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17.11 Sullo Sciopero Generale a Palermo PDF Stampa E-mail
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venerdì 24 novembre 2006
Foto dello sciopero generale a Palermo da piazza Croci
http://italy.indymedia.org/news/2006/11/1186282.php

sul corteo di Palermo del 17.11

Circa 2000 Persone hanno manifestato a Palermo al corteo convocato dai
sindacati di base contro la Finanziaria di Prodi e la politica dei sacrifici
che vogliono imporci.
Un Corteo partecipato da Precari, disoccupati, senza casa , studenti ,
centri sociali durante il quale si sono contestati i luoghi della produzione
di valore metropolitana, agenzie immobiliari, multinazionali , templi del
vecchio e del nuovo sfruttamento e della speculazione che creano
caro-affitti e precarietà abitativa.
Questo e' l'attraversamento conflittuale che i precari e le precarie x il
Reddito Garantito dopo il 4 Novembre a Roma hanno prodotto a Palermo nella
giornata di uno sciopero che abbiamo voluto rendere metropolitano, con uno
spezzone partecipato da Precari dello Spettacolo, senza casa del comitato di
lotta per la casa 12 luglio , studenti universitari e compagni/e dei centri
sociali. Questo e' stato un importante appuntamento per la costruzione
dell'opposizione sociale al governo Prodi che va alimentata con un sempre
maggiore radicamento nel territorio e con l'agitazione delle lotte sociali.
STOP PRECARIETA'!
....UNA CASA E UN REDDITO LI VOGLIAMO ORA!
RIPRENDIAMOCI TUTTO!

************
testo del volantino distribuito in piazza

CONTRO LA PRECARIETA’ CAPITALISTA....DEL CENTRO-DESTRA E DEL CENTRO-SINISTRA
RILANCIAMO UN MOVIMENTO AUTONOMO PER L’OPPOSIZIONE SOCIALE!!

