una nuova ondata di entusiasmo ed orgoglio nel suo corpo militante, fiero di appartenere ad un partito che non abbassava la testa di fronte a un centrosinistra che già allora si dimostrava pienamente organico al grande capitale e ai poteri forti dell'economia italiana ed europea e che oggi si pone in una linea di sostanziale continuità con la politica Berlusconiana.

« Dopo anni di lenta ed inesorabile deriva moderata e riformista della sinistra, persino quello che poteva essere considerato come l’ultimo baluardo delle masse oppresse, l’ultimo partito comunista occidentale di una certa consistenza  passa dall’idea della  trasformazione all’idea della governabilità, dalla prospettiva dell’alternativa a quella dell’alternanza»

Anche la federazione di Vibo, della quale facciamo parte ha maturato la propria involuzione politica, passando da rivoluzionaria Trotskista, a Grassiana e bertinottiana, completando cosi la sua ricerca di identità e adeguandosi al partito a livello nazionale.

Questa federazione si distingueva da tutte le altre fino a qualche anno fa per la sua intransigenza politica, (unica Federazione in Italia a dire no a Bertinotti-Cossutta al congresso del 96).

Oggi a distanza di tempo abbiamo avuto la conferma che le scelte compiute dai dirigenti del partito a Vibo prima del 2004, più che da un effettivo sentimento e coscienza di classe fossero guidate da un fine prevalentemente opportunistico, quello di acquisire, qualche posizione di prestigio e visibilità nel Prc e negli apparati di potere locali e nazionali

Come giovani comunisti ci dichiariamo estranei alla politica portata avanti dal nostro gruppo dirigente a livello locale, regionale e nazionale, politica che snatura l’identità comunista che noi ancora sentiamo nostra.

Convinti che l’unica alternativa allo stato di cose attuale sia il rovesciamento del sistema borghese, del quale abbiamo come l’impressione che il PRC sia ormai elemento organico, e l’instaurazione di una società egualitaria, che solo il socialismo può rappresentare;

Convinti che gli interessi del proletariato non possono essere sacrificati sull’altare della compatibilità di governo, e che fino a quando esisterà anche un solo capitalista e sfruttatore del lavoro salariato, il suo antagonista sarà la classe operaia;

Certi che contro questo stato di barbarie e di sfruttamento dell’uomo sull’uomo solo la lotta paga, aderiamo al progetto dell’unità comunista auspicando la costruzione al più presto di un reale punto di riferimento politico di classe e d’opposizione alla politica perpetrata oggi dai fantomatici partiti della sinistra italiana.

Finché esisterà la classe operaia, ci sarà bisogno di un soggetto comunista che sia la sua espressione, ed è in questa ottica che decidiamo di militare nell’associazione dell’unità comunista, continuando parallelamente il nostro cammino all’interno del PRC (fino a quando ciò sarà possibile) con la speranza di poter spostare al suo interno gli equilibri di potere in un ottica di reale opposizione allo stato di cose attuale, convinti della complessità della nostra azione e allo stesso tempo coscienti che ciò costituisca l’unica alternativa.

Unità comunista che nasce in seguito ad un lungo percorso e che vede la partecipazione di tanti sinceri compagni provenienti da tutta Italia per buona parte ex militanti del PRC, che  convergevano intorno all’ ex area programmatica progetto comunista, con la quale per altro come GC della provincia di vibo valentia  abbiamo saldato un buon rapporto lavorando congiuntamente in occasione della conferenza nazionale dei giovani comunisti presentando la tesi congressuale

“GC: il cuore dell’opposizione”.

Area programmatica la cui esperienza  oggi dichiariamo caduta per far largo a questo nuovo soggetto associativo a livello nazionale (con sede a Napoli)

Progetto che ha come finalità di invertire una rotta che ci vede da anni, come comunisti, in preda ad un circolo vizioso fatto di divisioni, isolamenti e “arroccamenti identitari”, che non hanno prodotto nessun avanzamento significativo per il movimento comunista nel suo complesso. . L’Italia pullula di collettivi, centri d’iniziativa politica, gruppi, associazioni, singoli militanti in migliaia di organizzazioni sindacali e di movimento, “reduci” di Rifondazione che a livello locale, non coordinati continuano a far politica. Molti di loro sono stati il lievito delle manifestazioni e delle lotte che hanno caratterizzato questi ultimi anni. Hanno trovato nella piazza e nelle lotte un’unità di classe, temporanea, parziale, che però non ha sedimentato nè linea, nè organizzazione.

All’esterno di Rifondazione in molti hanno tentato nel tempo di dotarsi di strutture organizzative per contrastare il revisionismo ed il riformismo. Tra di loro, come nel sindacalismo di base,  “esistono pezzi importanti della cultura e della pratica antagonista: un patrimonio di esperienze e di storia, di lotte e conquiste che non si può mantenere ulteriormente frammentato”

È da qui che  bisogna partire (da quello che c’è) e ancor più dalla lotta di classe.

Aderisce a Unità Comunista la maggioranza assoluta del coordinamento provinciale dei GC.

Promotori nella provincia di Vibo Valentia:

Iozzo Nicola          (coordinatore provinciale GC Vibo Valentia – coordinamento nazionale GC)

Benedetti Filippo   (coordinamento GC Vibo Valentia – segreteria provinciale PRC)

Sergio Carmelo      (segretario Circolo “V. Lenin”-Dasà (vv), coordinamento GC Vibo Valentia)

De Sossi Giovanni (coordinamento GC Vibo Valentia)

Colelli Francesco   (coordinamento GC Vibo Valentia)

Bufalo Mariangela (coordinamento GC Vibo Valentia)

Racina Cristian      (coordinamento GC Vibo Valentia)

Marturano Antonino (coordinamento GC Vibo Valentia)
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