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mercoledì 20 dicembre 2006
FILT/CGIL - FIT/CISL - UIL Trasporti - Or.S.A. Ferrovie - FAST
Ferrovie - UGL A.F.

Roma, 19 dicembre 2006
On. Enrico Letta
Presidenza Consiglio dei Ministri

On. Alessandro Bianchi
Ministro Trasporti

On. Cesare Damiano
Ministro del Lavoro

On. Antonio Di Pietro
Ministro Infrastrutture

On. Pierluigi Bersani
Ministro Sviluppo Economico

p.c. On. Meta Michele Pompeo
Presidente IX Commissione Trasporti
Camera dei Deputati

Sen. Anna Donati
Presidente VIII Commissione Lavori Pubblici e comunicazione
Senato della Repubblica

Imprese ferroviarie


Oggetto: trasporto ferroviario, risorse e regolazione del settore


Il superamento della crisi FS

Gli interventi previsti dalla Legge Finanziaria, nel settore ferroviario,
compensano in parte la situazione di grave definanziamento ereditata dal
precedente Governo, i trasferimenti previsti e le possibilità riconosciute
al Gruppo FS di realizzare le condizioni per garantire la continuità degli
investimenti nell'infrastruttura mettono al riparo il trasporto ferroviario
dal rischio di chiusura dei cantieri sul sistema AV/AC e sulla rete
tradizionale, anche se rimangono situazioni rilevanti di carenza di risorse
finanziarie.

Per quanto riguarda la parte di interventi relativi ai contratti di
servizio e di programma riconosce al Gruppo FS una quota importante delle
spettanze tagliate negli anni precedenti, anche se non corrispondenti alle
necessità.

L'azienda FS deve essere messa in condizioni di superare la crisi in atto
per favorire la predisposizione di un piano di impresa in grado di puntare
allo sviluppo anche attraverso un'adeguata politica di investimenti nel
materiale rotabile, insieme al necessario risanamento e all'eliminazione
degli sprechi ereditati dalla precedente gestione.

Per il Sindacato la crisi di FS non può essere usata per mettere in
discussione l'unicità del Gruppo FS.

Nello stesso tempo la crisi non può essere usata per mettere in
discussione le tutele, le condizioni di occupazione e di reddito dei
lavoratori.

Ferma restando l'unitarietà del Gruppo FS, le Organizzazioni Sindacali
considerano utile al buon funzionamento del sistema di regolazione della
concorrenza e di gestione dei rapporti con le diverse imprese presenti sulla
rete ferroviaria nazionale, la costituzione di un Ente terzo, al quale
conferire le competenze unificate sulla materia.


Programmazione e regolazione

I primi interventi del Governo, assolutamente indispensabili in una
situazione di gravissima crisi del settore, ma non risolutivi, richiedono
una ripresa dell'azione di regolazione del sistema dei trasporti e di
sviluppo del trasporto ferroviario.

Dopo lunghi anni di abbandono della politica di programmazione nel settore
dei trasporti e di tagli di risorse, la situazione si presenta estremamente
critica.

Le gravi difficoltà riguardano l'intero settore dei trasporti e, per l'evidente
interdipendenza dei diversi settori del comparto, rappresentano un pesante
freno allo sviluppo e alla qualità della vita dei cittadini.

Il trasporto ferroviario è segnato in tutti i suoi segmenti di attività
(trasporto medio e lunga distanza, trasporto regionale e trasporto merci),
da una persistente e irrisolta crisi di offerte a fronte di una domanda
crescente e largamente insoddisfatta.

Dentro la necessità di agire per garantire all'intero comparto dei trasporti
una adeguata politica di programmazione e di regolazione, il trasporto
ferroviario può e deve rappresentare l'intervento fondamentale di
riequilibrio modale per il trasporto delle persone e delle merci.

Le Segreterie Nazionali ritengono necessario e urgente che il Governo
intervenga nel settore ferroviario, all'interno di una politica dei
trasporti intesa al riequilibrio del sistema agendo prioritariamente sui
problemi legati alla programmazione e regolazione e sulla crisi di FS.

L'intervento di programmazione e di regolazione deve riconoscere l'obiettivo
del riequilibrio modale e dello sviluppo delle modalità di trasporto di
ordine superiore, per sicurezza, costi per la collettività e impatto
ambientale.

Il trasporto ferroviario delle persone in ambito regionale è in grandissima
difficoltà rispetto alla pressione della domanda, in particolare nell'ambito
delle grandi aree metropolitane.

La risposta attuale in termini di quantità e qualità è fortemente
condizionata dalle ridotte capacità dell'infrastruttura che resterà
insufficiente fino al completamento delle linee AV/AC che consentiranno di
alleggerire il traffico sulle linee tradizionali e finché non saranno
completati gli interventi sui nodi.