In Italia, come nel resto dell’occidente, la globalizzazione economica
capitalista si è tradotta in una compressione dei salari e dei redditi da
lavoro che, uniti all'aumento dei prezzi ed alla privatizzazione di servizi
e risorse, hanno dimezzato il potere d'acquisto dei lavoratori. Nel sud il
medesimo processo si è tradotto in un tragico immiserimento senza sbocchi,
come dimostrano gli indicatori dell'occupazione e la ripresa delle
migrazioni interne, oltre che in uno spaventoso aumento delle fasce di
emarginazione ed esclusione sociale. A Palermo i nuovi contratti di lavoro
sono di tipo precario e a tempo determinato, ma in Sicilia la precarietà
riguarda gran parte del lavoro essendo per lo più lavoro nero. Qui la
storica carenza di servizi e di infrastrutture va a sommarsi ad un sistema
di accesso al lavoro ed alle risorse caratterizzato ancora dalla clientela e
dal favore, che specie in campagna elettorale funziona ancora molto bene.
Del diritto all'abitare meglio non parlarne, in una situazione di crisi
generale "il mattone" diventa il principale bene di investimento e
speculazione, così con l'abolizione dell'equo canone (approvato dal passato
governo di centro-sinistra) gli affitti hanno perso ogni freno e
moderazione. A Palermo negli ultimi mesi si e’ espresso un movimento
popolare che seppur ancora embrionale nei numeri ha sviluppato una forza
sociale ricompositiva che ha consentito di attrarre consenso , simpatie
diffuse nella società pur mantenendo una radicalità dei contenuti e delle
pratiche di lotta. Infatti per 25 giorni la Cattedrale di Palermo e’ rimasta
occupata, portando al centro del dibattito cittadino l’emergenza abitativa.
Una delle tante emergenze insieme a quella del lavoro, della precarietà
frutto di anni di malgoverno e mancanza di programmazione che ha
caratterizzato le amministrazioni di qualsiasi colore politico.
La politica ufficiale ed il sistema dei partiti quando non è complice, è del
tutto incapace di affrontare questa drammatica situazione e sempre più
frequentemente fa ricorso a logiche consociative e di accordo fra
maggioranza ed opposizione nel consiglio comunale di spartizione di risorse,
di posti di lavoro , di case per gli amici degli amici alla faccia
dell’opposizione alla giunta Cammarata.
Sospensioni del diritto, a base di commissariati straordinari e leggi
speciali, si rinnovano come gli unici strumenti di intervento per erogare
nuovi finanziamenti funzionali a vecchie spartizioni, ma intanto poco o
niente cambia nella nostra città.
Così Palermo continua ad essere il serbatoio di mano d'opera per il
capitale, un grosso mercato per i suoi beni ed insieme la sua discarica di
rifiuti tossici e nocivi da bruciare nel piu’ grande inceneritore d’Europa
già in costruzione a Bellolalmpo.
I più colpiti da questo modello sono ovviamente i lavoratori, i precari, i
disoccupati, gli esclusi da/con cui ripartire per una seria opposizione
sociale al continuismo liberista che anche questo governo esprime mentre
agita un’ipocrita redistribuzione sociale.
Basta vedere i tagli al sociale della nuova finanziaria, che nel frattempo
aumenta considerevolmente le spese militari e lascia precari il lavoro e le
condizioni di vita della maggioranza. Tagli alla sanità, alla formazione,
agli enti locali, blocco delle assunzioni, TFR scippato per finanziare
grandi opere, tanti soldi regalati alle grandi imprese costituiscono la
ricetta per rispettare i parametri di compatibilità a livello europeo ed
l’obiettivo della politica economica di questo come dei governi precedenti e
di quelli che verranno.
In questo quadro il centro sinistra, accreditato anche dagli industriali,
rischia di essere l’artefice di un pericoloso piano di riforme volto alla
dismissione dell’apparato e delle risorse pubbliche, nonché delle residue
garanzie lavorative e quindi il vettore di una progressiva precarizzazione
sociale. Decisivo in questo senso è il ruolo di oggettiva copertura della
cosiddetta sinistra radicale che, al di là di qualche balbettio, ha scelto
di garantire il suo apporto e le sue poltrone, dal ri/neo finanziamento alle
missioni di guerra fino alla finanziaria. Gli stessi sindacati confederali,
al di là di alcune componenti critiche, gia si sono predisposti alla ripresa
della concertazione con il governo amico ed il rischio concreto è quello di
un’opposizione reazionaria e corporativa manovrata dalle destre in
parlamento come nelle piazze.
Dopo la grande mobilitazione degli Studenti Universitari, dei senza casa e
dei Precari di Palermo che in oltre 300 hanno raggiunto Roma e partecipato
alla grande Manifestazione del 4 Novembre contro la precarietà , con uno
spezzone determinato nelle forme e nei contenuti, che ha guastato in parte i
piani dei partiti e sindacati poco di lotta e molto di governo e’ giunto il
momento di costruire anche a Palermo un movimento autonomo che sappia
opporsi con determinazione ad un governo che dimostra sempre piu’ di
difendere gli interessi dei poteri forti. L’esempio francese ha mostrato e
mostra che le scosse arrivano con il desiderio di rottura, con
l’insubordinazione collettiva, dove pratiche concretamente conflittuali
escono dagli argini del democraticamente corretto, sorvegliato e consentito.

SCIOPERO GENERALE
Ore 9:00 Piazza Croci
SPEZZONE ANTAGONISTA

•Per una drastica riduzione dell’orario di lavoro a parità di salario e di
ritmi produttivi

•Per un REDDITO GARANTITO X TUTTI/E

•Stop agli sfratti, agli sgomberi ed al caro-affitti, per il diritto
all’abitare]

•Contro le riforme Zecchino, Moratti, Mussi ed i tagli alla ricerca.

•Per la libera circolazione di tutti/e e la chiusura dei CPT.

•Contro le missioni Imperialiste in Libano , Afghanistan , Kossovo ed Iraq.

•Contro la Finanziaria e le politiche del Governo Prodi.

PALERMO AUTONOMOUS ZONE
Centro Sociale ExKarcere – Comitato di Lotta x la Casa “12 Luglio”–
Collettivo Precari dello Spettacolo – Collettivo Universitario Autonomo

http://www.ecn.org/excarcere
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