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alle donne vicentine 8 marzo PDF Stampa E-mail
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martedì 06 marzo 2007
Alle donne vicentine,

abbiamo letto con gioia nei giorni scorsi il vostro appello per l'8 marzo.
La Vostra lettera, quando dite "...siamo pronte a difendere la nostra terra
anche con i nostri corpi", ci ha ricordato con commozione la bella canzone
delle Mondine; ma anche, ancora una volta, abbiamo sentito la forza che
viene dalla determinazione e dalla combattività che le donne portano sempre
in ogni lotta, per andare fino in fondo.

Noi siamo lavoratrici di Taranto dello slai cobas, siamo donne del Movimento
femminista Proletario Rivoluzionario, che da quasi un anno stiamo lottando
quasi ogni giorno e anche l'8 marzo saremo in sciopero e in piazza a
manifestare, soprattutto per il lavoro e il salario, contro padroni,
Istituzioni locali e nazionali che vogliono licenziarci, ricacciarci a casa,
o darci l'elemosina di un lavoro precario a pochissime ore e con salari che
non ci permettono di vivere a noi e ai nostri figli; lottiamo in una città
in cui la precedente amministrazione di centrodestra si è rubata tutto il
possibile mandando il comune in fallimento e ora il governo di
centrosinistra vuole scaricare questo 'dissesto' sui lavoratori e, in
particolare, su noi lavoratrici.

Ma l'8 marzo lottiamo per molto di più: per una vita dignitosa, per una
società in cui diritti, giustizia, No all'oppressione e allo sfruttamento,
niente guerre per i profitti imperialisti, niente violenze, non siano cose
"assurde" ma normali.

Per questo nella lotta che stiamo portando avanti, spesso dura, con blocchi,
occupazioni, lo sconvolgimento dei ruoli che i pesanti attacchi alle nostre
condizioni di vita stanno portando, come donne lo stiamo rivoltando a nostro
favore, stando in prima fila nella lotta, portando in essa tutto il peso
della nostra condizione di donne (casa, figli, ecc.), la nostra ribellione
irriducibile; e diventando, così, una vera preoccupazione per tutti coloro
che ci negano una vita decente.

Anche noi, poi, l'8 marzo vogliamo sentirci vicino alle donne che sono
oppresse, uccise, dalla guerra, ma ricordando una realtà diversa: quella
delle donne che stanno lottando in questi paesi per la liberazione loro e
del loro popolo, che sono riuscite a rovesciare i loro governi al servizio
degli interessi degli imperialisti Usa o europei.
Per questo la sera dell'8 marzo, parleremo delle donne del Nepal, che dopo
10 anni di guerra popolare ora stanno costruendo con tutto il popolo
nepalese una società giusta che tutte noi vogliamo.


Vi alleghiamo sotto 2 nostri volantini per l'8 marzo.

Leggeremo durante la manifestazione dell'8 marzo il vostro appello e ci
farebbe piacere se potessimo anche sentirci con un collegamento telefonico
nella mattinata dell'8.

Il nostro numero a cui potreste chiamarci è: 347/5301704 (Margherita
Calderazzi). Se volete, mandateci un vostro numero telefonico.

Un forte abbraccio di lotta a tutte voi.

le lavoratrici slai cobas di Taranto
Movimento Femminista Proletario Rivoluzionario

TA. 5.3.07



8 MARZO: SCIOPERO E MANIFESTAZIONE DELLA LAVORATRICI DI TARANTO, DA MESI IN
LOTTA PER IL LAVORO E IL SALARIO, PER I DIRITTI - SIT IN PREFETTURA ORE 10
CON INCONTRO COL PREFETTO A CUI SARA' CONSEGNATO IL DOCUMENTO CHE SEGUE (con
alcune proposte concrete).


