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Con un tempismo degno di un grande stratega, approfittando sia
dell’imminenza del Natale, sia dello sciopero della carta stampata, il sindaco
di Roma, Walter Veltroni, il candidato più autorevole alla leadership del
centrosinistra quando Romano Prodi si farà da parte, ha alla chetichella
dedicato la stazione Termini a Giovanni Paolo II.
E’ possibile protestare contro questa decisione utilizzando il form
presente sul sito del Comune di Roma; selezionando dal menu a tendina,
come destinatario, il campo ’sindaco’; compilando il campo ‘mittente’ e
lasciando un breve messaggio.
Dopo 140 anni, la Stazione Termini di Roma, uno degli scali ferroviari più
grandi d’Europa, cambia nome. Durante una cerimonia, questa mattina, la Stazione
è stata dedicata a Giovanni Paolo II: una stele dell’architetto Roberto Malfatto
è stata scoperta alla presenza del sindaco di Roma, Walter Veltroni, dei
responsabili delle Ferrovie dello Stato italiano, del cardinale vicario, Camillo
Ruini, e del cardinale segretario di Stato, Tarcisio Bertone, che ha portato gli
auguri e la benedizione di Benedetto XVI. La parola a Luca Collodi, che ha
seguito in presa diretta l’avvenimento. ********* Nella galleria centrale della
stazione Termini dove ogni giorno transitano 480 mila persone, 150 milioni
l’anno, il sindaco di Roma, Walter Veltroni ha ricordato Giovanni Paolo II,
“uomo che ha legato a sé l’idea del dialogo, della comprensione dei valori, in
continuo ascolto di una società in trasformazione”. “Tutto ciò – ha proseguito
Veltroni - ci ha portato, in stretta collaborazione con le Ferrovie dello Stato,
a scegliere la Stazione Termini per la dedicazione, che è luogo di incontro, di
scambio, dove molte persone iniziano un viaggio”. “Guarderanno la stele – ha
continuato il sindaco - tanti cittadini cattolici, ma anche musulmani che non
potranno non ricordare quando Giovanni Paolo II, nel settembre del 2001, chiamò
i “musulmani fratelli”; passeranno cittadini ebrei, che ricorderanno il giorno
in cui Giovanni Paolo II, nella Sinagoga di Roma, abbracciò il rabbino Toaff”;
e, tutti noi romani ricorderemo “un uomo che ha molto amato questa città”. Il
cardinale vicario Camillo Ruini si è unito al sindaco Veltroni, sottolineando il
grande amore del Papa per Roma. “Ogni giorno pregava per Roma, per la gente di
Roma, per la Chiesa in Roma e per le famiglie romane”. “Giovanni Paolo II - ha
sottolineato il cardinale vicario - è stato l’uomo dei viaggi e la stazione
Termini, luogo dove si parte e si arriva, è molto indicata per ricordare la sua
memoria che resta viva nel cuore di ciascuno di noi”. Il cardinale segretario di
Stato, Tarcisio Bertone, che ha portato il saluto e la benedizione di Papa
Benedetto, ha ricordato il rapporto tra la Stazione Termini e la storia della
Chiesa: “Ricordo soprattutto un episodio: la prima volta che vennero a Roma, nel
1962, per il Concilio Vaticano II, il cardinale Stefan Wyszynsky mons. Karol
Wojtyla: il cardinale Wyszynsky era appena stato liberato dalla prigionia ed
accompagnato a Roma da quel giovane vescovo per partecipare al Concilio.
Arrivarono qui alla Stazione Termini, dove c’era una folla immensa. Tutti i
ferrovieri erano fermi, tutti i treni erano fermi e quando si fermò il treno che
allora arrivava da Varsavia, il cardinale Wyszynsky si affacciò al finestrino in
una commozione generale. Ricordo che una signora porse al cardinale un mazzo di
rose rosse. Ecco, di che cosa è stata testimone nella storia questa grande
stazione, l’allora Stazione Termini. Porto al sindaco e alla Ferrovie dello
Stato, il saluto, l’augurio, il compiacimento e il ringraziamento di Papa
Benedetto. Ci siamo parlati questa mattina e mi ha detto di portarvi la sua
benedizione. Porgo a tutti, anche a nome del Santo Padre, gli auguri più
cordiali di Buon Natale e Buon Anno Nuovo”. (applausi) Le due steli inaugurate
stamani e sulle quali spicca il nuovo nome della stazione, “Stazione
Termini-Giovanni Paolo II”, sono alte 12 metri e posizionate nei punti più
frequentati. Ne parliamo con l’architetto, ideatore e progettista, Roberto
Malfatto: “L’ispirazione è nata dalla semplicità e dal rigore che Giovanni Paolo
II esprimeva, ma anche dall’innalzamento verso il cielo. Abbiamo, quindi,
pensato ad un oggetto che si innalzasse verso il cielo, che avesse un
coronamento particolarmente significativo e particolarmente ricco. Una forma
semicircolare, che in qualche modo evoca – secondo noi – delle immagini legate
anche all’iconografia ecclesiastica. Un’immagine, in quello che è l’atrio della
Stazione Termini, riconoscibile pur nella sua semplicità. Ci sono naturalmente
molti messaggi in questa stazione e volevamo diversificarci completamente,
facendo un’operazione che avesse una sua forza, se possibile morale, attraverso
l’immagine che abbiamo voluto darle. Dalla “Stazione Termini-Giovanni Paolo II”
di Roma, Luca Collodi, Radio Vaticana.
http://www.uaar.it/news/2006/12/24/veltroni-papista-stazione-termini-dedicata-giovanni-paolo/
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