.: Italia Alternativa :.
.: venerdì 16 maggio 2008 :.
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| DALLA FIAT MIRAFIORI UN SEGNALE PER TUTTA LA CLASSE OPERAIA E I LAVORATORI |
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| martedì 12 dicembre 2006 | ||||||||
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DALLA FIAT MIRAFIORI UN SEGNALE PER TUTTA LA CLASSE OPERAIA E I LAVORATORI. La contestazione ai massimi dirigenti sindacali confederali alla Fiat Mirafiori rappresenta un fatto sindacale e politico di grandissima importanza. Giustamente gli operai contestano la finanziaria del governo Prodi, l¹insieme della politica all¹insegna della precarietà e del sostegno alla Confindustria di Montezemolo anche presidente Fiat. Quello che hanno contesto gli operai è il ³sindacato amico², principale puntello della politica del governo nelle fila dei lavoratori. Gli operai Fiat hanno dato una risposta generale anche all¹azione specifica dei dirigenti sindacali, Epifani in testa, di attacco frontale fino ai limiti della scissione a quelle voci nel movimento sindacale, rappresentate anche in seno alla Fiom, che non si rassegnano alla politica di un governo di ³sinistra² a parole, ma di continuità con il governo di centrodestra nei fatti. Nell¹attacco che c¹è stato alla Fiom da parte di Epifani, l¹elemento principale è legato alla questione di ³apertura ai cobas², e quindi, di fatto, sono i cobas l¹obiettivo di questo attacco; non certo come realtà effettivamente forte in fabbrica attualmente, ma come esigenza latente e veicolo di organizzazione e lotta degli operai e lavoratori. E¹ l¹ora della lotta proletaria contro il governo Prodi, come necessità obbligata per evitare che settori di massa e di classe operaia possano cadere nella demagogia reazionaria dell¹opposizione Berlusconi-Bossi-Fini. Occorre, quindi, portare con forza il significato e l¹esempio della contestazione a Mirafiori in tutte le fabbriche del nostro paese e sviluppare una politica unitaria di base che coinvolga maggioranze o rilevanti minoranze dei lavoratori; quella politica unitaria e di base che ci ostiniamo a definire e racchiudere programmaticamente nella proposta dei Cobas per il Sindacato di Classe. - La difesa del salario, con il ripristino della scala mobile; - l¹abolizione della Legge Biagi con la lotta concreta per il passaggio a tempo indeterminato di tutti i contratti precari; - la difesa della salute e della sicurezza, soprattutto nelle ³fabbriche della morte², applicando e allargando l¹attuale quadro normativo della 626, imponendo le postazioni dell¹Ispettorato in fabbrica e il blocco degli impianti e delle lavorazioni che mettono a rischio la vita degli operai; - La difesa del posto di lavoro a fronte delle ristrutturazioni e delocalizzazioni delle aziende; la lotta contro il TMC2 e i sistemi di sfruttamento scientifico, a partire dal gruppo Fiat sono i temi su cui la lotta è necessaria, possibile e può vincere, ma se ci si organizza fuori e contro la politica collaborazionista dei vertici sindacali confederali, con autonomia e indipendenza di classe. Da parte nostra, dalla Fiat Sata a Termini Imerese, dai Cantieri Navali di Palermo all¹Enichem di Ravenna, dall¹Ilva di Taranto alla Dalmine di Bergamo, siamo impegnati a fare la nostra parte di lotta, proposta e organizzazione. SLAI COBAS PER IL SINDACATO DI CLASSE Indirizzo e-mail protetto dal bots spam , deve abilitare Javascript per vederlo 8.12.06
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