La grave crisi occupazionale in corso nella nostra città - conseguente del
dissesto - sta ricadendo in
maniera particolare sulle donne (300 lavoratrici delle ditte di pulizia,
insieme altre varie decine di altri settori, dall'Ecopolis, alla Ladisa,
alle pulizie nelle Università e scuole statali, ecc.).
Prima di tutto c¹è un dato oggettivo:
tra i lavoratori licenziati o che rischiano tra poco il licenziamento, tra
coloroche hanno già subito tagli alle ore di lavoro e al salario, la
maggioranza sono donne.
Ma soprattutto, in questa situazione le donne, di fatto, si
trovano ad essere penalizzate due volte: perchè le conseguenze del dissesto
vengono subite proprio da quelle più povere, già con grosse difficoltà di
lavoro e reddito, donne che spesso sono sole e devono mantenere con il solo
loro salario la famiglia; ma anche perchè il peggioramento o la riduzione
dei servizi sociali conseguente al dissesto significa per le donne vedersi
scaricare ancora di più sulle loro spalle il peso di questi servizi.
Con l¹effetto che le donne sono senza posto di lavoro ma con più lavoro in
casa.

Ma c¹è un altra conseguenza, che per le donne lavoratrici è forse ancora più
pesante e inaccettabile: la cancellazione del valore emancipativo del
lavoro. Per le donne vedersi negare il lavoro è sentirsi ricacciare in casa,
é un ritorno all¹indietro, è un¹attacco alla possibilità come persone di
avere gli stessi diritti.
Nessuno può veramente pensare che dando un reddito con la mobilità e
lasciandole a casa si fa un favore alle donne; d¹altra parte, nessuno deve
poter affermare che le donne sono ³difficilmente ricollocabili², e quindi
impegnarsi meno e non di più per trovare anche nuove strade per
l'occupazione;
nessuno può proporre come unici possibili lavori per le donne, quelli
relativi all'"assistenza" o lavori di pochissime ore e bassi salari.

Nella lotta di questi mesi a Taranto, negli incontri, le lavoratrici sono il
³cuore², quelle più combattive e determinate, quelle che portano una visione
più ampia della condizione dei lavoratori che riguarda il lavoro, ma anche
la condizione familiare, la questione dei servizi sociali, la questione di
una condizione di vita più dignitosa
Le lavoratrici dello Slai Cobas ha puntato a rappresentare concretamente
questo ruolo delle
donne di ³civiltà², privilengiando anche negli incontri la presenza delle
lavoratrici.

Riteniamo assolutamente necessario, nella battaglia in corso per il lavoro e
per difendere e migliorare le condizioni dei lavoratori, che venga tenuto in
conto e fatto pesare il punto di vista femminile. Questo punto di vista deve
essere assunto nel quadro vertenziale, per una visione più ampia e realista,
che viva anche in proposte concrete, su lavoro, servizi, diritti, ecc.

Vogliamo cogliere l¹occasione dell¹8 marzo per mettere al centro l¹insieme
di queste problematiche, per uscire da una celebrazione di facciata e di
proclamazione solo formale di ³parità², e porre invece i problemi veri dei
diritti delle donne, per cui vogliamo affermare non una ³paritಠma un
diritto in positivo che serva per emancipare la condizione delle donne ma
anche l¹insieme del condizione dei lavoratori.


per le lavoratrici
Slai Cobas Taranto
(Calderazzi Margherita)

Per comunicazioni: telefax 099-4792086, 347-5301704




UN 8 MARZO DIVERSO! Ore 18/20 c/o BIBLIOTECA p.le BESTAT

PRESENTAZIONE DEL LIBRO

³LA GUERRA POPOLARE E LA LIBERAZIONE DELLE DONNE IN NEPAL²
DI HISILA YAMI (COMPAGNA PARVATI)

con Video, musica, buffet preparato dalle lavoratrici slai cobas


Il pensiero delle donne che fanno la ³rivoluzione nella rivoluzione²

(dalla premessa al Libro): ³...Una delle principali ragioni che stanno
dietro all¹invincibilità della guerra popolare nepalese è la massiccia
partecipazione delle donne in questo grande movimento. Senza la
partecipazione delle donne, che hanno sofferto la doppia oppressione di
genere e di classe, nessun movimento rivoluzionario in questo mondo può
avere successo né avrà successo in futuro...
Il sacrificio e l¹impegno dimostrato dalle donne nepalesi, durante 10 anni
di guerra popolare, ha spinto il partito (Partito Comunista del Nepal
maoista) ad arrivare ad una nuova sintesi in cui si dice che è necessario
sviluppare la direzione delle donne non solo per completare la rivoluzione
ma anche per prevenire la controrivoluzione in un prossimo futuro...².



Movimento femminista Proletario Rivoluzionario.
v. Rintone, 22 TA - 099/4792086 - 347/5301704
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