In questo fondamentale settore è necessario sostenere gli investimenti
favorendo il completamento delle opere avviate sulle linee AV/AC e sulla
rete tradizionale.

Il completamento delle nuove linee AV/AC può consentire lo sviluppo del
trasporto media e lunga percorrenza, ponendo il sistema ferroviario al
centro della mobilità tra le principali città italiane, in alternativa
alle altre modalità individuali e collettive.

Per quanto riguarda il trasporto delle merci, la situazione italiana rimane
disastrosamente squilibrata a favore del trasporto su gomma, più costoso,
più inquinante, meno sicuro e fonte di elevatissimi costi indiretti per la
collettività.

Bisogna incentivare lo sviluppo di un adeguato sistema logistico e degli
interporti, favorire l'intermodalità e mettere in atto una politica di
sostegno al trasporto ferroviario verso i porti del nostro paese.

La crisi del trasporto ferroviario deve essere affrontata e risolta anche
attraverso modalità di regolazione del mercato diverse da quelle attualmente
in vigore.

Il trasporto ferroviario nazionale è da tempo liberalizzato, in anticipo
rispetto alle scadenze dell'UE.

Nel trasporto merci agiscono diverse imprese private concorrenti che, per le
caratteristiche del settore e per l'assenza di vincoli di reciprocità, sono
quasi tutte controllate dalle grandi aziende nazionali europee (la DB
tedesca, la SBB svizzera e presto la SNCF francese).

Nel trasporto passeggeri su media e lunga distanza le nuove linee potranno
rappresentare l'avvio della concorrenza, sempre con le attuali regole che
hanno dimostrato la loro inadeguatezza.

Nel trasporto regionale, la legislazione nazionale e regionale, a partire
dai Decreti Legislativi 422/97 e 400/99, si è rivelata insufficiente e
ormai la necessità di una diversa regolazione è riconosciuta da tutti.

Il protocollo sottoscritto con il Governo il giorno 14 dicembre in
occasione del rinnovo del contratto del Trasporto Pubblico Locale, che
riconosce la necessità di una revisione dei rapporti tra Stato centrale,
Regioni ed Enti Locali in tema di regole e risorse, può rappresentare l'occasione
per avviare un confronto più generale sulla necessità di nuove regole.

La tutela del lavoro

Le scelte di privatizzazione e di liberalizzazione, che hanno investito
molti settori dei trasporti, non hanno prodotto miglioramenti nella qualità
del servizio, la crisi dell'offerta si à spesso aggravata e la concorrenza
si è principalmente sviluppata sul contenimento del costo del lavoro.

Anche nel trasporto ferroviario, a fronte delle scelte del sindacato di
accompagnare i processi di liberalizzazione con la sottoscrizione del
Contratto delle Attività Ferroviarie, con Confindustria e con alcune aziende
del settore, le condizioni di tutela contrattuale si sono dimostrate
insufficienti per la mancanza di una regola generale di clausole sociali che
deve accompagnare i processi in atto.

Le nuove aziende applicano i più diversi contratti, fino al limite della
legge con i contratti individuali a forma collettiva.

Le Organizzazioni Sindacali si apprestano a presentare la piattaforma per
il rinnovo normativo del Contratto delle Attività Ferroviarie, confermandone
la sua valenza e con l'obiettivo di realizzare uno strumento di tutela del
lavoro nel cambiamento in atto.

Considerato lo sviluppo dei processi di liberalizzazione, il nuovo
Contratto, inserito nel sistema di regolazione del mercato è assolutamente
indispensabile.

La richiesta sindacale di un contratto in grado di tutelare l'insieme del
lavoro nel settore e di clausole sociali è sostenuta dall'esigenza di
superare i processi di dumping sociale messi in atto dalle modalità con le
quali attualmente le diverse imprese ferroviarie agiscono in mancanza di
regole a seguito dei processi di liberalizzazione.

Tutto ciò ha prodotto rapporti di lavoro, nelle nuove aziende nate dopo la
liberalizzazione, basati sul dumping contrattuale.

La lotta alla precarietà del lavoro che caratterizza il programma e l'azione
del Governo deve trovare la sua traduzione concreta anche in un settore che
registra problemi crescenti e sempre più gravi che, considerate le
caratteristiche del trasporto ferroviario, possono avere conseguenze sulla
sicurezza del trasporto e sulla sicurezza del lavoro.

Un tavolo di confronto è necessario.

Le Segreterie Nazionali Filt, Fit, Uilt, Fast, Ugl e Orsa chiedono pertanto
al Governo la convocazione di un tavolo congiunto con le rappresentanze
sociali, le imprese e le Regioni al fine di consentire una discussione che
porti ad un condiviso sistema di regole per il trasporto ferroviario.
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